Un-Natale-stupefacente-recensione-lillo-e-greg-cinepanettone

Un-Natale-stupefacente-recensione-lillo-e-greg-cinepanettoneCi si rende effettivamente conto di quanto il tempo passi in fretta quando si realizza che al cinema è appena uscito il 31° film di Natale della Filmauro, casa di produzione fondata da Luigi e Aurelio De Laurentiis, portabandiera dei famigerati cinepanettoni e quest’anno al cinema con Un Natale stupefacente.

Quest’anno, l’idea è stata quella di continuare il cammino intrapreso due anni fa con Lillo e Greg, protagonisti di episodi in Colpi di fulmine e Colpi di fortuna. Arrivati alla terza collaborazione, approfittando anche della scadenza di determinati contratti, la produzione decide di maturare il progetto inaugurato con il duo comico e costruire una commedia natalizia cucita attorno a loro.

La regia viene affidata a Volfango De Biasi, regista di Iago, per la prima volta alla direzione di un film comico ma sceneggiatore delle prime due pellicole Colpi di…; De Biasi ha le idee ben chiare ovvero abbandonare la struttura episodica dei titoli precedenti e dedicarsi a un’intera storia che abbia il proprio sviluppo e punto d’arrivo. I momenti migliori negli ultimi due prodotti erano proprio quelli con Lillo e Greg, e renderli protagonisti assoluti di un film che comunque assume i connotati della commedia corale, rappresenta il tentativo di provare qualcosa di nuovo rispetto ai deludenti risultati degli ultimi anni.

Per la prima volta nella storia di questo ciclo, perno centrale della storia è un bambino, Matteo (Niccolò Calvagna), che in assenza dei genitori viene affidato alle cure degli zii Remo e Oscar (Lillo & Greg). Il soggetto è una piacevole deviazione dagli stereotipi propinatici finora, concentrandosi più sul contesto familiare che altro.

Un-Natale-stupefacente-recensione-lillo-e-greg-cinepanettone

Un Natale stupefacente perciò, almeno alla base, vuole allontanarsi dalla trivialità tipica del cinepanettone per avvicinarsi più alla commedia leggera che possa raggiungere il pubblico italiano a cui in questo periodo di festività non dispiace farsi qualche risata senza troppo impegno. Nonostante i due attori protagonisti avessero già collaborato alla sceneggiatura, aggiungendo più che altro la loro impronta comica, nei due film precedenti, in questo titolo ancor di più è palese il loro contributo; durante la proiezione è impossibile non notare il tratto surreale del duo e, per chi segue la loro carriera fuori dal grande schermo, è facile individuare gag e battute prese direttamente dai loro sketch, tra cui la serie TV Telenauta ’69, e brani del loro gruppo Latte & i Suoi Derivati.

La pellicola accarezza sempre il surreale, pur senza lasciare mai la quotidianità, ma nonostante ciò, va da sé che una scarsa predisposizione nei confronti della particolare comicità dei due interpreti potrebbe rendere meno apprezzabile il lungometraggio; come detto, la commedia regge molto sui due protagonisti e sulla loro personalità, e come ogni lavoro che si concentri su uno o più interpreti, se questi ultimi o il loro modo di lavorare non piace, è difficile che piaccia anche l’opera che li vede protagonisti. Nonostante ciò, Un Natale stupefacente raduna un cast variegato, in modo da poter trarre il più possibile da ciascuno di loro: dal buon romano Paolo Calabresi, alla confusa Paola Minaccioni fino all’ambigua coppia composta da Francesco Montanari e Riccardo De Filippis. Tutte queste figure hanno un ruolo all’interno del racconto e in qualche modo mandano avanti la narrazione, dettaglio di non poco conto, soprattutto per il tipo di comicità scelto da De Biasi; il regista preferisce far ridere per le situazioni in cui si muovono i personaggi, per il contesto, più che per battute isolate che non troverebbero spazio nella storia, ma anzi finirebbero per frammentarla.

Un-Natale-stupefacente-recensione-lillo-e-greg-cinepanettone

Il risultato è quello di un lungometraggio di transizione. Lo spirito di Lillo e Greg funziona piuttosto bene da solo, probabilmente apparendo ancor più rigenerante dopo tutti questi anni con la solita minestra riscaldata; non si può parlare comunque di una pietanza del tutto nuova, contenendo alcune piccole cadute di stile che hanno fatto la storia di questa saga. In un contesto al limite del surreale che non ha però intenzione di risultare non credibile, la recitazione è essenziale e purtroppo questa non risulta sempre impeccabile; sorvolando su Niccolò, che avendo anche 8 anni è normale che abbia qualche insicurezza, appare chiaro come Lillo e Greg non riescano sempre a calarsi nella scena e nei loro dialoghi come invece riescono a fare con il materiale scritto da loro. E se vogliamo parlare di dialoghi, lasciatemi spendere qualche parola sull’audio del film: come probabilmente saprete, è consuetudine nel cinema italiano, soprattutto in TV, far ridoppiare agli attori alcune sequenze. Si tratta a mio parere di snaturare, in ogni caso, la scena originale, ma è un metodo che posso più o meno accettare se utilizzato con criterio; nel film assistiamo invece a un alternarsi di frasi registrate in presa diretta e altre doppiate successivamente, creando una discordanza terribile. Sbavature di questo tipo danno l’impressione che, nonostante i contenuti siano più apprezzabili, la forma non abbia ancora raggiunto la dignità che dovrebbe avere un film che, nonostante consista in una commedia spensierata, non manca certamente dei mezzi per dedicare maggior cura all’aspetto tecnico.

Un-Natale-stupefacente-recensione-lillo-e-greg-cinepanettone

Considerandolo però come passaggio intermedio, Un Natale Stupefacente è un piccolo passo avanti in questo mondo di cinepanettoni. La storia con i suoi risvolti familiari è godibile, i personaggi fra il surreale e il quotidiano sono tutto sommato simpatici e il taglio notevole di oscenità rispetto al passto è un grosso regalo di Natale. Sfortunatamente, il film non riesce a scrollarsi  via definitivamente quei pesi che hanno affossato lentamente il genere nel tempo, ma non è quel buco nell’acqua che i detrattori di questi film potrebbero aspettarsi, ma anzi risulta complessivamente piacevole. Probabilmente, se dovessimo considerarlo come una pellicola isolata, sarebbe una simpatica commediola e poco più, ma trattandosi di un cinepanettone, potrebbe rappresentare un punto di partenza per ricominciare. Il fatto che il film regga sulle figure, e spesso sulle battute, di Lillo & Greg e il fatto che questa sia la loro terza partecipazioni a titoli natalizi, nasconde però il timore che si stiano semplicemente preparando a generare un nuovo lungo ciclo come i Natale a… che Christian De Sica portò al successo e al successivo tramonto.

Un Natale stupefacente esce nei cinema il 18 dicembre. Diretto da Volfango De Biasi, il film vede protagonisti Lillo & Greg, Ambra Angiolini, Paola Minaccioni, Paolo Calabresi, Niccolò Calvagna, Francesco Montanari e Riccardo De Filippis. La sceneggiatura è scritta dallo stesso regista assieme ad Alessandro Bencivenni, Gabriele Pignotta e Domenico Saverni. Di seguito, la sinossi del film. QUI il trailer completo.

Alla vigilia delle feste natalizie, zio Remo e zio Oscar (rispettivamente Lillo e Greg) sono improvvisamente costretti a prendersi cura del nipotino di otto anni, i cui genitori sono stati erroneamente arrestati per coltivazione di sostanze stupefacenti. I due zii, però, sono molto diversi tra loro e i meno adatti a svolgere tale compito. Greg, single rockettaro, cercherà l’aiuto di Genny (Ambra Angiolini); Lillo, appena lasciato dalla moglie (Paola Minaccioni), è geloso del nuovo compagno di lei, un coatto tatuatore (Paolo Calabresi), così approfitterà della situazione per riconquistarla. A complicare le cose, poi, ci saranno le visite a sorpresa di due zelanti e alquanto bizzarri assistenti sociali (Francesco Montanari e Riccardo De Filippis) per verificare l’idoneità dei due zii.

#BESOCIAL