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Angelina Jolie aveva rilasciato una dichiarazione un po’ ambigua a Vanity Fair la scorsa settimana, infatti dalle sue parole appariva avesse svolto il casting di First They Killed My Father in modo crudele verso i bambini che si erano sottoposti alla selezione.

Dalle parole della Jolie sembrava emergere che ai bambini (tutti ovviamente con problemi economici) fosse mostrata una somma di denaro e chiesto loro di pensare a cosa poter fare con quella somma, quasi che per vincere la parte dovessero superare un  ricatto. Ad esempio, la protagonista Sroi Moch è stata scelta rispondendo che ad averli avuti a suo tempo avrebbe assicurato a suo nonno una degna sepoltura.

Ieri, Angelina Jolie ha risposto alle accuse definendo false e scandalose le parole di Vanity Fair:

«Non ho ricattato i bambini coi soldi. È stata presa ogni misura per assicurare che i bambini potessero prendere parte alla produzione in sicurezza, comfort e serenità, dal momento della prima audizione a oggi (…). Tutti hanno lavorato per fare in modo che nessuno rimanesse turbato nel partecipare a una ricostruzione di un loro periodo storico così doloroso. Sono molto dispiaciuta del fatto che un esercizio di improvvisazione, basato oltretutto su una scena che sarà contenuta nel film, sia stata descritta come qualcosa di autentico e accaduto veramente. Il fatto che ai bambini sia stato offerto del vero denaro è falso e oltraggioso. Mi sarei vergognata profondamente se una cosa del genere si fosse realmente verificata».

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