SHARE

 

Sicuramente avrete sentito parlare del film Diaz – Non pulire questo sangue, al cinema dal 13 Aprile. Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna. È il 20 luglio 2001, l’attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per Genova, vuole vedere di persona cosa sta succedendo. Alma è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse insieme a Marco, un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, una giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick è un manager che si interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George. Anselmo è un vecchio militante della CGIL e con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz prima di partire. Max, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, comanda il VII nucleo e non vede l’ora di tornare a casa da sua moglie e sua figlia. Luca, Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001.
Applaudito a Berlino, acclamato dalla critica ma di Diaz c’è ancora molto… appresso ci sono non poche polemiche. Un film necessario , vederlo sicuramente è un obbligo morale

Avete mai visto la corsa dei tori? Diaz è proprio questo, correre all’impazzata, scappare per salvarsi e raggiungere il proprio ideale di vita.
Ma oggi c’è di più che semplicemente parlare del film, perché Diaz oltre le ideologie sociali/politiche è prima di tutto un film, quel film che è uscito una settimana fa, che però è stato letteralmente snobbato da moltissimi cinema italiani, arrivando a essere proiettato solamente nel 25% delle sale cinematografiche del bel paese.

Un film inabissato sicuramente dalla spudorata concorrenza di Battleship e di Titanic 3D, ma lo zampino dell’omertà si sente, di quell’Italia resa sempre meno più sicura, pervasa dalla sete di potere e aria di qualunquismo. Un film per non dimenticare, un film per capire, un film che mette i brividi per il senso d’impotenza che trasmette al di là delle violenze…

Voi l’avete visto? Come vi sembra?

SHARE