Xavier Dolan Mommy trailer Ha solo 25 anni ma una carriera alle spalle degna dei grandi registi: è Xavier Dolan, poliedrico “enfant prodige” del cinema internazionale.

Con all’attivo cinque film di cui lui stesso è sceneggiatore ed altrettante pellicole nel ruolo di attore, il giovane talento originario del Québec è reduce dall’aver vinto il prestigiosissimo premio della Giuria all’ultima edizione del Festival di Cannes (ex equo con Adieu au Langage di Jean Luc Godard) grazie al suo ultimo entusiasmante lavoro: Mommy.

La trama del film è di quelle che incuriosiscono e  avvincono immediatamente: una giovane mamma vedova, Diane (Anne Dorval), si trova a dover prendere in custodia a tempo pieno l’imprevedibile figlio adolescente Steve (Antoine Olivier Pilon), affetto dalla sindrome da deficit dell’attenzione. Mentre i due, fra eccessi e situazioni turbolente, cercano di trovare un equilibrio reciproco sostenendosi l’un l’altro, l’originale vicina di casa Kyle (Suzanne Clément), affetta da dislessia,  offrirà il suo aiuto alla ricerca di stabilità e speranza.

Mommy si prospetta un film commovente e  pieno di contraddizioni, in perfetto parallelismo con quello che è la vita, in cui spesso capita di venir aiutati e compresi maggiormente proprio  da coloro che pensiamo di dover supportare.

È la prima volta che un film di Dolan viene distribuito in Italia: nonostante il giovane cineasta si fosse già fatto notare nel 2013 in concorso  alla Mostra di Venezia con Tom à la ferme, nessun distributore si era offerto per far uscire la pellicola nei cinema italiani; questa volta, invece, fortunatamente ci ha pensato Good Films e, considerato il successo riscosso ai botteghini francesi (dove ha tenuto testa addirittura a Gone Girl di Fincher), siamo certi che sia stata una scelta azzeccata.

In attesa che arrivi il 4 dicembre, data dell’uscita italiana,  non ci resta che stuzzicare la vostra curiosità proponendovi il poster ed il trailer ufficiale italiano:

Mommy poster e trailer italiano
Mommy – poster ufficiale italiano

 Articolo di Virginia Campione

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