Unbroken – Recensione: il film su Louis Zamperini diretto da Angelina Jolie

Unbroken Recensione

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Sergente Watanabe: Non guardarmi.

Un dramma epico che racconta l’incredibile storia dell’atleta olimpionico ed eroe di guerra, Louis “Louie” Zamperini, che insieme ad altri due membri dell’equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.

Il film è diretto da Angelina Jolie, tratto dal libro di Laura Hillenbrand, ormai diventato un best seller che racconta la vita Louis Zamperini.
La sceneggiatura affidata ai fratelli Coen è come al solito molto coinvolgente. Anche durante delle scene non particolarmente movimentate, l’attenzione dello spettatore viene catturata grazie a piccoli ma utili accorgimenti. Ci sono tuttavia delle incomprensioni, ad esempio non è molto chiaro perché dopo 45 giorni sperduto in mare, in condizioni estreme e con scarse provviste di cibo e acqua, al protagonista non cresca la barba, ma rimanga il suo pizzetto rigorosamente definito ai lati. Sicuramente non sarà una negligenza, ma una scelta della regia per creare un estetica migliore.

Se non è, improbabilmente, la storia a entusiasmare, allora lo sarà sicuramente la fotografia. Già dai primi minuti si colgono delle inquadrature molto raffinate, come il guardare la scena attraverso il riflesso nella pupilla del soldato. In effetti il direttore è il plurinominato al premio Oscar come miglior fotografia, anche quest’anno, Roger Deakins.

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La storia di Louis Zamperini è affascinante e intricata; e pensare che tutto è incominciato con la corsa, che in seguito si è rivelata fondamentale per il suo futuro. Inizialmente è stato indotto dal fratello in questo sport, il quale lo vedeva più come un modo per distrarre lo scalmanato Louis ed evitare che combinasse altri guai che ad una possibile carriera, ma in seguito la sua volontà lo ha portato a gareggiare alle Olimpiadi del 1936. Purtroppo la storia ha avuto un decorso sfortunato che lo ha portato a molte sofferenze, ma nonostante ciò Zamperini ha avuto la forza di resistere e questo è fonte di motivazione per una persona che scopre la sua vita.

Jack O’Connell ha eseguito una buona interpretazione, ma quello che piace maggiormente di lui è il suo stile e la sua personalità che danno maggior carattere al personaggio. Una delle scene migliori è quella dove Zamperini viene costretto dal malvagio Mutsuhiro Watanabe a sollevare una trave. In questa parte possiamo vedere la bravura di O’Connell accentuata anche dalle musiche e dalle inquadrature, che insieme danno addirittura carica allo spettatore. Sempre in questa scena troviamo anche Miyavi che interpreta proprio Watanabe. Bisogna ricordare che lui è uno dei più famosi cantanti rock in Giappone ed è nuovo al mondo del cinema internazionale, ed è probabilmente per questo che la sua parte non convince molto. Il suo ruolo è quello di un sergente in un campo di prigionia mentre lui lo interpreta più come un bullo in età adolescenziale.

Il film come la maggior parte dei biopic è da vedere. Non solo per le emozioni che suscita nello spettatore, ma anche per conoscere una storia vera. Quindi, se volete ampliare le vostre conoscenze e godervi delle belle immagini, questo film fa per voi.

VOTO MISTER MOVIE: [star rating=”4″]

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