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Come vuole la tradizione, il ritorno nelle sale, il 25 ottobre prossimo, di Alla ricerca di Nemo in versione 3D sarà preceduto da un cortometraggio. Animato e firmato Pixar, ovviamente. Il corto fa parte della serie Toy Story Toons che estende le avventure di Woody, Buzz Lightyear e gli altri in nuovi e brevi episodi. Stavolta è Rex il dinosauro ad essere protagonista di una storia divertente ambientata nella vasca da bagno. Non c’è festa senza Rex è stato diretto da Mark Walsh, un animatore della Pixar dai tempi di A Bug’s Life che ha lavorato su quasi tutti i capolavori dell’azienda di San Francisco.

In questi giorni Mark Walsh è a Torino invitato al ViewFest, festival internazionale di cinema digitale, animazione e 3D. Raggiunto telefonicamente, il regista spiega che Rex “è sempre stato il mio personaggio preferito dei film di Toy Story perché è tenero, insicuro e nerd un po’ come lo sono io” e dargli una chance di rivalsa “era una spassosa occasione che non volevo perdere”. Per i corti di Toy Story, John Lasseter fece correre la voce tra gli animatori che nuove idee sarebbero state le benvenute. Su tre presentate da Mark Walsh, la scelta di Lasseter cadde su Non c’è festa senza Rex. “L’idea era quella di far sentire a Rex quella fiducia in se stesso che gli mancava in mezzo a nuovi giocattoli, che potessero considerarlo uno in gamba invece di un fifone”. Sul fatto che la vasca da bagno potesse essere trasformata nel miglior posto per una festa di giocattoli, Walsh confessa di averla sempre adorata da bambino. “Giocavo come un matto nell’acqua calda e, cercano propri nuovi amici per Rex, mi sono chiesto: cosa succede ai giocattoli del bagno quando il bambino esce dalla vasca e la stessa si svuota?”. La risposta è nel cortometraggio dove succede di tutto, grazie a Rex.

Walsh chiama in causa anche il compositore BT, perché grazie all’elettronica delle musiche da lui composte, la festa passa rapidamente da cocktail party a rave party. Ma “collaborazione” è la parola che più di ogni altra spiega il successo e dei film Pixar. I corti permettono agli animatori di fare un salto professionale, ma in quell’azienda non si compete uno con l’altro, si collabora. “Ogni animatore ama il cinema, ama raccontare e creare storie, e chiunque può essere d’aiuto per il lavoro dell’altro” racconta Walsh. “Esiste la sana gelosia che ti spinge a far del tuo progetto qualcosa di buono, ma nessuno spera che le cose degli altri vadano male”.

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