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Episodio sconcertante avvenuto in una sala inglese, uno di quelli che se lo ricorderanno per tutta la vita, protagonisti le famiglie che avevano in programma di godersi un pomeriggio con i personaggi di Madagascar 3 Alex il leone, Marty la zebra e Gloria l’ippopotamo.

Un episodio archiviato sotto il nome di “errore tecnico”, il quale ha coinvolto gli spettatori pomeridiani delle ore 15, dove appena la sala si è oscurata si sono subito imbattuti nel cadavere sanguinante di una donna, scagliato contro la cinepresa, esattamente la scena iniziale di Paranormal Activity 4, i cui slogan da sempre sono del calibro di «Il film che ha terrorizzato l’America» o «Non riuscirete più a dormire».

E la pubblicità ci ha preso per davvero: una delle mamme protagoniste involontarie dell’evento, che era in sala con il figlio di otto anni, ha dichiarato ai media che “Tutti correvano verso l’uscita, e tutto ciò che si sentiva erano le grida e le urla dei bambini“. Sono bastati appena due minuti di riprese a sconvolgere molte piccole creature. Tutti i clienti sono stati rimborsati, ma è ancora ignoto il conto degli anni di psicoterapia che i bimbi dovranno affrontare per cancellare il terribile shock.

[IL TRAILER VIETATO AI MINORI DI “PARANORMAL ACTIVITY 4”]

Un errore così è imbattibile, ma ci piace ricordare che tutti possiamo sbagliare, e che a volte, non certo in questo caso, gli errori possono essere istruttivi. Come per svelare certi gusti particolari di un prelato irlandese che, durante un incontro di preparazione alla Prima Comunione, invece di un video catechistico ha mostrato alcune scene di un film porno gay. “Uno scivolone“, ha dichiarato. O ancora verificare l’assoluta incompetenza dei raffinati  avventori della Cineteca di Bologna che si sono visti propinare qualche mese fa “The tree of life” di Terrence Malick a pizze invertite, vale a dire prima il secondo tempo (con titoli di coda) e poi il primo (con titoli di testa) e, non avendo capito nulla della storia, sono usciti comunque entusiasti e ammirati dal talento narrativo dell’autore americano. Quando si dice avere un pregiudizio.

Fonte: Yomg!

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