Mad Max: Fury Road: sei Oscar fuori dagli schemi

Mad Max Fury Road sei Oscar fuori dagli schemi (2)La quantità di nomination che si era portato a casa (dieci) conferma che Mad Max: Fury Road sia stato la rivelazione di questi Oscar 2016, con ben sei statuette confermate: Miglior montaggio, Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro, Miglior scenografia, Migliori costumi e Miglior trucco e acconciatura. Premi tenici, che però rispondono fondamentalmente a quella resa visiva che il pubblico ha effettivamente trovato così d’impatto.

Mad Max Fury Road sei Oscar fuori dagli schemi

Durante i discorsi di accettazione dei premi per Mad Max, numerosi sono stati i riferimenti a George Miller, direttore, sceneggiatore e produttore del film. «Sei il cuore e l’anima di tutto questo, non possiamo dire abbastanza, di te. Grazie, grazie, grazie per averci dato questa possibilità», sono le parole di Chris Jenkins quando si parla di Montaggio sonoro. Quando invece sul palco sale Margaret Sixel, a cui dobbiamo il montaggio del film, sentiamo innanzitutto un primo richiamo (con ola) a Charlize Theron, e poi al pubblico: «Mad Max è stato il film meglio recensito dell’anno: il pubblico l’ha amato, e stasera viene onorato con qualcosa che nemmeno avremmo osato sperare. C’è voluto tantissimo coraggio per realizzare questa pellicola, e per questo va ringraziato George Miller, Doug Mitchell e tutto lo staff che ha sopportato sei mesi nel deserto della Namibia».

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Molto particolare è stato anche il lavoro fatto sui costumi (chi non ha apprezzato il design dell’aspetto dei Figli di Guerra, o la costrizione di Max o l’aspetto di Furiosa?), tanto che ne parla Jenny Beavan proprio a proposito dell’Oscar per i Migliori Costumi, collegandolo al problema climatico (lo stesso delineato dalle parole di Leonardo DiCaprio, più avanti nella serata): «Se il Iain Smith, il nostro produttore esecutivo, non mi avesse scritto un sms per chiedermi “Ehi, che stai facendo?” e non mi avesse piazzata su un aereo per incontrare Miller e Mitchell, ora non sarei qui. È stato un anno delle nostre vite nel deserto della Namibia […] È stata un’esperienza incredibile, e mi sono messa seriamente a pensare che fondamentalmente, un tipo di mondo come quello rappresentato in Mad Max potrebbe essere terribilmente profetico, se continuiamo a inquinare il nostro pianeta».

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