In uscita nelle sale italiane mercoledì 18 luglio troviamo la commedia demenziale con protagonista il collaudatissimo Adam Sandler, That’s My Boy, che in italiano è stato tradotto nell’insignificante “Indovina perchè ti odio“.  Quando era ancora minorenne Donny (Adam Sandler) ha avuto una relazione con una delle sue professoresse, con un risultato tragico: lei è finita in carcere per 30 anni e il frutto di quell’unico rapporto è cresciuto praticamente senza genitori da quando è diventato maggiorenne. Donny però è in grosse difficoltà economiche, con debiti e cambiali in scadenza e pensa bene di rintracciare il figlio che non vede da anni e di stabilirsi a casa sua proprio a pochi giorni dal suo matrimonio.

Todd (Andy Samberg) però ha fatto credere alla ricca famiglia della fidanzata di essere orfano e l’arrivo del pessimo genitore scatenerà una serie di situazioni rocambolesche che renderà la vita impossibile ai due futuri sposini; anche perchè Donny si trova costretto ad affrontare le conseguenze della sua incapacità di essere stato un buon padre e cercherà di rimediare, commettendo errori su errori.  Fino a quando Donny non incontrerà l’anima gemella nella attempata ma  sexy professoressa Mary McGarricle (Susan Sarandon). Ormai Adam Sandler è produttore di quasi tutti i film in cui è protagonista e questa volta ha scelto come regista il  quasi esordiente Sean Anders e, nonostante sia sempre molto criticato per i suoi film usa e getta, l’attore segue sempre da vicino ogni fase del film dai costumi alla sceneggiatura, lasciando però ai vari  professionisti da lui assunti, tutta la libertà di cui hanno bisogno. C’è stato un periodo durato purtroppo pochi anni in cui Sandler ha provato a cimentarsi in ruoli che non fossero demenziali e proponendo anche buone caratteristiche drammatiche in film come Spanglish, Reign Over Me, Funny People e Ubriaco D’Amore, ma il successo al botteghino non c’è stato e così è tornato a rintanarsi nelle commedie ridanciane che funzionano così bene sul mercato statunitense. Peccato perchè l’attore aveva dimostrato di non essere solo un attore da “cinepanettoni”, dimostrando discrete capacità recitative.

Nell’ultimo periodo però i film di Adam Sandler sono diventati troppo ripetitivi, troppo demenziali e addirittura superficiali: se il penultimo lavoro, Jack and Jill, era praticamente inguardabile, anche questo Indovina perchè ti odio ne ricalca perfettamente il clichè, con battute volgari al limite dell’osceno, situazioni molto boccaccesche ed inverosimili ed un finale altamente banale. Nessuno dei personaggi è caratterizzato almeno quel minimo per renderlo definito e questo rende anche impossibile un giudizio sulla recitazione dei personaggi, compreso il protagonista. La vena creativa di questo artista sembra ormai solo un ricordo e anche negli Stati Uniti, dove i film di Sandler sono sempre andati fortissimo, il pubblico sta cominciando a stancarsi e a disertare le sale dove vengono proiettati i suoi film.  Infatti gli ultimi 2 lavori Jack and Jill e That’s My Boy non hanno incassato come i film precedenti e se l’attore vuole davvero continuare su questa strada dovrà sicuramente escogitare qualcosa di nuovo o magari tornare alla struttura funzionale ed intelligente dei film che l’hanno reso famoso, che erano sempre piacevoli, divertenti e freschi.

Nel film fanno da contorno le recitazioni di cantanti di lusso come Vanilla Ice, icona della musica rap degli anni Novanta, per la prima volta impegnato in un ruolo che non sia un semplice cameo, che interpreta il fratello di Donny, chiamato per aiutarlo a riallacciare i rapporti con il figlio e Ciara, al suo esordio cinematografico dove interpreta la parte di Brie, una spogliarellista che lavora nel locale preferito di Donny e che sarà la spalla su cui piangere e contare quando gli capiteranno delle disgrazie.  Insomma un film che possiamo benissimo dimenticarci di andare a vedere a meno che non siamo amanti delle commedie troppo volgari o del protagonista.

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