Breaking Bad conquista il primo posto davanti a The Wire e Mad Men. Game of Thrones è sesta, Better Call Saul soltanto 27ª e molti titoli amatissimi sono rimasti fuori.
Una classifica con 100 serie TV non poteva che generare discussioni. Se a realizzarla è poi il New York Times, coinvolgendo più di 500 professionisti dell’industria televisiva, il dibattito è praticamente assicurato.
Il quotidiano statunitense ha pubblicato la sua selezione delle migliori serie del XXI secolo, prendendo in considerazione i titoli debuttati dal 2000 in poi. Attori, sceneggiatori, produttori, showrunner e altre figure del settore sono stati chiamati a indicare le loro preferenze.
A conquistare la vetta è Breaking Bad, davanti a The Wire e Mad Men. Sul podio allargato seguono Succession e Fleabag. Game of Thrones, invece, si ferma al sesto posto.
Ed è proprio qui che sono iniziate le discussioni online.
Breaking Bad davanti a tutti
Il primo posto di Breaking Bad è uno degli elementi più riconoscibili della classifica. La serie creata da Vince Gilligan precede The Wire, Mad Men, Succession e Fleabag.
La top 10 comprende anche Veep, 30 Rock, Curb Your Enthusiasm e Atlanta. Il risultato restituisce quindi un equilibrio piuttosto netto tra commedia e dramma, con cinque titoli appartenenti a ciascuna area nei primi dieci posti.
Il voto non è stato espresso da un ristretto gruppo di critici. Il New York Times ha coinvolto più di 500 persone che lavorano nel mondo della televisione, chiedendo loro di selezionare fino a dieci serie. La classifica finale è stata costruita sulla base di quelle preferenze.
Questo rende la graduatoria soprattutto una fotografia dei gusti di una parte dell’industria televisiva, non una misura oggettiva del successo delle singole serie.
Game of Thrones è sesta
Uno dei piazzamenti destinati a far discutere maggiormente è quello di Game of Thrones.
La serie HBO si trova al sesto posto, alle spalle di Fleabag e davanti a Veep. È comunque il titolo fantasy con il piazzamento più alto nella classifica e resta nella top 10.
Più sorprendente, per alcuni spettatori, è trovare The Office (U.S.) all’11° posto e The Office (U.K.) al 16°. Lost è 22ª, Black Mirror 26ª e Better Call Saul 27ª.
Anche Severance, una delle serie più recenti presenti nella selezione, entra nella top 30 con il 30° posto.
Better Call Saul, Dexter e Stranger Things dividono i fan
Scendendo nella graduatoria aumentano i titoli che hanno acceso il confronto tra gli spettatori.
Better Call Saul, spin-off e prequel di Breaking Bad, è 27ª. Stranger Things si trova invece al 53° posto, mentre Ozark è 68ª.
Ancora più in basso compare Dexter, fermatasi all’88° posto. Tre posizioni più avanti c’è invece The Great British Baking Show, il titolo utilizzato negli Stati Uniti per The Great British Bake Off.
La classifica non segue quindi il semplice criterio della popolarità. Al suo interno convivono grandi fenomeni internazionali, serie di culto, comedy, documentari, reality e produzioni con un pubblico molto più ristretto.
Le grandi assenze fanno ancora più rumore
Il vero punto della discussione, però, non riguarda soltanto le posizioni.
Alcune serie molto amate dal pubblico non compaiono proprio tra le 100 selezionate. Tra queste figurano Prison Break, The Walking Dead, Narcos, Money Heist, Snowfall e Power.
Sui social sono comparsi numerosi commenti dedicati soprattutto a una grande assenza: The Sopranos.
In questo caso, però, c’è una spiegazione precisa. La serie HBO con protagonista Tony Soprano ha debuttato nel 1999 e quindi non rientra nei criteri temporali adottati dal New York Times. La lista considera infatti le serie che hanno debuttato dal 2000 in avanti.
Lo stesso criterio esclude automaticamente diversi altri titoli molto popolari della storia della televisione.
Continua a leggere per la classifica completa
Una classifica che racconta anche come è cambiata la TV
Ecco le prime 100 posizioni pubblicate dal New York Times:
- Breaking Bad
- The Wire
- Mad Men
- Succession
- Fleabag
- Game of Thrones
- Veep
- 30 Rock
- Curb Your Enthusiasm
- Atlanta
- The Office (U.S.)
- Arrested Development
- Girls
- Friday Night Lights
- Six Feet Under
- The Office (U.K.)
- The Americans
- I May Destroy You
- Chernobyl
- The Crown
- The White Lotus
- Lost
- The Comeback
- Deadwood
- The Leftovers
- Black Mirror
- Better Call Saul
- Band of Brothers
- Key & Peele
- Severance
- Survivor
- Andor
- Enlightened
- Schitt’s Creek
- True Detective (Stagione 1)
- The Pitt
- Battlestar Galactica
- Homeland
- Watchmen
- Adolescence
- Louie
- Hacks
- Peaky Blinders
- BoJack Horseman
- Happy Valley
- Broad City
- Twin Peaks: The Return
- House of Cards
- Normal People
- Parks and Recreation
- The Good Place
- Downton Abbey
- Stranger Things
- The Bureau
- Insecure
- Nathan for You
- I Think You Should Leave
- Chappelle’s Show
- PEN15
- Peep Show
- RuPaul’s Drag Race
- Slow Horses
- The Thick of It
- Anthony Bourdain: Parts Unknown
- Mare of Easttown
- The Rehearsal
- The Handmaid’s Tale
- Ozark
- Anthony Bourdain: No Reservations
- The Shield
- Beef (Stagione 1)
- Squid Game
- Barry
- The Bear
- Ted Lasso
- Somebody Somewhere
- Modern Family
- It’s Always Sunny in Philadelphia
- The Good Wife
- How To With John Wilson
- The Queen’s Gambit
- Better Things
- Justified
- Planet Earth
- The Great British Baking Show
- Shogun
- Reservation Dogs
- Dexter
- Baby Reindeer
- Eastbound & Down
- Catastrophe
- The Night Of
- Station Eleven
- The Diplomat
- House
- Halt and Catch Fire
- Community
- The OA
- Gilmore Girls
- Scandal
Al di là delle posizioni che possono piacere o meno, la selezione del New York Times restituisce un panorama molto ampio della televisione degli ultimi 26 anni.
Accanto ai grandi drammi seriali compaiono comedy, miniserie, animazione, reality, documentari e produzioni internazionali. Ci sono inoltre titoli arrivati soltanto negli ultimi anni, come The Pitt, Adolescence, Shōgun e Baby Reindeer.
È proprio questa varietà a rendere inevitabile il confronto tra generazioni e pubblici diversi. Una classifica costruita attraverso voti individuali non può rappresentare ogni spettatore, e le assenze sono destinate a pesare quanto le presenze.
Una cosa, però, è certa: Breaking Bad in cima, Game of Thrones sesta e Better Call Saul fuori dalla top 20 hanno già fornito abbastanza materiale per alimentare il dibattito tra gli appassionati.
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