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star-trek-into-darkness-recensione-filmDal neo genio, registicamente parlando, hollywoodiano J.J. Abrams dal 12 giugno 2013 nei cinema nostrani, a distanza di quattro anni dalla resurrezione dell’Enterprise: Star Trek: Into Darkness.

Questa volta, come lo stesso Abrams ci rammenda, sarà un capitolo ricco d’azione, infatti messi da parte gli ampi argomenti filosofici per giungere a manovre a dir poco sconsiderevoli, il regista infatti fa virare vorticosamente l’Enterprise per giungere a momenti d’apice rafforzati dalla neo tecnologia in Imax e poi convertita in 3D in postproduzione.

Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all’interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all’uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa. Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

 


Un inizio folgorante, per una fortunata storia di reboot iniziata nel 2009, ma nonostante tutto  J.J. Abrams si riconferma un’ottimo papà per l’ardua pellicola che vede mescolarsi in un misto d’azione ma con una punta di romanticismo; come spesso però accade il merito non è del singolo, bensì del team produzione, per una sceneggiatura scritta a due mani da Alex Kurtzman e Roberto Orci, aiutati in questa missione dall’eccezionale Damon Lindelof.

12a4d_star-trek-movie[1]Ma ben si sa, che se un film va bene è soprattutto grazie agli attori, il cast, o meglio l’equipaggio de l’Enterprise, unito grazie a valori quali l’amicizia e magari anche l’amore, ma nettamente diviso dalle regole. Le stesse regole che Spock (da un ottimo Zachary Quinto) non tradirebbe mai, l’onore prima di tutto. L’opposto viene da Kirk che delle regole se ne infischia. Gli opposti s’incontrano, o per meglio dire si scontrano e finiscono proprio per amarsi (proprio tra le scene più importanti che J.J. Abrams ci regala c’è un classico dei melodrammi, nel punto più cruciale del film infatti li vediamo cercare l’uno le mani dell’altro, un contatto attraverso un vetro).

Ma la parte migliore dei personaggi principali talvolta deriva proprio dal Villain John Harrison interpretato da Benedict Cumberbatch. Volto ormai noto, per aver interpretato nella serie tv Sherlock anche questa volta un super cattivo quanto intelligente, folle, dotato di forza bruta e di mente calcolatrice, completamente devoto alla sua causa di distruzione. La fisicità di Cumberbatch si sposa alla perfezione con la brutalità del personaggio, soprattutto nelle violente scene di combattimento corpo a corpo: seppure Harrison è stato “raffinato” rispetto alla versione originale del suo personaggio, il buon Ben ne offre una interpretazione notevole.

Star Trek Into Darkness infine è un film altamente consigliato, una nuova esperienza esploravita a livello sensoriale, coinvolgente ed emozionante. Doppiaggio diretto egregiamente, anche se in lingua originale, certo l’esperienza è tutt’altra.

Fonte: Cinefilos

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