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Web in fermento dopo la chiusura dei principali siti di hosting. Ecco le conseguenze e le alternative legali per lo streaming: il noleggio e l’acquisto dei film in rete!

Megaupload, screen del sito

Per il web le ultime settimane sono state frenetiche, dopo la chiusura, lo scorso 19 gennaio, di Megaupload e Megavideo e l’arresto del fondatore Kim Schmitz. La questione della pirateria è tornata di attualità e si è tornato a discutere di alternative legali. Di seguito risponderemo ad alcune delle domande più frequenti sull’argomento, per aiutarvi a capire cosa succede… 

Cos’era Megaupload?
Un sito che offriva server della compagnia per caricare e condividere file. Con 150 milioni di utenti, era il principale fornitore del servizio, anche se ovviamente non l’unico: anche altri siti analoghi, come Filesonic e VideoWeed, hanno subito la stessa sorte di Megaupload nei giorni successivi alla “retata”.

Stiamo parlando di attività pirata?
Di per sé il sito offriva servizio legale, sfruttando però illegalmente: il “gemello” Megavideo era un luogo in cui erano a disposizione in streaming film e serie tv.

Ora cosa succede?
Ora moltissimi utenti dovranno ripensare al loro modo di fruire di film e serie tv. Scaricare episodi della propria serie tv preferita pochi minuti dopo la messa in onda è un’abitudine radicata, che ora ha subito un copo molto duro: in pochi giorni, la Rete si è praticamente “svuotata” di tutti i file illegali. Quello che pochi sanno, purtroppo, soprattutto nel nostro paese è che è possibile “scaricare” i film in modo legale.

Cioè? Esiste anche lo streaming legale?
Si, e negli altri Paese (soprattutto negli States) è un servizio del quale anche gli addetti ai lavori hanno intuito le potenzialità: si veda per esempio il pilot della serie tv Smash, disponibile gratuitamente su Apple TV Usa. Da noi, per ora, l’offerta è limitata, ma destinata a crescere.
Troviamo per esempio Apple TV (3,99€ per film in HD), un decoder da collegare alla tv che “pesca” contenuti video (solo film, per ora) dall’Apple Store; Chili Tv, il servizio di streaming on demand di Fastweb (film a partire da 1,95€); o ancora Cubovision Tv di Telecom Italia, streaming che mette a disposizione film e serie a partire da 0,99€. Esistono poi realtà indipendenti come Mubi (circa 3€ per film), Indieframe (dai 2 ai 7€) e il neonato Own Air (circa 5€), che grazie a un accordo con BIM ha proposto, in contemporanea all’uscita in sala, titolo come Enter the Void.
Questa situazione è una doppia opportunità: per i produttori, che hanno l’occasione di spingere sui nuovi modelli di distribuzione, e per gli utenti, che potrebbero scoprire che è possibile godersi film e serie seduti sul divano senza bisogno di ricorrere a metodi illeciti.

Che l’era dello streaming legale stia finalmente iniziando?

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