Sam Raimi Torna all'Horror con il Remake di Magic: Il Cult con Anthony Hopkins Rivive

Dopo Drag Me to Hell del 2009, Raimi aveva lasciato il mondo dell'horror per diciassette anni.

Immagine Sam Raimi Torna all'Horror con il Remake di Magic: Il Cult con Anthony Hopkins Rivive
"Immagine Sam Raimi Torna all'Horror con il Remake di Magic: Il Cult con Anthony Hopkins Rivive" - © 20th Century Fox

C'è un suono che torna a echeggiare nei corridoi dell'horror: quello di un ventriloquo che perde il controllo. Sam Raimi, fresco del ritorno al genere con Send Help, ha scelto di rimettere mano a un classico assoluto, trasformando Magic in una nuova occasione per esplorare i confini della follia.

Da Send Help a Magic: la rinascita horror di Sam Raimi

Dopo Drag Me to Hell del 2009, Raimi aveva lasciato il mondo dell'horror per diciassette anni. Quest'anno, con Send Help, ha rotto il silenzio, dimostrando di aver conservato intatta la capacità di creare tensione e disagio. Ora, la notizia confermata da Deadline segna un ulteriore passo: il regista dirigerà il remake di Magic, tratto dal romanzo di William Goldman e già portato sullo schermo nel 1978 con Anthony Hopkins. Raimi era già coinvolto come produttore, ma il materiale si è rivelato troppo affascinante per restare dietro le quinte. La sceneggiatura è firmata da Mark Swift e Damian Shannon, gli stessi autori di Send Help, garantendo una continuità stilistica con il recente lavoro del regista. Per i fan del genere, è un segnale chiaro: Raimi non ha chiuso con l'horror, anzi, sta costruendo una nuova fase creativa dedicata alle storie più oscure.

La trama: quando il manichino prende il controllo

La storia di Magic ruota attorno a un comico fallito che inserisce un ventriloquo dummy nel suo spettacolo, ottenendo improvvisamente fama e notorietà. Ma il successo ha un prezzo: la pressione logora la sua salute mentale, e il pupazzo di nome Fats inizia a prendere il sopravvento, spingendo il protagonista a commettere crimini efferati. Non si tratta di un semplice thriller soprannaturale, ma di un'indagine psicologica sul confine tra identità e ossessione. Adam Fogelson, presidente di Lionsgate Motion Picture Group, ha definito Raimi "il regista ideale per questo progetto", sottolineando come l'abbinamento tra direttore e materiale rappresenti "una delle combinazioni più fortunate". La sfida sarà bilanciare l'atmosfera claustrofobica dell'originale con la visione personale di Raimi, noto per saper mescolare gore viscerale e tensione narrativa.

Gore o psicologia? Il dilemma stilistico del remake

Chi conosce il cinema di Raimi sa che il sangue non gli è mai mancato: dalla trilogia di Evil Dead a Drag Me to Hell, le sue opere horror hanno spesso fatto della violenza esplicita un elemento distintivo. Tuttavia, pellicole come A Simple Plan e The Gift hanno dimostrato la sua abilità nel mantenere alta la tensione anche senza ricorrere a effetti splatter. Magic sembra orientarsi verso un horror più psicologico e suggestivo, dove la paura nasce dal deterioramento mentale più che dalle immagini cruente. Questo non esclude che Raimi possa inserire qualche momento di violenza viscerale, come da sua tradizione. Il risultato finale dipenderà dalla capacità di adattare la storia alle sensibilità contemporanee, mantenendo intatta l'angoscia claustrofobica che rese iconico il film con Hopkins.

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Redazione WEB
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