Robert De Niro, perché The Good Shepherd è rimasto il suo ultimo film da regista

The Good Shepherd è l’ultimo film diretto da Robert De Niro. La storia della produzione, il sequel mai realizzato e il ritorno alla regia mai avvenuto.

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© Samuel Goldwyn Films

A vent’anni dall’uscita del thriller di spionaggio, De Niro non è più tornato dietro la macchina da presa. Eppure, per anni, ha accarezzato l’idea di continuare la storia.

Robert De Niro ha diretto soltanto due lungometraggi nella sua carriera. Il primo è A Bronx Tale del 1993, il secondo The Good Shepherd - L’ombra del potere, arrivato al cinema nel 2006. Da allora, nonostante il desiderio espresso più volte di tornare alla regia, l’attore non ha più realizzato un altro film da regista.

Proprio The Good Shepherd avrebbe dovuto rappresentare qualcosa di più di un semplice ritorno dietro la macchina da presa. De Niro aveva investito nel progetto anche come produttore e aveva affrontato una produzione molto più ambiziosa rispetto al suo esordio.

Il risultato è un thriller di spionaggio lungo quasi tre ore, con Matt Damon, Angelina Jolie, Alec Baldwin e lo stesso De Niro nel cast.

Un progetto nato molto prima delle riprese

La storia di The Good Shepherd comincia ben prima del 2006. Il progetto aveva attraversato diversi passaggi produttivi e, inizialmente, era stato associato anche a Francis Ford Coppola e American Zoetrope.

De Niro arrivò al film dopo la morte del regista John Frankenheimer, che aveva lavorato al progetto. In un'intervista dell'epoca, l'attore raccontò che Frankenheimer gli aveva consegnato la sceneggiatura e che i due avevano persino immaginato una collaborazione legata al film.

La sceneggiatura era firmata da Eric Roth e raccontava la nascita della CIA attraverso Edward Wilson, interpretato da Matt Damon. La vicenda attraversa più di vent'anni, dalla Seconda guerra mondiale fino alla crisi della Baia dei Porci.

Prima di Damon, anche Leonardo DiCaprio era stato associato al ruolo principale. L'attore lasciò il progetto per dedicarsi a The Departed, aprendo la strada all'ingresso di Damon.

Un salto enorme rispetto ad A Bronx Tale

Quando De Niro tornò alla regia, erano passati 13 anni da A Bronx Tale. Il confronto tra i due film rende evidente quanto fosse cresciuta la portata del progetto.

A Bronx Tale, esordio registico del 1993, aveva un budget di circa 10 milioni di dollari. The Good Shepherd arrivò invece a un budget di produzione indicato in circa 80 milioni.

De Niro non si limitò inoltre a dirigere. Nel film interpreta il generale Bill Sullivan, mentre Damon porta sulle spalle il personaggio di Edward Wilson, un uomo che sacrifica progressivamente la propria vita privata al lavoro nell'intelligence.

Il film dura 167 minuti nella versione riportata da diverse banche dati e costruisce la sua storia attraverso salti temporali, operazioni segrete e rapporti personali sempre più compromessi.

De Niro sentiva il peso della regia

La dimensione del progetto comportava anche una responsabilità molto diversa rispetto al suo primo film.

Durante la lavorazione, De Niro raccontò quanto fosse impegnativo affrontare la regia. E il clima sul set conferma quanto fosse meticoloso il lavoro con gli attori.

Martina Gedeck, che faceva parte del cast, raccontò che De Niro ripeteva le scene numerose volte, lasciando che la macchina da presa continuasse a girare per non spezzare la concentrazione degli interpreti.

Anche Matt Damon parlò della particolare impostazione del regista. L'attore spiegò di essere stato inizialmente nervoso davanti alla richiesta di interpretare Wilson in maniera estremamente contenuta, ma che De Niro insisteva sulla sincerità emotiva e sulla sottrazione.

Anni dopo, il film sarebbe rimasto associato a un altro elemento significativo della carriera di De Niro: il suo rapporto con il cinema da autore e la difficoltà di trasformare quell'esperienza in una nuova fase dietro la macchina da presa.

Un film discusso, ma non un insuccesso al botteghino

The Good Shepherd non ebbe un'accoglienza unanime.

Su Rotten Tomatoes il film si è attestato al 56% tra i critici, mentre Metacritic ha registrato una media di 61 su 100. La critica ha quindi riconosciuto ambizione e solidità alla regia di De Niro, ma ha evidenziato anche la durata e il ritmo particolarmente controllato del film.

Sul piano commerciale, il film incassò circa 100,3 milioni di dollari nel mondo. Il budget indicato da The Numbers è di 80 milioni, anche se nel corso degli anni sono circolate stime differenti.

Il debutto statunitense registrò circa 9,9 milioni di dollari nel primo weekend, con il film che si piazzò al quarto posto al box office.

Non si trasformò quindi nel grande franchise di spionaggio che avrebbe potuto generare ulteriori capitoli, ma nemmeno sparì immediatamente dai radar dell'industria.

De Niro voleva davvero un sequel

Il dettaglio più interessante arriva dal futuro che De Niro aveva immaginato per il progetto.

Nel 2015, parlando con Cigar Aficionado, l'attore spiegò di avere ancora voglia di dirigere e aggiunse di aver voluto realizzare un sequel di The Good Shepherd. Il progetto, però, non era mai riuscito a concretizzarsi.

Un anno più tardi, De Niro tornò sull'argomento spiegando che il sequel era stato difficile da realizzare e indicando nella sceneggiatura uno degli ostacoli principali. Secondo le sue parole, aveva aspettato a lungo il lavoro di Eric Roth e, se il copione fosse arrivato nei tempi previsti, avrebbe provato a rimettere in moto il progetto.

Quella seconda storia, però, non è mai arrivata sullo schermo.

E la macchina da presa è rimasta lì

Da allora De Niro ha continuato a costruire una filmografia ricchissima soprattutto davanti alla macchina da presa. Ha lavorato con registi come Martin Scorsese e Barry Levinson e ha continuato a alternare cinema drammatico, commedia e grandi produzioni.

La sua attività come regista, invece, si è fermata a The Good Shepherd. Le filmografie attualmente disponibili continuano infatti a indicare soltanto due lungometraggi diretti da De Niro: A Bronx Tale e The Good Shepherd.

Il paradosso è che il secondo film non nacque come un progetto marginale. Al contrario, De Niro vi dedicò anni, affrontò una produzione imponente e pensò persino a una continuazione.

A quasi vent'anni dalla sua uscita, The Good Shepherd resta così un capitolo particolare della carriera dell'attore: il film con cui De Niro tornò alla regia dopo 13 anni e, almeno finora, l'ultimo con cui ha scelto di stare dietro la macchina da presa.

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