recensione-teoria-del-tutto

Jane Hawking: Che mi dici di te? Che cosa sei? …
Stephen Hawking: cosmologo, io sono un cosmologo.
Jane Hawking: Che cosa è?
Stephen Hawking: Si tratta di una sorta di religione per gli atei intelligenti.

La teoria del tutto racconta la straordinaria storia del celebre astrofisico Steven Hawking.

Allo scrittore Anthony McCarten ci sono voluti circa dieci anni per portare questa storia nelle sale, tre dei quali passati a convincere Jane Hawking (prima moglie di Steven Hawking), a concordare un adattamento cinematografico del suo libro  Verso l’infinito.
Il film si attiene molto ai fatti ed è stato reso il più verosimile possibile anche grazie allo stesso
Steven Hawking che ha prestato la sua voce per la realizzazione del film; inoltre sono veri anche certi oggetti di scena, come la sua tesi e la Medaglia Presidenziale della Libertà.

Le interpretazioni sono ottime. In una email inviata al regista James Marsh, rifrendosi all’interpretazione di Eddie Redmayne, Steven Hawking ha scritto che in certi punti del film gli è parso davvero di guardare sè stesso.
In effetti Redmayne si è impegnato molto. Anche se ha incontrato Hawking solo una volta prima di girare il film, ha trovato vari modi per prepararsi al ruolo. Come prima cosa è dimagrito di 15 kg e in seguito si è allenato per quattro mesi con una ballerina per imparare a controllare  meglio il suo corpo. Rayman ha incontrato molti pazienti affetti da SLA, ed era solito guardarsi allo specchio per ore, contorcendo il viso. Questa sua dedizione per l’interpretazione lo ha portato anche a correre dei rischi, infatti in una scena è rimasto immobile in una posizione curva molto a lungo, tanto che un osteopata gli ha riferito che c’è stata una modificazione dell’allineamento corretto della spina dorsale.

il film esce nelle sale il 15 gennaio, non ci resta che vederlo.

#BESOCIAL