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Era l’autunno del 2007 quando uscì il suo film apocalittico, quando Will Smith fu uno degli unici superstiti della New York invasa dagli zombie: Io Sono Leggenda.

Più di 10 anni dopo, siamo nel 2020 e c’è il Coronavirus e la pandemia che si è generata per il virus arrivato dalla Cina. Anche Will Smith è in quarantena e con quel tempo libero guadagnato dalla quarantena in casa, ha avuto modo di pensare a quando è stato il protagonista di uno dei migliori film apocalittici degli ultimi anni: Io Sono Leggenda. In una recente intervista si è dichiarato colpevole, di tutta la disinformazione che sta circolando in rete, e punta il dito contro quel film.

Ho voluto essere presente, perché nel 2008 ho girato Io sono leggenda. Quindi mi sento responsabile in gran parte della disinformazione su questo virus. Mentre mi stavo preparando al ruolo, il mio personaggio era appunto un virologo, ho avuto la possibilità di andare al Centro per il controllo e la prevenzione delle Malattie. Ho avuto l’opportunità di sviluppare una comprensione di base della nozioni fondamentali che riguardano virus e agenti patogeni, cosa che ha cambiato il mio modo di guardare il mondo. Ci sono dei concetti fondamentali che le persone non riescono a capire. Quindi, quello che voglio adesso è avere l’opportunità di parlare delle basi, e poi di passare la parola agli esperti. Immaginate che un nostro ospedale locale è attrezzato per gestire circa 40 pazienti con difficoltà respiratorie nello stesso momento in circostanze normali. Ma se dovessero presentarsene 50 contemporaneamente, dieci di loro non potrebbe ricevere cure. Il tasso di mortalità aumenterebbe notevolmente. Questo è ciò che si intende per ingolfamento del sistema.

Will Smith a Red Table Talk
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