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pioggia-di-ricordi-giovannis-islandAl Lucca Comics & Games 2015 sono stati proiettati due film d’animazione giapponesi mai arrivati nelle sale italiane. Il primo, Giovanni’s Island, è del 2014, diretto da Mizuho Nishikubo e prodotto dalla Production I.G; il film ha fatto il giro dei festival di tutto il mondo e ha racimolato numerosi premi, tra cui il Riconoscimento della Giuria ad Annecy 2014. Il secondo film, invece, è Pioggia di Ricordi, firmato Studio Ghibli e diretto da Isao Takahata, risalente al 1991 e distribuito in pochi Paesi nel mondo.

I due titoli si distinguono dalla maggioranza dei prodotti animati per il loro raccontare sfere che molti probabilmente non ritengono adatte a un film d’animazione, meno magiche e più radicate nella realtà di tutti i giorni, anche storica, svelando i lati più violenti e traumatici della vita.

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Pioggia di ricordi, quando uscì, fu una presa di posizione epocale, rappresentando una storia adatta maggiormente a un pubblico adulto che fino ad allora era considerata insolita per un lungometraggio animato. Protagonista è la trentenne Taeko, che decide di lasciare Tokyo per una vacanza in campagna; il viaggio farà tornare a galla nella giovane donna ricordi di quando era bambina, rivivendo i suoi giorni da undicenne e mettendo a confronto il contesto familiare in cui è cresciuta con l’adulta che è diventata. Takahata si concentra sulla quotidianità, aprendo il cuore della protagonista e svelandoci quei momenti intimi e apparentemente piccoli che in verità contribuiscono alla crescita di ciascuno di noi.

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Immerso nella cultura giapponese, il film in alcuni passaggi potrebbe risultare troppo lontano dal nostro modo d’essere e soffre di una rappresentazione a volte teatraleggiante; guardando però l’opera più da vicino, non si possono non notare i dettagli inseriti dal regista, dai piccoli gesti ed espressioni dei personaggi alla cura nella ricostruzione del mondo cittadino e soprattutto contadino, che aiutano lo spettatore a superare alcune scelte opinabili di Takahata. La storia di una vita, di una persona comune che non ha mai realizzato nulla di particolare, ma che semplicemente lotta per capire chi è e cosa vuole; proprio questa genuinità e plausibilità sono la chiave del film, che prosegue in una sorta di flusso di coscienza chiarificato tuttavia da Takehata attraverso le immagini, che ci fanno scoprire poco a poco la giovanissima Taeko e di conseguenza la Taeko del presente.

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Mizuho Nishikubo, regista di Giovanni’s Island, ospite a Lucca Comics & Games 2015

Parallelamente, Giovanni’s Island racconta una parabola storica che l’animazione raramente tocca: il secondo dopoguerra. È interessante che il film di Mizuho Nishikubo abbia molto in comune con l’opera che Takahata realizzò prima di Pioggia di ricordi ovvero La tomba delle lucciole. Anche nel film di Nishikubo troviamo due piccoli fratelli, stavolta entrambi maschi, che si trovano a coesistere con le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale. Nuovamente, la storia tralascia l’epica del conflitto sul campo, rivelando la vita sconvolta dei civili. Tutto ha inizio sull’isola giapponese di Shikotan, dove vivono i fratellini Junpei e Kanta; poco dopo la fine della guerra, l’isola di pescatori viene invasa dall’esercito sovietico, che vi si stanzia fino a far deportare gli abitanti originari in campi di prigionia situati nella cittadina russa di Maoka, in attesa che le navi li riportino in Giappone. Takahata è abile nel non scegliere uno schieramento buono e uno cattivo; russi e giapponesi, adulti e bambini, sono tutti coinvolti in questo gioco di morte in cui a rimetterci sono prevalentemente gli innocenti. Attraverso gli occhi dei due protagonisti, il film illustra così quel lato tragico che spesso viene accantonato a favore della guerra sul terreno di battaglia.

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Le note cupe che attraversano l’intero lungometraggio sono stemperate dalla fantasia con cui Junpei e Kanta fanno fronte alle avversità; perno della storia è il libro Night on the Galactic Railroad, romanzo classico giapponese scritto da Kenji Miyazawa e il cui protagonista Giovanni dà il nome al film. L’immaginazione e la fiducia dei bambini, i loro momenti felici passati in compagnia del padre, della maestra e di Tanya, figlia del comandante russo a capo dell’isola, si bilanciano perfettamente con le atrocità di cui sono vittime, componendo un film emozionante, commovente, che non ha paura di mostrare questi lati oscuri attraverso l’animazione, ma che non porta mai troppo giù lo spettatore, deprimendolo, procedendo invece sempre con una sottile ma luminosa linea di speranza.

Pioggia di ricordi e Giovanni’s Island sono dunque due storie distanti, nel tempo e nel luogo, ma entrambe degne rappresentanti di un’animazione che sa osare, affrontando temi che addirittura alcuni film live-action ritengono tabù o trattano in maniera superficiale. Giovanni’s Island è ancora inedito in Italia e non sappiamo se verrà distribuito prima o poi nel nostro Paese; Pioggia di ricordi sarà invece disponibile a partire dal 2 dicembre direttamente in home video, grazie alla Lucky Red che ne ha ordinato il doppiaggio coordinato da Gualtiero Cannarsi.

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