A 80 anni, Sylvester Stallone non ha alcuna intenzione di abbandonare il cinema. Per la star di Rocky, continuare a lavorare non è soltanto una scelta professionale, ma una necessità legata al suo carattere. «Per me la pensione ha sempre significato semplicemente troppo tempo libero. Cosa si dovrebbe fare tutto il giorno?», ha dichiarato l'attore alla Deutsche Presse-Agentur durante un'intervista a Londra.
Stallone si prepara intanto a tornare nei panni di Dwight Manfredi nella quarta stagione di Tulsa King, la serie disponibile su Paramount+. Un personaggio che, come ha raccontato, gli permette di mettere in gioco una parte particolarmente personale di sé.
Sylvester Stallone compie 80 anni, ma non si ferma: «La pensione? Troppo tempo libero»
Per spiegare il proprio bisogno di restare attivo, Stallone ha utilizzato un paragone curioso, quello con un pastore tedesco. Secondo l'attore, alcune persone hanno bisogno di tranquillità, mentre altre necessitano di un compito da svolgere per sentirsi realizzate.
«Anche un pastore tedesco ha bisogno di un compito da svolgere», ha osservato, chiarendo di non essere spinto dal desiderio di dimostrare qualcosa agli altri. La sua voglia di lavorare, piuttosto, farebbe semplicemente parte della sua natura.
La nuova stagione di Tulsa King rappresenta quindi un altro capitolo di una carriera che Stallone non sembra ancora pronto a mettere in pausa. Nella serie interpreta Dwight Manfredi, un mafioso che, dietro la propria durezza, conserva anche un lato umano.
Addio rivalità: oggi Stallone è più sereno
Nel corso dell'intervista, l'attore ha parlato anche del cambiamento nel suo modo di affrontare la carriera. Se in passato tendeva a confrontarsi continuamente con gli altri e a pretendere sempre di più da se stesso, oggi sostiene di vivere il proprio percorso con maggiore serenità.
«Da quando ho smesso di misurarmi con gli altri, sono più rilassato», ha spiegato, ricordando quanto la competizione abbia pesato su di lui per molti anni. La pressione di dover superare continuamente i propri risultati, secondo Stallone, finiva per trasformare il successo in una sfida senza fine.
Un esempio emblematico è il rapporto con Arnold Schwarzenegger. Negli anni Ottanta, i due erano considerati rivali di primo piano nel cinema d'azione, protagonisti di una competizione che alimentava l'interesse del pubblico. Oggi, invece, sono amici e Stallone afferma di riuscire ad apprezzare sinceramente i risultati degli altri.
Dopo aver pubblicato le sue memorie, The Steps, l'attore continua dunque a guardare avanti. Per lui, almeno per ora, la pensione può aspettare: il desiderio di lavorare resta più forte della tentazione di fermarsi.
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