Giorgia Wurth: «Per me scrivere è come partorire»

Giorgia Wurth: «Per me scrivere è come partorire»Da interprete a scrittrice. Si chiama L’accarezzatrice il secondo libro di Giorgia Wurth (Maschi contro femmine, Femmine contro maschi, Come è bello far l’amore), edito da Mondadori nelle librerie dal 1° aprile.

La storia è quella di Gioia Scheri, che di mestiere fa “l’accarezzatrice”, ovvero l’assistente sessuale per disabili. Non è un mestiere facile e difatti Gioia tenta di scansarlo, annaspa, poi ci ripensa, ci prova, fugge di nuovo, ritorna. Alla fine trova la sua strada, professionale e sentimentale, con un uomo torvo, bellissimo, incattivito, uno che vorrebbe incontrare. Per fare sesso? «Non solo. Per buttare a turno la spazzatura, giocare a burraco in due invece che da sola online» ha spiegato l’attrice e conduttrice televisiva, single come la protagonista del suo libro, che ha poi confessato «Per me scrivere è come partorire. Ho dedicato quattro anni alla stesura di questo mio secondo romanzo. Ho scelto come titolo L’Accarezzatrice perché la carezza esprime bene la natura di questi incontri, che hanno più a che fare con la sensualità che con la sessualità».

Nel libro si parla anche di Rosaria e Salvatore, una coppia affetta da Sla. «La moglie chiama l’assistente sessuale per il marito, perché intervenga laddove lei non è più in grado di dare piacere al suo uomo. È a quel punto che Gioia si chiede se si tratti di una forma di perversione estrema o il più estremo gesto d’amore». La Würth affronta anche il tema degli abusi sui disabili negli istituti. «A volte il malato li accetta e non denuncia perché è l’unico modo per avere uno sfogo sessuale» spiega.

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Nel romanzo si parla anche delle madri che, in assenza dell’accarezzatrice o laddove le prostitute si fermino dinanzi all’handicap, scelgono di intervenire loro stesse per aiutare i figli quando manifestano gravi disagi come masochismo, esibizionismo e forme di violenza.

L’Accarezzatrice non è solo un libro sui disabili, ma anche un testo in cui si raccontano storie vere, di persone che hanno vissuto in contatto diretto con famiglie affette da disabilità che non riescono a sfogare le pulsioni erotiche. Un romanzo, insomma, che affronta un tema tabù ma necessario, dato che in Italia ancora non esiste la figura professionale dell’assistente sessuale per disabili.

«Questo libro mi ha regalato incontri stupendi con persone che vivono in modo molto diverso dal mio. Parlo di assistenti sessuali che considerano il loro lavoro una missione, di persone diversamente abili che vorrebbero gridare la loro richiesta di aiuto e che quasi mai viene ascoltata, e di famiglie, soprattutto mamme, che hanno difficoltà a gestire certe situazioni» ha affermato l’autrice.

L’Accarezzatrice presto diventerà un film diretto da Roberta Torre con protagonista Giorgia Würth nei panni di Gioia.

A cura di Costanza Carla Iannacone.

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