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Recensione Gli Stagisti del regista Shawn Levy, commedia americana dai toni a volte cinici e sarcastici, è finalmente arrivato nelle sale italiane. Dopo otto anni dal successo di 2 Single a Nozze (David Dobkin, 2005), il film è  l’occasione per riunire sul grande schermo una delle coppie più divertenti della comicità americana, Vincent Vaughn e Owen Wilson. I due attori recitano nei panni di Billy MacMahon e Nick Campbell, due quarantenni venditori esperti nel settore dell’orologeria. Ma nell’era digitale in cui il tempo è scandito dalle volte in cui una persona controlla il suo smartphone piuttosto che dal ticchettio delle lancette di un orologio da polso, Billy e Nick sono due dinosauri! Così il loro boss (John Goodman) li definisce dopo averli liquidati senza preavviso dall’azienda per cui lavoravano. Sono superati, come i cronografi che vendono. Allora devono reinventarsi, ma come fare in un mondo in cui il futuro vede le macchine, i “terminator,” rimpiazzare sempre di più le persone? Rifiutati come obsoleti, ma apprezzati sulla lunga distanza, Billy e Nick si faranno largo nel marasma della competizione giovanile con la loro umanità infrangendo regole e rompendo schemi.

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Recensione Gli Stagisti: La Tenacia dei “Crashers”

Girato tra il Georgia Institute of Technology di Atlanta e Mountain View nella Silicon Valley californiana, il film non è un inno al successo della filosofia e strategia Google o una campagnia pubblicitaria per la University of Phoenix, quella che Nick definisce nel film (e che a tutti gli effetti lo è!) l’Harvard del web. Piuttosto è la prospettiva nuova di due “vecchietti” della generazione X che incontrano quattro giovani nerd della generazione Y durante uno stage estivo al colosso dell’informatica, Google. I sei protagonisti fanno squadra in tutto e per tutto per ottenere ciascuno un lavoro nella corporation di San Francisco. Sono il passato e il presente che si incontrano e che si rinnovano per dar vita ad un futuro, dove sono gli uomini e il loro lavoro di squadra a far funzionare le macchine. Sono Billy e Nick che con tenacia “crash the system,” così titola la locandina americana del film, precisamente come John e Jeremy avevano fatto in Wedding Crashers.

Recensione Gli Stagisti: critica finale

Gli Stagisti è un film dal ritmo sostenuto. I colpi di scena non mancano. Come non manca la storia d’amore tra Nick e la manager australiana Dana, l’attrice Rose Byrne, più nota al grande pubblico per il suo ruolo da avvocato al fianco di Glenn Close nella TV series Damages. I dialoghi sono geniali, la recitazione basata sull’improvvisazione degli interpreti è fenomenale, ma battute a raffica e linguaggio scurrile a lungo andare stancano lo spettatore, tanto è che due ore di proiezione sono davvero tante, anche se si tratta della collaudata coppia Vaughn-Wilson.

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