The Purge – La notte del giudizio: Recensione

the purge la notte del giudizio recensioneRingraziamo i nostri nuovi padri fondatori dunque, perché nel 2022 in America l’economia è fiorente e solamente l’1% della popolazione commette crimini, tutto questo per 364 giorni, ma una volta l’anno per 12 ore c’è la notte del giudizio.

L’America alla fine del 2010 era totalmente in bancarotta, dopo scontri e innumerevoli votazioni con la nuova carica i nuovi padri fondatori hanno deliberato una notte speciale l’anno, chiamata La Purga, dedita a liberare e purificare le anime dei dannati, quali dopo un anno a denti stretti, per 12 ore consecutive di una notte potranno commettere ogni tipo di crimine, comprensivo l’omicidio, tutte le strutture d’aiuto non saranno disponibili fino dell’inizio del nuovo giorno: purificherai la tua anima?

Da idee malsane corrispondono azioni ancor più scabrose, mettiamo caso che il film si basasse sulla realtà, potreste vendicarvi di un capo pidocchioso che vi ha fatto lavorare come pazzi per un anno intero, senza un ben che minimo di gratificazione, oppure operare nel bene, rinchiudervi nella vostra casa, barricarvi dentro e sperare che le dodici ore passino in fretta.

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Sotto direzione di James De Monaco, The Purge – La notte del giudizio è il rovescio della medaglia dei giorni nostri, basato per metà sulla realtà della crisi si cerca di porre rimedio in qualche modo, mediante la legge del più forte con queste ore di pura libertà si cerca di sacrificare più persone possibili, almeno quelle non contribuenti per lo stato, quali i malati, i poveri e chi purtroppo resta senza difesa nel lasso di tempo. Con dati alla mano il programma sembra funzionare, l’economia è fiorente e anche gli esperti sono d’accordo, ma cosa vogliono propinarci, sacrificare per purificare? Pura malsana utopia. Tutto gira attorno ai protagonisti James e Mary Sandin (Ethan Hawke e Lena Heady) insieme ai figli Charlie (Max Burkholder) e Zoey (Adelaide Kane) residenti in una ricca fetta di città, prati e case curate con normali vicini borghesi, amichevoli e premurosi. James è diventato ricco sudando nell’ultimo decennio, riuscendo a diventare il più importante costruttore di servizi di difesa della notte del giudizio, proprio questo senso civico di protezione i due coniugi non amano gli eccessi ma neppure li condannano. In fondo, si dicono, ne viene il bene della nazione. Ma proprio alle prime ore della purga qualcosa sconvolge la vita dei Sandin, mettendo in pericolo la loro tranquillità e la loro indifferenza. Irrompe nella casa uno straniero senza nome (Edwin Hodge) inseguito da ex cittadini di prima classe in vesti di epuratori di anime. Che cosa faranno, i civilissimi Sandin? Messi alle strette si troveranno davanti a due domande che ognuno si è sempre fatto riguardo la notte del giudizio, ma che purtroppo hanno sempre lasciato perdere “per il bene della nazione”: essere buoni o cattivo, tutto questo è veramente giusto e necessario? L’uomo senza nome in realtà è un povero, feccia per i nuovi padri fondatori, pronti ad eliminare le scorie dalla nazione. Porte di difesa scardinate in pochi secondi (bah!), ora è tempo d’agire.

Un’idea tutto sommato buona, ma niente di nuovo dalla pellicola, più che un thriller in realtà sembra un film action e un vieto per minori di 14 anni totalmente insensato (o forse no, la violenza non è mai un bene). Epuratori ovunque nella notte del giudizio, scene di suspense totalmente svelate ancor prima che succedano, filone logico alla Arancia Meccanica (prossimamente vedremo nuovi punitori mascherati da animali in You’re Next). Nulla d’innovativo sotto al sole, ma solamente due ore da perdere seduti comodamente. The Purge la notte del giudizio (scrive qualcuno, e ne siamo d’accordo) è la speranza di avere una purga per spazzare via brutti film come questo.

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