Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger non contiene né una scena mid-credits né una scena post-credits. Gli spettatori che resteranno in sala fino alla fine dei titoli di coda non troveranno quindi un’anticipazione nascosta del prossimo capitolo o una sequenza aggiuntiva dedicata ai personaggi.
La scelta è particolarmente interessante considerando la storia cinematografica del franchise e le aspettative legate ai grandi blockbuster contemporanei. Il film, interpretato da Austin Abrams nel ruolo di Bryan, racconta infatti una storia autonoma ambientata nell’universo di Resident Evil, lasciando comunque spazio a possibili sviluppi futuri.
Resident Evil ha una scena post-credit?
La risposta è no.
Resident Evil di Zach Cregger termina senza una sequenza durante i titoli di coda e senza una scena dopo la loro conclusione. La conferma è arrivata dalle proiezioni anticipate del film e da diverse testate che hanno verificato direttamente la presenza o meno di materiale aggiuntivo.
Non c’è quindi una scena che introduca un nuovo personaggio, un possibile villain o un collegamento esplicito con un eventuale sequel.
La scelta rende il film diverso da alcune precedenti produzioni della saga cinematografica, che avevano invece utilizzato i titoli di coda per lasciare aperta la porta a nuovi capitoli.
Il finale lascia comunque spazio a un sequel
L’assenza di una scena post-credit non significa necessariamente che il nuovo Resident Evil chiuda definitivamente la storia.
Il film è concepito come una storia autonoma, ma la sua conclusione permette di immaginare ulteriori avventure per Bryan. Il protagonista, interpretato da Austin Abrams, viene coinvolto nell’epidemia di Raccoon City dopo aver ricevuto l’incarico di effettuare una consegna apparentemente semplice.
La storia non ripropone direttamente la trama di uno dei videogiochi e non mette al centro personaggi storici come Leon S. Kennedy, Jill Valentine o Chris Redfield. Cregger ha scelto invece di raccontare un’avventura originale che utilizza ambientazione, atmosfera e meccaniche narrative associate alla serie Capcom.
Questa impostazione consente al film di funzionare anche come punto d’ingresso per chi non conosce la saga.
Zach Cregger ha già pensato a un possibile sequel
La possibilità di un secondo film non è comunque estranea ai pensieri di Zach Cregger.
Il regista ha spiegato di avere già alcune idee su dove potrebbe dirigersi la storia, pur sottolineando che il primo film doveva ancora arrivare nelle sale quando ne parlava.
Cregger ha inoltre lasciato intendere che un eventuale ritorno nel mondo di Resident Evil dipenderà anche dalla risposta al primo film. Il regista ha infatti precisato di avere già in programma un altro progetto e che il suo prossimo film non sarà necessariamente un nuovo capitolo della saga.
Di conseguenza, non esiste al momento un sequel ufficialmente annunciato da Sony con Cregger alla regia. L’interesse creativo del filmmaker e la possibilità di continuare la storia sono due questioni diverse.
Perché non c’è una scena dopo i titoli?
La decisione assume un significato particolare se si guarda alla storia cinematografica di Resident Evil.
I precedenti film live action hanno utilizzato in più occasioni sequenze durante o dopo i titoli per introdurre elementi destinati ai capitoli successivi. Resident Evil: Afterlife, per esempio, includeva una sequenza dedicata a Jill Valentine, mentre Resident Evil: Welcome to Raccoon City utilizzava i titoli di coda per anticipare il coinvolgimento di Albert Wesker e Ada Wong.
Cregger segue invece una strada differente.
Il nuovo film preferisce chiudere la propria storia senza trasformare il finale in un espediente per obbligare lo spettatore ad aspettare un secondo capitolo. Questo non impedisce a Sony di sviluppare un seguito in futuro, ma significa che eventuali nuovi progetti dovranno essere annunciati separatamente.
Resident Evil punta tutto su Bryan e sull’epidemia di Raccoon City
Al centro del film c’è Bryan, un corriere incaricato di consegnare un misterioso carico a Raccoon City.
Il personaggio non è un soldato addestrato e non possiede le capacità dei protagonisti più celebri della saga videoludica. Questa caratteristica permette a Cregger di raccontare l’epidemia dal punto di vista di una persona comune improvvisamente catapultata in uno scenario dominato da creature infette e situazioni sempre più pericolose.
La struttura richiama diversi elementi tipici dei videogiochi, dalla progressione attraverso ambientazioni differenti alla necessità di affrontare minacce sempre nuove. Il film, però, non segue fedelmente la trama di Resident Evil 2 o di un altro capitolo specifico.
È proprio questo uno degli aspetti maggiormente sottolineati dalle prime recensioni.
Le recensioni di Resident Evil sono molto positive
L’assenza di una scena post-credit arriva mentre il film sta ricevendo un’accoglienza particolarmente positiva dalla critica.
Rotten Tomatoes riportava il 17 settembre un 97% di recensioni positive, con il punteggio destinato a poter cambiare con l’arrivo di nuovi giudizi. Il sito ha inoltre raccolto numerose recensioni che hanno elogiato il modo in cui Cregger ha combinato horror, azione e humour, cercando di ricreare lo spirito dei videogiochi senza limitarsi a riprodurne personaggi e situazioni.
Tra gli elementi più apprezzati c’è anche la prova di Austin Abrams. Diversi critici hanno sottolineato come l’attore riesca a sostenere gran parte del film, mentre la durata contenuta contribuisce a mantenere il ritmo elevato.
Non tutti i giudizi sono però privi di riserve. Alcune recensioni hanno segnalato problemi nella parte finale, con un’accelerazione narrativa che per alcuni critici rende la conclusione meno soddisfacente rispetto alla prima parte. Anche l’equilibrio tra humour e horror ha prodotto valutazioni differenti.
Resident Evil può diventare una nuova saga cinematografica?
Questa è la domanda che accompagnerà l’uscita del film.
Il nuovo Resident Evil nasce come reboot narrativo, senza dipendere dalla precedente serie di film con Milla Jovovich e senza riprendere direttamente l’impostazione di Welcome to Raccoon City.
Sony può quindi utilizzare il film come nuovo punto di partenza, ma l’eventuale trasformazione in una saga dipenderà soprattutto dalla risposta commerciale e dall’interesse dello studio a proseguire questa versione dell’universo.
Le previsioni pubblicate alla vigilia dell’uscita indicano un possibile debutto globale intorno agli 80 milioni di dollari, ma si tratta di stime pre-release e non di un risultato effettivamente registrato.
Il dato più importante, per ora, è dunque un altro: chi va al cinema per vedere Resident Evil non deve aspettarsi una scena nascosta dopo i titoli di coda.
Il film racconta la propria storia fino alla fine e non utilizza una sequenza aggiuntiva per annunciare ufficialmente il prossimo capitolo. Se Sony deciderà di continuare il franchise, sarà quindi necessario attendere un annuncio separato.
Resident Evil di Zach Cregger arriva nelle sale il 18 settembre 2026 negli Stati Uniti.
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