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Sono passati esattamente 30 anni dal film capolavoro di Steven Spielberg e alla celebre rivista Vanity Fair è venuta la bella idea di scovare l’attore che impersonava Elliot, il bambino di 9 anni che nella pellicola aiuta la buffa creaturina aliena a tornare a casa ed è riuscito a trovarlo. Si chiama Henry Thomas, oggi ha 40 anni, è sposato e vive con la moglie e i suoi 3 figli a Los Angeles; per vivere coltiva il giardino, suona con la sua band rock e soprattutto riceve ancora un assegno ogni 3 mesi dalla casa di produzione di E.T. Non ci è dato sapere a quale cifra ammontino questi assegni trimestrali, ma devono essere piuttosto generosi, visto che permettono il mantenimento di una famiglia di ben 5 persone a Los Angeles, città notoriamente dallo stile di vita non proprio sobrio. Nonostante tutto, l’ex attore dice di aver accettato da poco l’avventura sul set che l’ha reso il bambino più famoso del pianeta, perchè per lui i problemi sono cominciati quando ha smesso di pedalare tra le stelle ed è tornato nella sua scuola media in Texas.

Nell’intervista rilasciata a Vanity Fair, Thomas racconta che la vita per lui dopo il successo è stata veramente difficile; i compagni di scuola lo maltrattavano in continuazione e non “perdevano l’occasione di ficcargli la testa dentro al water e tirare lo sciacquone”. L’esperienza del ritorno fu traumatica e i suoi  genitori preferirono ritirarlo da scuola e farlo studiare a casa con insegnanti privati, visto che le possibilità finanziarie lo permettevano. Nonostante tutto ha dimostrato poi di sapersela cavare egregiamente e soprattutto intelligentemente al contrario di molte altre mini celebrità che purtroppo non si salvano da un futuro contrassegnato da abuso di alcool e droghe, dopo un calo improvviso di popolarità. Ora però di aver fatto pace con se stesso e di essere orgoglioso di essere stato il protagonista di un film che è entrato nella storia del cinema; Henry Thomas aveva giusto 9 anni quando entrò nello studio di Steven Spielberg a Hollywood per fare il provino. Era un grande appassionato di “Indiana Jones – I predatori dell’Arca Perduta” ed entrare a far parte di un suo film fu per lui un sogno e nell’1981 cominciarono le riprese di quello che in codice veniva chiamato “A Boy’s Life”; Thomas racconta che Spielberg era davvero paranoico e per paura che gli soffiassero l’idea, oltre a non nominare ma il nome del film, faceva addirittura firmare chi prendeva in mano la sceneggiatura.

La creatura aliena, creata da Carlo Rambaldi,  era animata a turno sul da un ragazzo di 12 anni nato senza gambe, Matthew De Meritt e da due nani, Tamara Treaux e Pat Bilon che adoravano fare scherzi a tutto il cast e Thomas racconta numerosissimi aneddoti divertenti sul set nella lunghissima intervista al prestigioso settimanale. Ma nessuno a quell’epoca avrebbe mai immaginato che il film sarebbe rimasto nelle sale per un anno intero, cosa mai successa prima nella storia e credo che mai si ripeterà, o che avrebbe vinto ben 9 premi Oscar e incassato 800 milioni di dollari in tutto il mondo. Thomas tra l’altro a quei tempi non aveva un agente e nel 1982 prendeva solo la paga base, quindi di quei soldi dice di aver preso una fetta minuscola, anche se, sommando tutti i pagamenti di 30 anni, risulta certamente una bella cifra. E.T. L’Extraterrestre nel 2002 è stato ridistribuito nelle sale di tutto il mondo con l’aggiunta di nuove scene, precedentemente tolte ed effetti speciali migliorati, mentre nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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