Tom Cruise è davvero un attore “intenso” sul set? La risposta arriva direttamente dalla star di Hollywood, che in una nuova intervista a GQ ha affrontato con ironia una delle descrizioni più ricorrenti del suo modo di lavorare.
A 64 anni, Cruise continua a costruire la propria carriera attorno al cinema e alla preparazione. L’attore ha spiegato di non considerare un problema il fatto di avere aspettative molto alte nei confronti dei propri collaboratori. Anzi, sostiene di essere trasparente su questo aspetto fin dall’inizio di ogni produzione.
«Le voci sono vere», ha detto Cruise con una battuta durante la conversazione con GQ. Il riferimento è proprio alla sua reputazione di professionista estremamente esigente e coinvolto nel lavoro.
Tom Cruise: «Sono intenso»
La dichiarazione nasce da una riflessione più ampia sul suo rapporto con il cinema. Cruise ha raccontato di lavorare duramente e di aspettarsi molto dalle persone con cui collabora, ma anche di voler costruire insieme a loro il modo migliore per affrontare una scena.
L’attore non ha negato, quindi, la fama di essere particolarmente concentrato sul lavoro. Al contrario, ha raccontato di aver imparato ad accettare questa caratteristica del proprio carattere.
«Quando mi interessa qualcosa, voglio impararla», ha spiegato Cruise nell’intervista. Il suo approccio parte dalla curiosità e dalla necessità di comprendere a fondo ciò che sta facendo, fino a trasformare quella conoscenza in uno strumento per il lavoro sul set.
Il tema dell’intensità, secondo Cruise, lo accompagna fin da quando era giovane. Ha raccontato che già da ragazzo gli veniva detto di essere una persona particolarmente intensa e che oggi riesce a parlarne con maggiore ironia.
«Mi aspetto molto e lo dico apertamente»
La parte più interessante dell’intervista riguarda il rapporto con i colleghi. Cruise sostiene di non nascondere le proprie aspettative e di preferire chiarire immediatamente quale sarà il livello di impegno richiesto.
La frase sulle “voci” nasce proprio da questo approccio. Il suo messaggio, in sostanza, è che chi decide di lavorare con lui sa già che troverà una persona molto presente e coinvolta.
Per Cruise, però, questa dedizione non significa seguire rigidamente un piano senza possibilità di cambiamento. L’attore sottolinea l’importanza di avere sceneggiatura e programmi precisi, ma allo stesso tempo di lasciare spazio alla collaborazione durante la realizzazione del film.
È una filosofia che sembra riflettersi anche nella sua idea più generale di cinema: un’esperienza collettiva nella quale attori, registi e tecnici devono trovare insieme il tono e gli strumenti necessari per raccontare una storia.
Tom Cruise preferisce parlare alle persone invece di scrivere email
Nella stessa intervista, Cruise ha raccontato anche il suo rapporto con la tecnologia e con il telefono.
L’attore ha spiegato di cercare di tenere lo smartphone il più lontano possibile da sé quando lavora. Non perché voglia isolarsi, ma per privilegiare il rapporto diretto con le persone.
Ai collaboratori preferisce infatti una conversazione faccia a faccia rispetto a una lunga comunicazione via email. Il principio è semplice: se c’è qualcosa da discutere, Cruise preferisce parlarne direttamente.
Questo atteggiamento si inserisce nella sua visione del cinema come esperienza condivisa. L’attore ha sottolineato quanto apprezzi il fatto che il cinema riesca ancora a riunire le persone nello stesso luogo per vivere insieme un film.
Digger, il nuovo film di Tom Cruise lontano dall’action
Le dichiarazioni arrivano mentre Cruise si prepara a una delle interpretazioni più particolari della sua fase recente.
Il prossimo appuntamento cinematografico è Digger, nuovo film diretto da Alejandro González Iñárritu, regista di Birdman e The Revenant. Cruise interpreta Digger Rockwell, un potentissimo magnate del petrolio che si trova a dover affrontare le conseguenze di una catastrofe legata alle proprie azioni.
La storia parte da una situazione decisamente fuori dagli schemi: il protagonista cerca disperatamente di convincere il mondo di essere l’uomo capace di salvare l’umanità proprio mentre deve fare i conti con il disastro che ha contribuito a provocare. Il film viene presentato come una commedia nera con elementi satirici.
Nel cast, oltre a Cruise, figurano Sandra Hüller, John Goodman, Michael Stuhlbarg, Jesse Plemons, Riz Ahmed e Sophie Wilde.
Digger arriverà nei cinema il 2 ottobre 2026 negli Stati Uniti.
Dopo Digger, Tom Cruise torna a Giorni di tuono
Il calendario di Cruise comprende anche un ritorno a uno dei suoi personaggi più celebri.
È infatti ufficiale il sequel di Giorni di tuono, il film del 1990 diretto da Tony Scott nel quale Cruise interpretava il pilota NASCAR Cole Trickle. L’attore tornerà nel ruolo e sarà affiancato da Anne Hathaway, che interpreterà una proprietaria di squadra e ingegnera.
Il film sarà diretto da Jonathan Levine e prodotto dallo stesso Cruise insieme a Jerry Bruckheimer e Tommy Harper. Paramount ha fissato l’uscita cinematografica al 2 giugno 2028, con una distribuzione pensata anche per i grandi formati come IMAX.
I dettagli della trama del sequel non sono ancora stati resi pubblici. Il progetto rappresenta però un altro importante ritorno per Cruise, dopo il successo dei suoi recenti film e la conclusione del ciclo principale di Mission: Impossible.
La nuova intervista a GQ offre così uno sguardo insolito sul metodo di lavoro dell’attore. La fama di professionista estremamente esigente non viene smentita da Cruise: viene piuttosto raccontata dal diretto interessato come una conseguenza della sua ossessione per il cinema, della preparazione e del desiderio di condividere con i collaboratori un’esperienza il più possibile intensa e completa.