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Sono duri anni, questi anni che oscillano tra dittatura e democrazia che vedono a pilotare un Sacha Baron Cohen nei panni d’un Dittatore davvero paranormale

A distanza di 6 anni dal film Borat (un successone) ritorna un Sacha Baron Cohen davvero carico, a dar vita una storia romanzata da Saddam Hussein “Zabibah and the King”. L’abbiamo visto ultimamente in film più seri, come Sweeney Todd o magari in Hugo Cabret.
Cosa succederebbe se a un uomo, o meglio Dittatore, gli venissero privati tutti i privilegi a lui dedicati, compresa la notorietà? Proprio intorno a questo fulcro gira il movie, decisamente più demenziale ma allo stesso tempo reale degli ultimi film del genere. Una commedia surreale e satirica che l’unica gravante che ha è che forse alla fine perde ritmo, o meglio fa di tutto per mantenerlo e rischia di sfociare nella demenzialità.
Un film schietto, non lascia trasparire nulla, tutto è posto all’occhio dello spettatore, non ci credete? Beccatevi il trailer allora!

Esistono popoli che permettono a pochi eletti di governare sulla restante popolazione, pochi fortunati che giocano con le vite e con soldi statali, quel 1% di popolazione che promette cambiamenti che però sono quasi sempre a discapito del restante 99%. In un mondo dove le telefonate sono rintracciabili e tutti siamo sotto stretto controllo, ignari di vivere una vita normale. E allora perché non giocare con ciò che si ha già e mescolare tutto con il surreale? Così Il Dittatore manovra le coscienze dei poveri esseri pensanti e li immette nella carreggiata giusta, un film che crea un limbo del genere attorno a se; Schietto, volgare, omofobo, razzista a tutti gli effetti e sessualmente adolescenziale, queste sono i principali ingredienti del nostro Dittatore che vedremo al cinema il prossimo 15 Giugno.
Un film decisamente positivo, che riesce a scoperchiare la quotidianità che troppo spesso c’attanaglia per renderla più visibile e farci smuovere dalla poltrona di casa… anche solo per andare al cinema.

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