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Ai più era conosciuto solo per essere il papà di E.T., la buffa creaturina aliena che vuole telefonare a casa, ma Carlo Rambaldi vinse ben tre premi Oscar: il primo per King Kong, la versione del 1976 di John Guillerman, in cui la bella bionda era interpretata da Jessica Lange; il secondo per Alien, nel 1979, il film di Ridley Scott nel quale Rambaldi aveva lavorato alla creatura assieme al visionario H.R.Giger e l’ultimo, appunto, per l’extraterrestre protagonista del capolavoro di Steven Spielberg, che fu la consacrazione definitiva del suo talento. Quest’anno ricorre il trentennale del film E.T. – L’Extraterrestre e l’artista avrebbe dovuto partecipare ancora a numerose serate create per l’occasione, ma se nè andato ieri, 10 agosto,  a quasi 87 anni, visto che li avrebbe compiuti fra poco più di un mese. Rambaldi era nato in provincia di Ferrara il 15 settembre 1925, si era laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nonostante non avesse nessuna nozione di ingegneria era diventato per altri un punto di riferimento per la sua abilità nel saper mescolare meccanica ed elettronica. Ricordiamo che Rambaldi ha anche collaborato con altri registi italiani, come ad esempio Dario Argento in Profondo Rosso e Marco Ferreri ne La Grande Abbuffata, ma ha creato anche il manichino che doveva simulare il peso e la caduta di Giuseppe Pinelli, nell’esperimento tentato nel 1971 durante il processo che cercava di accertare le cause della morte dell’anarchico, precipitato dalla finestra di un commissariato di Polizia.

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