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Recensione dario argento

Film presentato al Festival di Cannes quest’anno, in intrepida attesa d’uscita cinematografica per il prossimo 13 22 Novembre arriva Dracula 3D, nuovo film del maestro dell’Horror italiano nel mondo, il mostro sacro Dario Argento.

Abbattuto dalla critica a Cannes e in continuo subbuglio ora che sta per uscire, “Argento è rimasto dietro, fa film come negli anni ’70, le cose cambiano“; ed è vero. Gira infatti tutto attorno a questo stereotipo creato dallo stesso Argento, sembra però che in quest’ultimo film Dario abbia dato il suo meglio esprimendo tutto ciò che di peggio si può avere in un film, partendo dagli attori (che come al solito parlano in inglese con doppiaggio italiano) quasi spaesati, catapultati verso la telecamera in vere pose grottesche che fanno storcere il naso più volte. Le musiche di Simonetti in stile retrò che non sembrano dar vita alla noia che scaturisce il film già dai primi 10 minuti.

Recensione dario argento

Insomma, ho letto di tutto e di più riguardo questo film, e quindi concedetemi la frase: ma fa davvero così schifo?

La mia risposta è No. Siamo fin troppo stati abituati a film Horror aciclici, quei stessi film Americani che hanno iniziato la loro “carriera” ispirandosi al genio Argentiano, ma che ora sono diventati oltre che commerciali anche monotoni.

Dracula 3D è un film trash, un horror estremamente violento, con punte di gore che raramente erano state toccate, negli ultimi anni, in un prodotto nostrano destinato alla larga distribuzione; e che a tratti ricordano le fantasiose efferatezze del “poeta del macabro” Lucio Fulci. Ma è nella consapevolezza della messa in scena, nella riappropriazione dei marchi di fabbrica argentiani (i movimenti di macchina, l’immaginifica rappresentazione delle morti, il già ricordato uso espressivo dei colori) nelle molte sequenze oniriche che il regista dissemina nella pellicola, che il film gioca le sue carte migliori; insieme al commento sonoro di un Claudio Simonetti che sceglie composizioni piacevolmente retrò, in linea con lo spirito che anima il film. Si può certo criticare, ed è giusto farlo, una sceneggiatura superficiale, che segue il romanzo di Stoker solo per grandissime linee, un finale non certo memorabile, e degli effetti speciali, in gran parte, obiettivamente scadenti; tutto giustificato, ma bisogna dire che, considerate le premesse e i già ricordati limiti produttivi del film, forse solo una maggior cura in fase di scrittura sarebbe stata davvero auspicabile (e realistica) per una migliore riuscita della pellicola.

Dimenticate la Terza Madre e tutto il flop che ha portato, ora è adesso e Dario Argento ha tutta l’intenzione di riprendere la telecamera e deliziarci con qualche altro film, definiamolo così… sperimentale!

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