Una grande scena d’apertura può definire un film ancora prima che la storia abbia davvero avuto inizio. Bastano pochi minuti per presentare un protagonista, stabilire il tono, introdurre una minaccia o consegnare al pubblico un’immagine destinata a rimanere nella memoria.
Le 8 scene d’apertura più iconiche della storia del cinema
Nel corso della storia del cinema alcune aperture sono diventate vere e proprie lezioni di regia. C’è chi ha scelto la tensione, chi l’azione, chi il dialogo e chi invece ha costruito un intero universo attraverso pochi minuti di immagini e musica.
Da Scream a 2001: Odissea nello spazio, passando per Jaws, Pulp Fiction e Indiana Jones, ecco 8 delle scene d’apertura più iconiche della storia del cinema.
8. Scream: la telefonata di Ghostface
Scream comincia con una telefonata apparentemente innocua. Casey Becker, interpretata da Drew Barrymore, è sola in casa quando risponde al telefono e si ritrova a parlare con uno sconosciuto.
La conversazione cambia rapidamente tono. Il misterioso interlocutore comincia a parlare di film horror e trasforma quella che sembrava una semplice telefonata in un gioco psicologico sempre più pericoloso.
Wes Craven costruisce la sequenza facendo leva soprattutto sull’attesa. Lo spettatore sa che qualcosa non va, ma non può prevedere fino a dove arriverà la situazione.
La scelta di affidare la scena iniziale a un’attrice del calibro di Barrymore contribuisce inoltre all’effetto sorpresa. Casey non diventa infatti la protagonista del film: la sua morte arriva prima che la storia principale abbia realmente inizio.
È un’apertura che presenta immediatamente il meccanismo di Scream: conoscere le regole dell’horror e usarle contro lo spettatore.
7. Jaws: la paura arriva dal mare
Prima ancora di conoscere Martin Brody o Amity Island, Jaws presenta il suo vero protagonista attraverso una presenza che non viene quasi mai mostrata.
Durante una festa notturna sulla spiaggia, Chrissie Watkins entra in acqua per fare il bagno. La macchina da presa la accompagna mentre qualcosa, nascosto sotto la superficie, comincia a seguirla.
L’attacco è costruito principalmente attraverso il movimento della ragazza, le inquadrature subacquee e la musica di John Williams. Lo squalo rimane quasi completamente fuori campo.
È proprio questa scelta a rendere la sequenza così efficace. Steven Spielberg trasforma l’ignoto nella principale fonte di paura e stabilisce fin dall’inizio che il mare nasconde una minaccia invisibile.
L’apertura di Jaws è diventata uno dei modelli più celebri per il cinema thriller e horror: non sempre mostrare il mostro significa renderlo più spaventoso.
6. Salvate il soldato Ryan: lo sbarco in Normandia
L’inizio di Salvate il soldato Ryan è costruito in due tempi. Dopo la sequenza ambientata nel cimitero militare, Steven Spielberg porta il pubblico al 6 giugno 1944, direttamente sulle coste della Normandia.
Le imbarcazioni raggiungono Omaha Beach e i soldati americani vengono immediatamente investiti dal fuoco tedesco. La macchina da presa rimane immersa nel caos: esplosioni, uomini feriti, acqua, fumo e spari cancellano qualsiasi percezione eroica tradizionale della guerra.
La sequenza dello sbarco dura circa 25 minuti ed è stata realizzata da Spielberg con un’impostazione estremamente fisica e realistica. La Directors Guild of America la descrive come una delle rappresentazioni più realistiche di una battaglia mai realizzate per il cinema.
Il risultato è un’apertura che non si limita a raccontare la guerra: cerca di farne percepire al pubblico la confusione, la paura e la brutalità.
5. Pulp Fiction: una rapina comincia al tavolo di un diner
Quentin Tarantino sceglie una strada completamente diversa con Pulp Fiction. Il film comincia in un diner, dove Pumpkin e Honey Bunny discutono della possibilità di dedicarsi alle rapine.
Il dialogo procede tra considerazioni apparentemente quotidiane e ragionamenti sul crimine, fino alla decisione di rapinare proprio il locale nel quale si trovano.
Il passaggio dalla conversazione all’azione è improvviso e diventa una perfetta dichiarazione d’intenti per il film.
Tarantino presenta così uno dei tratti distintivi di Pulp Fiction: personaggi criminali che parlano di argomenti ordinari con una naturalezza quasi disarmante, prima che la situazione precipiti.
La scena acquista inoltre un significato ulteriore quando viene ripresa più avanti nella struttura narrativa non lineare del film. L’apertura non è quindi soltanto una presentazione: è anche un pezzo fondamentale del complesso meccanismo narrativo di Pulp Fiction.
4. Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza: l'arrivo dello Star Destroyer
Poche immagini hanno avuto un impatto paragonabile all’inizio di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza.
Dopo la celebre introduzione testuale che presenta il conflitto tra Impero e Ribellione, il pubblico viene catapultato nello spazio. Una piccola nave ribelle attraversa l’inquadratura mentre viene inseguita da un gigantesco Star Destroyer imperiale.
La nave sembra non finire mai e domina letteralmente lo schermo. In pochi secondi George Lucas comunica la sproporzione delle forze in campo senza bisogno di spiegazioni.
A rendere ancora più memorabile la sequenza contribuisce la musica di John Williams, destinata a diventare una delle colonne sonore più riconoscibili della storia del cinema.
L’apertura di Una nuova speranza non presenta semplicemente una storia di fantascienza: comunica immediatamente che il pubblico è entrato in un universo molto più grande dei personaggi che incontrerà.
Non sorprende che lo Star Destroyer e Jaws siano comparsi ai vertici di un’indagine europea dedicata alle migliori scene d’apertura cinematografiche.
3. Bastardi senza gloria: Hans Landa arriva alla fattoria
Con Bastardi senza gloria, Quentin Tarantino dimostra che una scena d’apertura non ha bisogno di inseguimenti o sparatorie per diventare memorabile.
Nella Francia occupata dai nazisti, il colonnello delle SS Hans Landa arriva alla fattoria di Perrier LaPadite con il pretesto di un’ispezione. Quello che segue è un lungo confronto apparentemente educato, costruito intorno a domande, conversazioni quotidiane e continui cambi di tono.
Christoph Waltz interpreta Landa con una calma quasi inquietante. Dietro la cortesia del personaggio cresce progressivamente la consapevolezza che la conversazione nasconde qualcosa di molto più pericoloso.
La tensione aumenta fino alla rivelazione della presenza di una famiglia ebrea nascosta sotto il pavimento.
Tarantino trasforma così una conversazione in un duello psicologico. La scena è stata ampiamente celebrata anche per l’interpretazione di Waltz, che gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista. GQ la considera ancora oggi una delle grandi aperture della storia del cinema.
2. 2001: Odissea nello spazio: dalla scimmia allo spazio
L’apertura di 2001: Odissea nello spazio è probabilmente una delle più ambiziose mai concepite.
Stanley Kubrick porta lo spettatore nella preistoria, dove un gruppo di ominidi vive in condizioni primitive. L’apparizione di un misterioso monolite cambia però la situazione e porta uno degli esseri a scoprire l’utilità di un osso come strumento e arma.
Dopo averlo lanciato in aria, Kubrick realizza uno dei raccordi più celebri della storia del cinema: l’osso diventa, attraverso il montaggio, un oggetto tecnologico che orbita nello spazio.
In una singola transizione vengono così compressi milioni di anni di evoluzione.
Non servono spiegazioni o dialoghi per introdurre il tema centrale del film. Kubrick collega la prima tecnologia dell’uomo alla sua evoluzione futura e costruisce un’apertura tanto enigmatica quanto immediatamente riconoscibile.
1. I predatori dell'arca perduta: la prima avventura di Indiana Jones
Al primo posto c’è l’apertura de I predatori dell’arca perduta, una sequenza che riesce a presentare protagonista, ambientazione, tono e linguaggio cinematografico del film in pochi minuti.
Indiana Jones entra in un antico tempio nella giungla sudamericana alla ricerca di un idolo dorato. Quello che segue è un concentrato di trappole, inganni e fughe rocambolesche.
Indy deve sostituire l’idolo con un sacchetto di sabbia, affronta trappole mortali e si ritrova infine a correre davanti a un enorme masso che rotola verso di lui.
La sequenza funziona perché non si limita a introdurre il personaggio: lo mette immediatamente alla prova. Indiana Jones appare intelligente, coraggioso e determinato, ma anche vulnerabile e incline a infilarsi in situazioni sempre più pericolose.
L’apertura diventa così una piccola avventura autonoma, con un ritmo che non lascia quasi mai respirare lo spettatore.
Anche diverse classifiche dedicate alle grandi entrate cinematografiche hanno indicato proprio I predatori dell’arca perduta tra gli esempi più riusciti, sottolineando come l’introduzione di Indiana Jones definisca immediatamente il personaggio e il tono della saga.
Le scene d'apertura che hanno cambiato il cinema
Queste otto sequenze dimostrano che non esiste una formula unica per realizzare un grande inizio.
Scream usa il terrore e il depistaggio, Jaws lavora sull’invisibile, Salvate il soldato Ryan immerge lo spettatore nella brutalità della guerra e Pulp Fiction trasforma una conversazione ordinaria in una rapina.
Star Wars costruisce un universo in pochi secondi, Bastardi senza gloria trasforma il dialogo in suspense, 2001: Odissea nello spazio racconta l’evoluzione dell’umanità attraverso un montaggio e I predatori dell’arca perduta presenta un eroe attraverso un’intera avventura.
È anche per questo che le grandi scene d’apertura continuano a essere ricordate decenni dopo l’uscita dei film: spesso bastano pochi minuti per capire che tipo di esperienza cinematografica ci aspetta.
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