Now You See Me beffa The Running Man: flop al box office per Edgar Wright

Il terzo capitolo dei maghi conquista la vetta USA, mentre l’adattamento di Stephen King con Glen Powell delude le aspettative e la critica.

Now You See Me beffa The Running Man: flop al box office per Edgar Wright
Credit: Paramount

Dopo un ottobre decisamente da dimenticare per le sale cinematografiche, che ha segnato uno dei punti più bassi degli ultimi anni per gli incassi nazionali, il vento sembrava essere cambiato grazie all’arrivo di Predator: Badlands. Il film ha infranto record e riacceso le speranze degli esercenti, ma l’entusiasmo si è scontrato con la dura realtà delle nuove uscite settimanali. Nonostante l’attesa febbrile per i prossimi giganti del Ringraziamento, come Wicked: For Good e Zootropolis 2, l’attuale battaglia al botteghino ha regalato sorprese amare, specialmente per chi puntava tutto sui grandi nomi alla regia.

Il botteghino USA premia la magia: The Running Man insegue a fatica

I dati parlano chiaro: la magia batte l’azione distopica. Il terzo capitolo della saga dei prestigiatori, intitolato Now You See Me: Now You Don’t, ha conquistato la vetta della classifica americana incassando 21,3 milioni di dollari. Un risultato che ha relegato al secondo posto l’atteso The Running Man, nuovo adattamento del romanzo di Stephen King, che si è fermato a quota 17 milioni. Chiude il podio il solido Predator: Badlands, che continua a macinare incassi con altri 13 milioni.

Per la Paramount, il debutto di The Running Man rappresenta una vera doccia fredda. Sebbene tecnicamente sia il miglior weekend di apertura dell’anno per un film tratto da un’opera di King, le cifre sono ben al di sotto delle previsioni degli analisti, che stimavano un esordio tra i 20 e i 25 milioni di dollari. Con un budget di produzione che tocca i 110 milioni, la strada verso il profitto si fa ora ripida e scivolosa.

Critica divisa e budget stellare: cosa è andato storto?

Perché un film diretto da Edgar Wright (l’acclamato regista di Baby Driver) e interpretato dalla star del momento Glen Powell non ha sfondato? Il problema principale sembra risiedere nel passaparola. La pellicola ha ottenuto recensioni contrastanti, registrando il punteggio più basso su Rotten Tomatoes nell’intera filmografia di Wright. La critica punta il dito contro un tono disomogeneo e un potenziale sprecato, etichettando il film come un’esperienza “non imperdibile” sul grande schermo.

Questo feedback negativo ha compromesso la possibilità di intercettare il pubblico adulto in cerca di azione R-rated, una nicchia che attualmente è dominata proprio da Predator: Badlands. A differenza del film di Wright, il nuovo capitolo di Predator vanta recensioni ottime e una tenuta in sala che The Running Man difficilmente riuscirà a replicare, specialmente con l’arrivo imminente di competitor fortissimi. Inoltre, storicamente, Wright non è un regista da “blockbuster automatico”: solo Baby Driver ha superato i 100 milioni globali, rendendo questo nuovo progetto una scommessa forse troppo azzardata per le casse dello studio.

Dalla sala allo streaming: una seconda vita su Paramount+

Tuttavia, nel mercato attuale, un passo falso in sala non decreta necessariamente la morte di un progetto. Le finestre di distribuzione sempre più brevi offrono un paracadute importante: lo streaming. Molti spettatori, scoraggiati dalle recensioni tiepide, potrebbero semplicemente aver deciso di attendere l’uscita domestica. È molto probabile che The Running Man trovi il suo vero pubblico su piattaforme PVOD o direttamente su Paramount+, scalando le classifiche delle visioni casalinghe una volta conclusa la corsa cinematografica. Una magra consolazione per il botteghino, ma una speranza concreta per la longevità del titolo.

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