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focus-niente-è-come-sembra-recensione-will-smith-margot-robbieNel mondo dei truffatori, in cui la menzogna e l’inganno la fanno da padrone, c’è spazio per l’amore, sentimento fondato sulla totale fiducia tanto da farci abbassare la guardia? A questa domanda provano a dare risposta Glenn Ficarra e John Requa con Focus – Niente è come sembra, da loro scritto e diretto, che vede protagonista la coppia composta da Will Smith e Margot Robbie.

Smith è Nicky Spurgeon, un abile truffatore che incontra fortuitamente l’aspirante furfante Jess Barrett (Robbie). Presa sotto la propria ala, Nicky rimane sentimentalmente coinvolto con Jess, ma il genio dell’inganno non è convinto che le emozioni possano sposarsi con la vita che ha scelto.

Ficarra e Requa sono ormai esperti di storie romantiche, avendo già realizzato Colpo di fulmine – Il mago della truffa e Crazy, Stupid, Love. Prendendo spunto da entrambi i loro lavori passati, l’intuizione è quella di fornire uno scheletro al film sotto forma di heist movie, facendo correre la vicenda amorosa su un binario parallelo, mantenendone però la sua centralità.

La sceneggiatura interseca la commedia romantica al crime drama con l’obiettivo di rendere l’elemento sentimentale non troppo melenso e ravvivare l’azione con una calibrata dose di tensione durante i raggiri architettati dai protagonisti. Il perno della questione, per i due autori, è sovrapporre queste due dimensioni e testarne una loro eventuale convivenza: nelle truffe è essenziale spostare l’attenzione della preda in modo da poterla colpire senza che se ne accorga; ci si muove come in una danza perfettamente orchestrata (i furti del film sono stati ideati e coreografati ) e cali di concentrazione non sono permessi. Nicky rischia tuttavia di perdere il fuoco su stesso; Jess diviene la sua fissazione, non riesce a staccare lo sguardo da lei e questo, nel suo campo, costituisce una debolezza.

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La regia rimanda a questo filo narrativo, seguendo sinuosamente i personaggi e lasciandosi andare talvolta a lunghi piani, costruendo piacevoli sequenze con pochi stacchi; inquadrature spesso simmetriche, composte di specchi, di vetrate che ci permettono di vedere tramite il loro riflesso i personaggi, che appaiono sfuocati nei momenti di maggiore instabilità emotiva. Questa regia pulita aiuta il dipanarsi di una sceneggiatura non sempre puntuale; a dispetto del sottotitolo italiano, tutto ciò che succede sullo schermo è proprio ciò che sembra, o in caso contrario, troppo surreale da risultare credibile. I trucchi di Nicky ingannano tutti, tranne chi siede dall’altra parte dello schermo; questa prevedibilità rende i singoli raggiri meno stupefacenti del previsto (nonostante siano ben ideati e coreografati grazie alla consulenza del “ladro gentiluomo” Apollo robbins), e se in questi momenti viene meno la sorpresa che probabilmente gli autori avevano concepito, nell’intreccio principale ci si perde invece in ingarbugliamenti superflui affiancati da casualità del destino fin troppo imprevedibili per un film che ruota attorno allo studio meticoloso e alla perfetta esecuzione. Fortunatamente, Ficarra e Requa dirigono bene gli interpreti e, prese singolarmente, le sequenze che mettono in scena gli imbrogli sono gestite in maniera classica, chiara. L’effetto che ne risulta è un po’ quello di sentire dalla bocca di qualcuno una storia non brillante, di cui peraltro intuiamo già il finale, ma che ascoltiamo almeno per il modo in cui quel qualcuno racconta.

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Ciò che più limita Focus è invece il volere a tutti i costi soddisfare il pubblico, come se tutto fosse programmato a tavolino: utilizza due protagonisti magnetici circondati da caratteristi sornioni, si riempie di battute a effetto senza risparmiarsi qualche facile comicità, costruisce scene che al loro interno creano un climax per poi risolverlo immediatamente. Se aggiungiamo alcune pecche tecniche, fra cui un montaggio incalzante che però, del tutto inutilmente, risulta blando nei raccordi più semplici, Focus non ha moltissimo da dire e preferisce aggiungersi a quel bacino di film che hanno l’obiettivo di far trascorrere due ore di svago mentale grazie a un allestimento studiato a modino.

Confinandolo a ciò, Focus costituisce un prodotto ben congegnato, includendo tutto il pacchetto sopra citato, ma manca di quel quid che gli consenta di distinguersi. Il tentativo di mischiare i generi non esaspera il romanticismo né l’intreccio criminale, ma appare lampante che il fulcro del film sia mettere in scena una storia sentimentale; tutto il resto non è che una successione di eventi collaterali, come si evince dalla sceneggiatura meno curata nei punti che non orbitano attorno alla dinamica di coppia. Un prodotto che vuole essere per tutti e che inciampa proprio in questo, limitandosi a potenziale diversivo per una serata poco movimentata.

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Focus – Niente è come sembra (QUI il trailer del film), diretto e sceneggiato da Glenn Ficarra e John Requa, arriva nelle sale italiane il 5 marzo. Assieme a Will Smith e Margot Robbie, completano il cast Rodrigo SantoroGerald McRaney. Di seguito, la sinossi ufficiale del film.

Will Smith è Nicky, un esperto maestro dell’inganno che si ritrova coinvolto sentimentalmente con Jess (Margot Robbie), artista della truffa alle prime armi. Mentre lui cerca di insegnarle i trucchi del settore, lei comincia ad avvicinarglisi pericolosamente e lui decide di rompere bruscamente. Tre anni dopo, l’ex fiamma – ora un femme fatale a tutti gli effetti – appare a Buenos Aires durante una gara automobilistica dalle scommesse parecchio alte. Nel bel mezzo dell’ultimo, pericolosissimo piano di Nicky, la ragazza manda all’aria i suoi piani… mettendo il truffatore fuori gioco.

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