Festival di Roma: Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet – Recensione in anteprima!

Lo straordinario viggio di T.S. Pivet recensioneVOTO MISTER MOVIE: [star rating=”3″]

Uscito addirittura più di un anno fa in Francia, viene presentato al Festival di Roma, nella sezione parallela, Alice nella città, Lo Straordinario Viaggio di T.S. Spivet, di Jean-Pierre Jeunet (celebre per Il Favoloso mondo di Amelie).

Il bambino prodigio T.S. Spivet, di 10 anni (interpretato da Kyle Catlett), vive in un ranch isolato nello stato del Montana, con la mamma, una ricercatrice in morfologia degli insetti, il padre cowboy, una sorella che sogna di diventare Miss America, e il fratello gemello Layton, morto a causa di un incidente nel fienile; perdita che nessuno della famiglia riesce ancora ad elaborare.
La svolta arriva quando l’istituto Smithsonian i Washington, avverte Spivet che ha vinto il premio dell’anno, per l’elaborazione di un modello di moto perpetuo.
Raccontando bugie circa la propria identità, Spivet dapprima riluttante, decide poi di attraversare da solo l’America, per raggiungere Washington.
Il finale è un lieto fine, che coincide tra il riconoscimento dell’intelligenza di Spivet e l’elaborazione del lutto famigliare, mai avvenuto sin ora.

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T.S. PivetTratto dall’omonimo libro di Reif Larsen, la pellicola fantastica si destreggia molto bene, partendo da un equilibrio e deviandone i binari, per poi ritornare all’equilibrio interiore di tutti, come un cerchio che necessita del suo punto di arrivo, per essere tale.
Un film per famiglie, indirizzato per lo più ad un pubblico adolescente, presenta scenografie di estrema qualità, così come la fotografia, diretta da mani sapienti, nitida,chiara, reale, ma anche fantastica, allo stesso tempo.
Di messaggi morali ve ne sono tanti: il viaggio non è altro che un percorso per riuscire finalmente a superare il lutto famigliare che ha scomposto gli equilibri, e che non da pace a T.S. che si ritiene il principale responsabile della tragedia, ma questa pellicola vuole anche far emergere il contesto delle società, una società mediatica che si aggrappa a storie drammatiche e di sofferenza solo ed esclusivamente per il proprio tornaconto, economico o di fama che sia.

In questo film ottimamente confezionato, una nota di merito bisogna darla a Kyle Catlett, che al suo debutto, riesce e a rompere lo schermo, come si suol dire, ed a dare un’interpretazione così intensa che pochi altri potrebbero altrettanto dare.
Da segnalare anche l’ottima presenta di Helena Bonham Carter, che interpreta il ruolo della madre di T.S., e che riesce a districarsi dal suo ormai appiccicaticcio ruolo alla Burton.
Il cast, oltre ai già citati Kyle Catlett ed Helena Bonham Carter, vede anche la presenza di Judy Davis, Robert Maillet, Callum Keith Rennie, Julian Richings.

Articolo di Mara Siviero

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