Alessandro Preziosi, sarà Don Peppe Diana nella serie tv

L’impegno civile contro la camorra andrà in onda in prima serata. Alessandro Preziosi interpreterà Don Peppe Diana nella fiction dedicata al parroco di Casal di Principe assassinato dalla camorra nel 1994.

Il film, diretto da Antonio Frazzi per la coproduzione Aurora Film e Rai, racconterà la vita del prete che si contrappose al potere criminale del clan dei casalesi, negli anni in cui il reggente del sodalizio criminale era il boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Lo scritto più noto di don Giuseppe Diana è “Per amore del mio popolo non tacerò”, diffuso a Natale del 1991 nelle chiese dell’Agro Aversano, un vero e proprio manifesto contro il potere criminale.

La fiction andrà in onda a marzo, in occasione dell’anniversario dell’omicidio, avvenuto il 19 marzo del 1994 nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Il killer aggredì il prete mentre stava per celebrare la messa, sparando cinque proiettili che lo uccisero all’istante. In memoria di Don Peppe Diana nacque un comitato, che ha collaborato alla realizzazione della sceneggiatura e organizza ogni anno, insieme all’associazione Libera Caserta, il Festival dell’impegno civile con iniziative in vari luoghi della Campania.

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“Sollecitavamo da anni la realizzazione della fiction – spiega Valerio Taglione del comitato Don Peppe Diana – la migliore risposta a prodotti negativi come lo sceneggiato su Pupetta Maresca”. Il film tv andato in onda su Canale cinque dedicato ad Assunta Maresca, la signora di Castellammare di Stabia meglio nota come “Donna Pupetta”, che impugnò una pistola calibro nove per vendicare la morte del re della camorra Pasquale Simonetti, detto “Pascalone è Nola”, ha creato molte polemiche soprattutto nel fronte antimafia.

Il festival dell’impegno civile di quest’ anno prevede due mesi di dibattiti, convegni e spettacoli, dal 3 giugno al 3 agosto, sul tema “facciamo l’impresa”. Per provare a ripartire dalla memoria e dall’impegno, contro ogni prevaricazione mafiosa.

Fonte: Repubblica.it

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