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I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley Snipes

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley SnipesSiamo giunti al terzo capitolo e il gruppo di spericolati soldati continua a ingrossarsi. Ne I Mercenari 3, che promette di regalare ancora più sangue e più azione dei predecessori, le aggiunte incredibili di quest’anno sono Harrison Ford, Mel Gibson, Wesley Snipes e Antonio Banderas.

Questi ultimi due, in particolare, sono le new-entry da cui ci aspettiamo di più e che crediamo finiranno per rubare lo schermo agli altri comprimari. Durante la presentazione del film a Londra, Collider ha avuto l’opportunità di scambiare ben più di due chiacchiere con queste icone del cinema internazionale, spaziando dalla creazione dei propri personaggi, alla preparazione per il ruolo, fino agli stunt e cosa voglia dire avere così tante star in un solo film.

Questi e tanti altri argomenti, nell’intervista qui di seguito:

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley SnipesEntrambi avete partecipato a tantissimi film. Cosa avete pensato della realizzazione di questo film prima di entrare a farne parte e come è stato in realtà rispetto a quello che immaginavate?
ANTONIO BANDERAS: All’inizio, a dir la verità, quando entri  in un film con così tante star, non sai cosa finirai per trovare esattamente. Non sai se sarà un viaggio incentrato sull’ego, con continui battibecchi sul set [ride], chi deve stare in quella posizione, dove si trova la macchina da presa, voglio essere davanti a quel tizio… è la verità. In realtà, credo che tutti scherzassero su questa possibilità sul set. In cerità, è peggio quando hai attorno persone che vogliono assolutamente ottenere qualcosa che non hanno mai avuto prima. Il successo. E questi ragazzi hanno così tanto successo, non solo con questi film. Con i franchise e tutto ciò che hanno fatto. Tutte queste star hanno superato il sogno di diventare leggenda, perché è quello che già sono. Perciò non sono affamate di successi. È stato divertente, questa è la verità. Almeno per come l’ho vissuta io. [rivolgendosi a Snipes]Non so nel tuo caso.
WESLEY SNIPES: Speravo solo che non si trattasse semplicemente di saltare e impugnare armi e sparare e far saltare in aria le cose. Speravo ci venisse data l’opportunità di creare un personaggio, non di venire e interpretare noi stessi, ma una parte di noi e di confrontarci l’uno con l’altro. Uno scambio reciproco, come fanno gli attori teatrali. Non vedevo l’ora di fare qualcosa del genere. Sono abbastanza sicuro che alla fine sia andata così. Avevamo una certa libertà d’azione e di sperimentazione, un botta e risposta, come lo chiamiamo, e abbiamo costruito i nostri personaggi, dandogli delle sfumature, attribuendogli delle rifiniture come piace fare agli attori coi propri personaggi.
BANDERAS: È serissimo sul set. Non è una battuta.
SNIPES: Non lo sono. Non sorrido affatto.
BANDERAS: No, non lo fa. Questa cosa che vedi [indica la faccia impassibile di Snipes]… niente di niente.
SNIPES: Ogni volta che veniva alla mia roulotte [ride], facevo [faccia impassibile]…
BANDERAS: Pensava che fosse… a fine giornata terminavamo di girare, ma per lui non era così. Arrivavo alla sua porta, ma non c’era nessuno. Facevo: “Toc, toc. Wesley, ci sei?”
SNIPES: [faccia impassibile]Vattene via.
BANDERAS: Wesley?
SNIPES: Vattene via.
BANDERAS: Era completamente immerso nel suo personaggio.

Stai parlando seriamente?
BANDERAS: Sono assolutamente serio!
SNIPES: È assolutamente serio!
BANDERAS: E io ero immerso nel mio. Parla, parla,parla, parla e parla ancora e io volevo relazionarmi con qualcuno. Quelli più giovani non avevano voglia. Lui però non apriva la porte e io facevo: “boom, boom boom [impassibile]”, il che era in pieno stile Galgo [personaggio interpretato da Banderas]. Ero molto fastidioso.

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley Snipes[a Snipes]Ti ha fatto desiderare di mettergli ancor più le mani addosso?
SNIPES: Ah, non può farci niente. È molto attratto da me. [ride]

Quanto è stato divertente interpretare un personaggio così fastidioso?
BANDERAS: Lo è stato. Lo è stato davvero molto. E quando li vedevo alzare gli occhi al cielo, pensavo: “Sta funzionando. Funziona. Questi ragazzi sono stufi di me! Lo adoro! No, l’ho visto immediatamente, quando ho letto lo script, dovevo essere sincero. C’era una scelta. Voglio dire, se questo tizio si ferma, va immediatamente in depressione. Deve, per la sua sicurezza, continuare a essere iperattivo, così che non possa fermarsi a pensare. Nel momento in cui si ferma anche solo un secondo, e inizia a pensare, comincia a salire la merda. Credo che qualcuno, in realtà Sly (Stallone), anche se Patrick (Hughes) è stato molto, molto gentile con me e mi ha permesso di fare tutto ciò che avessi in mente… ma riguardo Sly, il giorno in cui eravamo nel deposito, gli ho spiegato dei ragazzi, di questi compagni, che avevo in mente. C’era l’ultimo e poi i primi due, che avrei interpretato in chiave comica. Lui ha accettato, ma riguardo l’ultimo, è venuto da me – stava riparando l’aereo in quel momento – e mi ha detto: “Antonio, capisco quello che stai facendo, ma pensaci, è come se, nel corso della storia che stai raccontando con me, stessi entrando a contatto con la tua vera natura. Questo non è divertente per te. Fa’ qualcosa, in questa particolare storia, che mi faccia voltare e guardarti in modo differente. Non sei più fastidioso. Improvvisamente c’è qualcosa che per te è vero e voglio che tu lo abbracci.” E questo significa una buona regia. […] Dona al personaggio una bellissima dimensione. Senza di quella, sarebbe solo un tizio fastidioso.

È stata la scena più sorprendente del film. Aveva un grande intensità emotiva…
BANDERAS:  E funziona, perché puoi confrontarlo con quello che hai fatto finora. Lui è uno di quei tizi, di quei pazzi bastardi, e se ne va in giro finché non pensi: “Stattene un po’ zitto, cazzo!” Ma a quel punto, capisci che ha uno scopo ben preciso.
SNIPES: Te l’ho insegnato io, questo. [ride]Il fatto è che solo alcune persone sanno cavarsela in situazioni del genere. Probabilmente lui è l’unica persona del pianeta che potrebbe gestire una situazione così. Sapete, quando arrivò, essendo un suo grande fan ma non avendo avuto occasione di lavorare con lui prima, ero molto curioso di vedere come fosse in realtà in confronto ai personaggi che avevo visto sullo schermo. E la sua abilità di inserirsi e abbandonarsi al suo flusso di coscienza, rimanendo comunque nel contesto, riuscendo a essere divertente e serio… mi sono detto: “Questo è un tipo tosto! Mr. Banderas è un tipo tosto. Un tipo molto, molto talentuoso.” E l’ho apprezzato ancora di più di conseguenza. E questo lo riconosco, va bene, ora però devo trovare il mio ruolo! [ride]Ci sono poche persone che riescono a cavarsela e sanno prendere decisioni che funzionano.
BANDERAS: Grazie, amico.
SNIPES: Sì, amico.

Una delle cose di cui abbiamo discusso dopo aver visto il film è che sembrate tutti a vostro agio. È come se vi sentiste a casa. Non è come se aveste deciso di fare questo film de I Mercenari tanto per fare. Ognuno è apparso a proprio agio e al massimo della forma. Voi ragazzi parlavate sul set? È come se tutti foste a vostro agio nei ruoli e nel contesto.
SNIPES: Dal mio punto di vista, non avevo molto da perdere! Ho partecipato pensando che mi sarei potuto divertire molto. E allo stesso tempo potevo lavorare e confrontarmi con colleghi con cui ho sempre voluto lavorare. In un certo senso, è stato come tornare a scuola di recitazione. Volevo divertirmi da pazzi, perciò non ho sentito alcuna pressione addosso.
BANDERAS: Avevo un’idea e volevo solo farla funzionare. E non sono mai, mai sicuro sul set che quello che faccio possa funzionare sullo schermo.

Ancora oggi?
BANDERAS: Già. Non cambia mai. A volte sono sorpreso, sai? A volte… Laura Linney, mi ricordo di aver lavorato con lei qui a Londra. Stavo lavorando e pensavo di essere completamente fuori dal mondo. Poi lei mi disse qualcosa di molto interessante: “Se non ti senti a tuo agio nell’interpretare questo personaggio, è perché stai creando. Se ti senti molto, molto sicuro, invece, è perché stai ripetendo qualcosa che hai già fatto e che più o meno funzionerà, ma non stai facendo un cazzo. Stai solamente spingendo te stesso a fare sempre la stessa cosa. Se non ti senti a tuo agio, tu stesso hai intrapreso la discesa nell’oblio in cui stai cadendo. E l’oblio è la vera creazione.” È la pura verità. Pedro Almodovar è perfetto nel fare questo. Ti prende a calci in un modo che… oh, mio Dio. Pensi che dopo il film verrai giustiziato e che non ti parlerà mai più.

C’è mai stato un ruolo in cui avete sentito che non avrebbe funzionato? E in cui è stato il montaggio o la regia a farlo funzionare?
BANDERAS: Sì, così tante volte, nel mio caso.
SNIPES: Sì, molte volte.

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley Snipes

Wesley, ne I Mercenari 3, la scena in cui praticamente… voli. Non so come descrivere il momento in cui arrivi in cima a quella gru. Eri davvero tu?
SNIPES: Se te lo dicessi, dovrei ucciderti. Non tutta la scena. Sono ancora agile.

È davvero bello rivederti sullo schermo. L’assalto al treno e la scena in cui ti radi… Che sensazione provi a rivederti sullo schermo?
SNIPES: Sono un po’ come lui [Banderas] in questo, perché non so mai cosa funzionerà anche se speri che tutto funzioni. Sai, ho visto una parte del film e continuo a muovere critiche e a pensare che avrei potuto farlo in un altro modo, che non è venuto come avevo in mente. Ma ci metti tutto te stesso e speri che riesca bene. Volevo che il mio fosse un personaggio dinamico e spericolato., che fosse un poì eccentrico e folle. E se ne fosse uscito anche un lato comico, sarei stato soddisfatto. Fin qui tutto bene.

Continua a regalarci altre tue performance.
SNIPES: Sai, è divertente come succede. Hai visto la scena dell’aereo. Ci sono dei tagli che non hanno inserito nel film, ma ricordo che ero seduto lì e pensavo: “Cavolo, questa è una buona idea! Avrei voluto pensarci io” L’approccio è davvero fantastico, perché ti separa da tutte quelle grida da super macho e…
BANDERAS: È nel film, comunque.
SNIPES: Questa è una bella mossa!
BANDERAS: Non ho visto il film, quindi non lo so.

Non hai ancora visto il film?
BANDERAS: No, ma…

Sei stato davvero bravo!
BANDERAS: Grazie! Ricordo di aver fatto qualsiasi cosa immaginabile in quell’aereo. Ho saltato, ho fatto jogging, su e giù, e questi ragazzi…
SNIPES: Fa yoga, si mette a fare balletti, mi ha fatto morire dal ridere. Ed era il primo giorno! Hai letteralmente pomiciato con l’aereo e…
BANDERAS: Ricordo una cosa che ho inventato, parecchio strana. Da non credere! “Sai, non abbiamo le ali. Non abbiamo le branchie, quindi non dovremmo essere dei pesci. Abbiamo le ali? Abbiamo le ali? No! Non abbiamo ali, ma stiamo volando! Grazie al nostro cervello! Questa struttura, questo aereo è incredibile!” [ride]Non ho idea di cosa stesi parlando. Ali!
SNIPES: Ma ha senso!

Quando fate questo genere di cose, scoppiate a ridere sul set?
SNIPES: Ah, amico, muoio dal ridere dentro di me. Mi viene da piangere!

Ma riuscivate a trattenervi fino alla fine?
SNIPES: Sì, finchè non gridavano STOP! [ride].
BANDERAS: Randy (Couture) era tipo: “Ma che cazzo?!”

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley Snipes

Stavo provando a descrivere il tuo personaggio a mio padre, a casa, e ho detto: “Antonio interpreta il miglior cucciolo sperduto mai visto in un film.” Sei un cucciolo senza casa e sembra che tu voglia dire: “Vi prego, portatemi a casa.” È bellissimo, perché non è ciò che ti aspetti in un film del genere. Tuttavia è fantastico. Funziona.
BANDERAS: Perché in un certo senso penso che tutti noi, in un particolare momento della vita, sentiamo il bisogno di appartenenza. E lui non appartiene a niente o nessuno. E vuole così tanto far parte di questo gruppo. Così tanto. Allo stesso tempo, non l’avevo notato, non so quando lui mi dica: “Ok, fai parte del gruppo.”
SNIPES: Credo sia una buona mossa. Sono assi nella manica. Come si comporta quel tizio, lui si comporta, mentre io non faccio niente del genere! [ride]Questa è la direzione che ho preso. Nessun altro può farlo. Sono bravo!

La fisicità del personaggio era in qualche modo ricurva. Da dove è uscita?
BANDERAS: Non lo so. [a Snipes]È lui a sapere queste cose. Se ti senti a disagio con ciò che fai, uccidi il persenaggio. Allora non funziona. Deve arrivare da un posto sincero e il mio posto sincero è che questo tizio è totalmente solo e disperato. Disperato. È l’unica cosa che posso dire. Il resto viene da sé e non hai bisogno di pensare troppo. Non vado in hotel e comincio a pensare a cosa dirò domani e prendere nota. No, deve venire da dentro. Soprattutto se improvvisi, deve accadere al momento.
SNIPES: Non tutti riescono a farlo. Solo alcune persone riescono a cavarsela con roba del genere.

Beh, ora voglio che tu faccia Cantinflas (noto comico e attore messicano, attivo tra il 1930 e il 1980).
BANDERAS: È stato fatto!

Ma voglio che tu faccia Cantinflas!
BANDERAS: È stato già fatto da un ragazzo spagnolo molto bravo! Oscar Jaenada. È davvero un ottimo attore e ha fatto un lavoro incredibile. È stato fatto ed è straordinario.

Per entrambi, sono curioso di sapere come il vostro processo sia cambiato rispetto a quando avete iniziato. Ha preso una svolta drammatica? Preparate ogni ruolo allo stesso modo? Potete parlare di come preparate un ruolo in quanto attori?
BANDERAS: Non preparo ogni ruolo allo stesso modo.
SNIPES: No, no. Assolutamente no.

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley SnipesPotete parlare di come avete iniziato e di come vi comportate oggi?
BANDERAS: Mi sono avvicinato molto presto, soprattutto ai film, perché ho iniziato in teatro, ho scoperto che ogni regista ha il proprio universo. Devi essere abbastanza libero da provare a capire cosa vuole da te. Soprattutto quando il regista ha una personalità straordinaria. Parlo di persone come Pedro Almodovar e Robert Rodriguez e Quentin Tarantino e Woody Allen. Questi sono esempi di registi dalla straordinaria personalità. E devi adattarti, altrimenti sei fuori. Quindi cosa fai? Il lavoro con Pedro Almodovar è diverso da quello con Patrick o Sly. Non posso lavorare allo stesso modo, perciò devo cambiare e a volte anche in un breve periodo di tempo. A volte mi viene voglia, e lo faccio anche, di chiedere: “Perché hai chiamato me? Perché?” E lui potrebbe dire che è per una scena. “Quale scena?” Una scena in un film ben preciso. Hai dato qualcosa lì. “Davvero?” chiedo io. E si può partire da lì. Ma è difficile seguire il proprio metodo tutto il tempo, perché potresti scontrarti con alcuni registi che vogliono qualcosa di diverso da te. Provare a capire il materiale, con chi stai lavorando, come puoi inserirti all’interno. Ora è questo il mio approccio. All’inizio, mi scontravo proprio con questo. Avevo i miei principi, i miei studi. So come relazionarmi a un personaggio. E cercavo di essere gentile con tutti gi attori per ottenere quello che volevo. Questa però non è una buona cosa. Ti distacchi dal materiale quando agisci così. Tu e il regista dovete restare insieme.
SNIPES: Il mio approccio si basa sul vedere tantissimi film diversi, molte performance diverse. Scopro un sacco di piccole cose nei vari film, in ciò che fanno gli attori o nella vita di tutti i giorni, nelle persone reali e nei loro comportamenti o manie che trovo interessanti e provo a ricordare. Prego anche. Prego chiedendo che il personaggio o il suo spirito venga a farmi visita. Così da poter lavorare assieme, affinché mi usi come antenna per comunicare ciò che vuole farmi dire. Unisco la preghiera e tutti quei piccoli pezzi e poi lascio che tutto accada insieme.
BANDERAS: È davvero interessante.
SNIPES: Voglio dire, tecnicamente faccio foto di cose che poi attacco sul muro di una stanza. Creo una stanza a parte. Possono essere colori, animali, energia e parole. E li lascio lì, così che possa iniziare a lavorare sul mio subconscio quando penso al personaggio. Questo mi dà la possibilità di essere molto flessibile e spontaneo ma all’interno del personaggio e del suo mondo, senza star lì a pensarci. Oppure osservo o leggo qualcosa e lascio che lavori sul mio subconscio. Poi al mattino, quando devo recitare, è lì che mi aspetta.
BANDERAS: Hai lavorato con Sandra Seacat?
SNIPES: No.
BANDERAS: Perché è il suo metodo. Forma gli attori e lo so perché Melanie (Griffith) lavora con il suo metodo da anni. Ha scritto una lettera al proprio personaggio, la notte. “Cara qualsiasi fosse il nome del personaggio, stanotte ti offro i miei sogni affinché tu ti conceda a me, ti incarni in me, etc. etc.” Poi l’ha messa sul suo tavolo ed è andata a dormire. Al mattino aveva un sacco di idee e ha cominciato a scriverle. È necessario che il tuo subconscio ti porti il personaggio.
SNIPES: La chiave, e credo sia ciò che differenzia i bravi attori da quelli mediocri che stanno ancora cercando di emergere, è che quelli bravi sanno ascoltare. È come essere in un gruppo jazz. Sanno ascoltare la musica che suonano gli altri componenti, quando subentrare e quando farsi da parte. E a loro va bene così. È questo il mio approccio quando sono in un cast numeroso e lavoro a una scena con ogni tipo di attore. Ascolto quello che fai e se hai un ritmo particolare, un posto particolare, potrei volermi sincronizzare o potrei farmi indietro. Altrimenti potresti essere delicato e allora può essere un’opportunità per diventare dinamico. Provo ad ascoltare quello che dici. In realtà, imparo meglio lo script ascoltandolo piuttosto che leggendolo. [ride]Se lo metti in scena, posso ricordare meglio lo script di quando mi siedo a casa a imparare le battute da solo.

I Mercenari 3 intervista Antonio Banderas Wesley Snipes

I Mercenari 3 (qui l’ultimo trailer in italiano) arriverà in Italia il 4 settembre. Il sequel è diretto da Patrick Hughes, che con un budget di 90 milioni di dollari si ritrova a capeggiare una storia davvero avvincente; ne I Mercenari 3, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si trovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Gibson), un vecchio amico di Barney e co-fondatore del gruppo di Mercenari. Stonebanks però si allontanò dal gruppo, constringendo Barney ad ucciderlo, o almeno così si pensava. Lui invece è riuscito a eludere la morte, e ora è tornato per cercare di mettere fine al gruppo che lui stesso ha fondato. Ma Barney ha piani diversi. Nel cast anche Ronda Rousey, Jet Li, Dolph Lundgren, Terry Crews, Randy Couture, Arnold Schwarzenegger e Kellan Lutz.

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