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San-andreas-recensione

San-andreas-recensione-dwayne-johnsonAffascina e allo stesso tempo terrorizza, poiché, seppur ingigantito, molte volte non è lontano dalla realtà; è un genere che non ha mai fine. Stiamo parlando del disaster movie, quel tipo di film incentrato sui disastri naturali e che alla fine di tutto colpisce sempre i più. Al centro del nuovo lavoro di Brad PeytonSan Andreas, troviamo per lì’ppunto il terremoto, tema riproposto svariate volte dopo Terremoto (Earthquake) del 1974, e che qui si presenta più violento che mai e che, con quelle immagini reali passate nei primi muniti di film, è anche spaventoso.

Sotto la guida di Peyton, hanno preso parte a questa pellicola: Dwayne Johnson (protagonista assoluto del film), Alexandra DaddarioCarla Gugino, Paul Giamatti, Colton Haynes, Ioan Gruffudd, Ioan Gruffudd, Archie Panjabi e Will Yun Lee.

Ray (Dwayne Johnson) è un pompiere che pilotando elicotteri di salvataggio si cimenta in pericolose missioni per salvare vite umane, e ora  viene chiamato a un’impresa titanica quando una violenta scossa di terremoto lungo la faglia di Sant’Andrea sconvolge tutta Los Angeles. Ray, infatti, si troverà a dover salvare le persone a lui più care: la sua ex-moglie (Carla Gugino) e soprattutto sua figlia (Alexandra Daddario), che si trovava a San Francisco insieme al patrigno Daniel (Ioan Gruffudd), in un’impresa che appare disperata.

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Quasi due ore d’azione, esplosioni, crolli e cataclismi, che passano dal terremoto che attanaglia una già in ginocchio Los Angeles fino ad arrivare allo tsunami, in una pellicola che si mostra, sin dalla prime battute, adrenalinica e ricca di sequenze mozzafiato, come d’altronde richiede il format del film. Spettacolarità ed effetti speciali, incastonati nella proiezione 3D, sono sicuramente più che validi per questo modero blockbuster, che però, nonostante tutto, non si discosta molto dalla trama standard, più volte riproposta per questo genere di film, lasciando allo spettatore, libero da una trama complessa, di comprendere sin da subito quale sarà il naturale andamento del film e la sua conclusione dal sapore tutto americano, richiamando temi cari agli States quali il patriottismo e la famiglia.

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La troppa banalità della pellicola non lascia neppure apprezzare un Dwayne Johnson che in passato, in alcune sue interpretazioni, ha dimostrato grandi potenzialità, ma che qui non può andare oltre a quell’uomo calato in una situazione catastrofica più grande di lui; eppure potrebbero essere interessanti alcuni spunti del regista, come la scelta di mettere in evidenza quel contrasto fra il coraggioso e temerario padre di famiglia e il codardo patrigno, pronto a tutto pur di sopravvivere, ma che alla fine viene riassunta in un semplice accostamento buono-cattivo, rendendo così più semplice amare quel possente vigile del fuoco che, seppur non dimentica sua figlia, si ferma sempre a salvare chi è in difficoltà. Pochi sono i momenti di pausa per lo spettatore, il quale riesce a rifiatare tra una sequenza e l’altra, conditi, come in ogni film d’azione, con quell’immancabile humor volto anche a stemperare un po’ gli animi, ma che, anche questo, suona come un banale cliché.

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La spettacolarità è sicuramente l’arma su cui si è puntato per questo film, potente, veloce e ricchissimo da questo punto di vista, ma che, nonostante tutto, non offre nulla di diverso da quello che il cinema catastrofico ha già dato.

San Andreas, diretto da Brad Peyton e interpretato da Dwayne Johnson, uscirà nelle sale italiane il 28 maggio, un giorno in anticipo rispetto al debutto statunitense.

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