Troll a Elon Musk: usa Grok per comprare LEGO, ma mostra dati privati

Elon Musk è stato preso di mira online dopo aver condiviso degli screenshot di un ordine di set LEGO Star Wars da 241 dollari effettuato da Grok, che sembrava rivelare il suo indirizzo e altri dettagli dell'ordine.

Locandina di Troll a Elon Musk: usa Grok per comprare LEGO, ma mostra dati privati
© Foto Illustrativa (IA)

Elon Musk ha condiviso su X uno screenshot di un acquisto di set LEGO di Star Wars effettuato con l'assistenza di Grok, ma l'immagine avrebbe mostrato anche informazioni personali legate all'ordine. L'episodio, avvenuto nel weekend del 10 e 11 ottobre, ha attirato l'attenzione sui rischi di pubblicare schermate di acquisti online senza controllare prima quali dati siano visibili.

Secondo la ricostruzione riportata da Ynet, Musk aveva presentato l'esperimento come una dimostrazione della semplicità degli acquisti tramite l'intelligenza artificiale. Nel post spiegava di aver chiesto a Grok di individuare alcuni set LEGO di Star Wars adatti ai bambini e di ordinarli al suo posto.

Il risultato, però, ha finito per spostare l'attenzione dal funzionamento dell'agente AI alla gestione delle informazioni personali.

Nello screenshot erano visibili due indirizzi in Texas, uno per la spedizione e uno per la fatturazione, oltre all'indirizzo email associato all'ordine, al codice della transazione e alle ultime quattro cifre della carta American Express. L'acquisto comprendeva cinque prodotti, per un totale di 241,34 dollari.

Musk ha poi chiarito su X che l'indirizzo mostrato non corrispondeva alla sua abitazione, ma a un luogo in cui riceve la posta e dove opera il suo team di sicurezza.

La vicenda ha preso un'ulteriore piega quando alcuni utenti hanno mostrato interazioni con l'assistente virtuale del servizio clienti LEGO, sostenendo di essere riusciti a intervenire sull'ordine. Musk ha negato che l'acquisto fosse stato cancellato. Non è stato possibile confermare in modo indipendente che le modifiche mostrate online siano state effettivamente applicate.

Al di là delle ironie sui social, l'episodio evidenzia un problema concreto: gli assistenti AI capaci di effettuare acquisti possono gestire dati personali e informazioni di pagamento, ma la loro comodità non elimina la necessità di controllare ciò che viene condiviso pubblicamente.

La dimostrazione di Grok, pensata per mettere in risalto l'automazione degli acquisti, si è così trasformata in una discussione sulla sicurezza digitale e sulla prudenza necessaria quando si pubblicano screenshot di transazioni.

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1 commento

  1. Nicola
    Che ridere Elon Musk! Ahaha
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