Da La vita è meravigliosa a La vita è bella, i quattro film scelti da Papa Leone XIV attraversano oltre cinquant’anni di cinema e raccontano una visione fondata su speranza, famiglia, fragilità e capacità di resistere al dolore.
Nel giorno del compleanno di Papa Leone XIV, anche il cinema offre un modo particolare per raccontare il Pontefice. Prima dell'incontro con il mondo del cinema in Vaticano, Leone XIV aveva infatti condiviso quelli che ha definito i suoi quattro film preferiti: La vita è meravigliosa di Frank Capra, Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise, Gente comune di Robert Redford e La vita è bella di Roberto Benigni.
Papa Leone compie gli anni: i 4 film preferiti che raccontano il suo pontificato
La lista è stata diffusa dal Vaticano nel novembre 2025 e colpisce per la distanza tra le pellicole scelte: si passa dal cinema americano degli anni Quaranta a un musical degli anni Sessanta, da un dramma familiare del 1980 fino al film italiano di Benigni.
Non sono quattro titoli accomunati da un genere cinematografico. A unirli è piuttosto una particolare attenzione alla condizione umana, alla famiglia e alla possibilità di trovare una forma di speranza anche nei momenti più difficili.
1. La vita è meravigliosa: il valore di una persona
Il primo film della selezione è La vita è meravigliosa (It's a Wonderful Life), il classico diretto da Frank Capra nel 1946 e interpretato da James Stewart.
Il protagonista è George Bailey, un uomo che, dopo aver attraversato una profonda crisi personale, arriva a pensare che la propria esistenza non abbia più valore. È proprio in quel momento che interviene l'angelo Clarence, mostrandogli come sarebbe stata la vita della comunità senza le persone che George aveva aiutato nel corso degli anni.
Il film costruisce così una riflessione sul valore delle relazioni e sulla capacità delle piccole azioni quotidiane di modificare la vita degli altri. È anche il primo elemento di quel filo conduttore che attraversa la selezione di Leone XIV: una persona può fare la differenza nella vita di chi le sta accanto.
L'Osservatore Romano ha letto il film proprio attraverso il tema della generosità e dell'amicizia, sottolineando come il finale trasformi il percorso di George in una celebrazione della solidarietà.
2. Tutti insieme appassionatamente: la famiglia davanti alla storia
Il secondo titolo è Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music), diretto da Robert Wise nel 1965 e interpretato da Julie Andrews e Christopher Plummer.
La protagonista è Maria, una giovane novizia che lascia temporaneamente il convento per diventare governante dei sette figli del capitano Georg von Trapp. La musica diventa progressivamente il linguaggio attraverso cui Maria riesce a costruire un nuovo equilibrio familiare.
Ma sullo sfondo c'è una delle pagine più drammatiche della storia europea: l'Anschluss dell'Austria alla Germania nazista nel 1938.
Il film passa così dalla dimensione domestica a quella storica. La famiglia von Trapp deve scegliere come comportarsi di fronte al nuovo regime e il rifiuto di collaborare con i nazisti conduce alla fuga dall'Austria.
Nella lettura proposta da Vatican News, il film contribuisce al quadro dei quattro titoli scelti dal Pontefice attraverso il rapporto tra famiglia, amore e speranza.
3. Gente comune: il dolore dentro una famiglia
Il terzo film è probabilmente quello più distante dall'immaginario tradizionalmente associato al cinema “confortante”: Gente comune (Ordinary People), diretto da Robert Redford nel 1980.
La storia segue la famiglia Jarrett dopo la morte accidentale del figlio maggiore. Il fratello minore Conrad, sopravvissuto alla tragedia, vive un profondo senso di colpa e arriva a tentare il suicidio.
Il film affronta quindi lutto, depressione, incomunicabilità e rapporti familiari senza ricorrere a una soluzione semplice. Al centro c'è la difficoltà di affrontare il dolore e, soprattutto, la necessità di tornare a comunicare.
Timothy Hutton vinse l'Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo di Conrad, mentre il film conquistò l'Oscar come miglior film e Redford quello per la regia.
È anche il titolo che rende la selezione di Leone XIV meno prevedibile: accanto a due grandi classici costruiti intorno alla speranza, il Pontefice ha scelto un dramma che mette in scena una famiglia spezzata e il difficile percorso verso la riconciliazione.
Vatican News ha indicato proprio Gente comune come il film più doloroso e complesso della selezione, individuandolo anche come possibile chiave di lettura degli altri tre titoli.
4. La vita è bella: l'amore come resistenza
L'ultimo film è La vita è bella, diretto e interpretato da Roberto Benigni nel 1997.
Guido Orefice è un padre ebreo deportato in un campo di concentramento insieme al figlio Giosuè. Per proteggere il bambino dall'orrore che li circonda, trasforma la permanenza nel campo in un gigantesco gioco, facendo credere al figlio che tutto ciò che accade faccia parte di una competizione.
La scelta di Leone XIV è particolarmente significativa perché il film affronta il tema della Shoah attraverso lo sguardo di un padre che cerca di preservare l'innocenza del figlio in una situazione disumana.
Il film vinse tre Oscar, tra cui quello per il miglior attore a Benigni e quello per il miglior film straniero. La lettura proposta da Vatican News sottolinea proprio la figura del padre che, attraverso l'immaginazione, cerca di proteggere il figlio dall'orrore e di mantenere una promessa fino alla fine.
I quattro film di Papa Leone e il filo della speranza
Guardati insieme, i quattro film raccontano persone alle prese con situazioni molto diverse, ma accomunate dalla necessità di non arrendersi alla disperazione.
George Bailey scopre che la propria vita ha avuto un valore per gli altri. Maria costruisce una famiglia attraverso l'affetto e la musica mentre l'Europa precipita verso la guerra. Conrad deve affrontare il trauma e il senso di colpa per poter ricostruire il rapporto con la propria famiglia. Guido usa l'immaginazione per proteggere suo figlio dall'orrore della persecuzione nazista.
È proprio questa continuità tematica a rendere interessante la scelta del Pontefice. Non è una classifica cinematografica, ma una selezione personale nella quale il cinema diventa uno strumento per parlare di relazioni, dolore, responsabilità e speranza.
Vatican News ha sintetizzato il filo della selezione attraverso quattro parole: famiglia, sofferenza, speranza e amore.
Una passione per il cinema che Leone XIV ha portato in Vaticano
La scelta dei quattro film si inserisce inoltre in un rapporto più ampio tra Papa Leone XIV e il cinema.
Il Pontefice aveva condiviso i titoli in vista dell'incontro con attori, registi e altri rappresentanti dell'industria cinematografica organizzato in Vaticano nel novembre 2025. In quell'occasione Leone XIV aveva invitato il mondo del cinema a continuare a sfidare, ispirare e dare speranza, sottolineando il valore della bellezza come qualcosa di più di una semplice forma di evasione.
I quattro film scelti restituiscono dunque un'immagine precisa dei temi cinematografici che sembrano interessarlo maggiormente: storie in cui la sofferenza non viene cancellata, ma affrontata attraverso i legami umani.
Da Capra a Benigni, passando per Wise e Redford, il percorso cinematografico scelto da Papa Leone XIV attraversa oltre mezzo secolo di storia del cinema. E il filo che li unisce non è il genere, ma una domanda molto più semplice: come si può continuare a scegliere il bene anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta?
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