Pitch Perfect 2 recensione

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Sulla carta Pitch Perfect 2 è come Glee, Step Up, Save the Last Dance o, andando più indietro con la memoria, Sister Act 2. Abbiamo un gruppo di cantanti a cappella, le Barden Bellas, che sognano di sfondare nel mondo della musica e che hanno caratteri diversi ma che alla fine, dopo molte peripezie, otterranno la vittoria nei campionati di canto corale e capiranno il senso dell’amicizia e dell’essere se stesse. Cosa rende questo film, compreso il primo Pitch Perfect (in Italia arrivato col titolo Voices) diverso dalla solita commedia adolescenziale sulla musica? In Pitch Perfect 2 è presente una comicità diversa grazie a personaggi che sono assolutamente esagerati, fuori dagli schemi, unici e che al contempo permettono allo spettatore di identificarsi e provare subito simpatia. Questa comicità è tipica di programmi televisivi come Scrubs più che di lungometraggi: è resa benissimo tuttavia nel film grazie probabilmente alla regista e produttrice Elizabeth Banks, già star della serie tv che narrava le vicende di J.D., Elliott e gli altri.

I personaggi tutti hanno idiosincrasie e particolarità che aiutano a rendere l’insieme variegato, a volte eccessivo, ma senza dubbio vincente: c’è il capo delle Bellas, Beca interpretata da Anna Kendrick, la ragazza alternativa, diversa dalle altre protagoniste della commedia musicale poiché oltre al talento e alla bellezza è dotata di ambizione, del sogno di produrre musica più che vivere su un palco e, sebbene fidanzata, non pone l’amore come ultimo obbiettivo della sua esistenza. L’amore ha poco spazio in questo film: sono infatti la musica, il divertimento e l’armonia di un gruppo composto da membri diversi ad avere un ruolo centrale. Ester Dean interpreta poi Cynthia-Rose Adams, la ragazza lesbica del gruppo, la cui sessualità non è assolutamente un problema per le altre Barden Bellas. Le battute sull’orientamento sessuale delle altre protagoniste ovviamente emergono continuamente: il college, si sa, è teatro di esperienze fuori dai soliti canoni.

Pitch Perfect 2 recensione
Brittany Snow, Rebel Wilson e Anna Kendrick

Le altre Bellas (Brittany Snow, Chloe, la veterana che ci crede nel sogno della musica più delle altre, Alexis Knapp, Stacie, la ragazza sessualmente disinibita e Hana Mae Lee, ossia Lilly, l’asiatica un po’ stramba) sono tutte caratterialmente diverse, delle sfigate forse, che tuttavia non si vergognano di mostrare se stesse, ciò che provano e tantomeno ciò di cui sono capaci. L’ultimo personaggio su cui focalizziamo l’attenzione è quello interpretato da Rebel Wilson: Ciccia Amy. La protagonista del film è senza dubbio la Kendrick, ma non esiste scena in cui non si aspetti il commento o la risposta di Amy. È un personaggio al limite, il fulcro delle scene ilari, che con la sua stranezza ed eccessività non rispetta assolutamente i canoni della bionda cantante: è sovrappeso ed assolutamente incapace di trattenere i pensieri. Ma come dice nel film, ciò che la motiva sono la sincerità e la sicurezza in se stessa: sicurezza che, in una scena del film, spiega come sia originata dalle sue ghiandole sudoripare che con lo sfregamento possono trasmettere fiducia in se stessi anche ad altri. La riserva di sicurezza Ciccia Amy la conserva nel suo didietro se vi interessa. Eccessiva, senza freni, sovrappeso, talentuosa, spirito libero, sincera: è senza dubbio il personaggio della Wilson a fungere da cardine nel film e quello che verrà ricordato dagli spettatori.

Il cast principale è chiaramente femminile (si aggiunge la new entry delle Bellas, Hailee Steinfeld nella parte della giovane Emily Junk) e in ciò troviamo un altro punto di forza del film: non c’è femminismo, voglia di emancipazione o di rivalsa, non è un film impegnato che solleva la problematica della discriminazione sessuale. Però da un’immagine della donna che convince: le donne possono differenziarsi per l’aspetto (Ciccia Amy è grassa e non se ne vergogna), per la sessualità (Stacie è molto disponibile al sesso, Cynthia-Rose è omosessuale e Chloe ambigua nel rapporto con Beca in alcune gag) e per le ambizioni lavorative (Beca vuole essere produttrice mentre Chloe sarà spogliarellista o insegnante di musica per bambini in difficoltà, sceglierà in base allo stipendio) senza smettere di essere femminili. Non esiste una sola e unica immagine di donna.

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Mitica Ciccia Amy!

Le musiche e i mash-up nel film sono ancora grandiosi come nel film precedente tuttavia in questo notiamo l’avvento di canzoni originali, scritte appositamente per il film, rese però interessanti dalle strabilianti coreografie: vedrete l’ultima canzone della Barden Bellas e poi mi darete ragione!

L’unica pecca forse del film è la poca originalità nella trama rispetto al film precedente: come nel primo le Bellas si ritrovano per un incidente sul palco a doversi mettere alla prova e a cercare di superare i propri limiti sfidando un altro coro composto da personaggi tutt’altro che simpatici. I personaggi sono maturati dal primo film (sono passati ben tre anni) e c’è chi cerca il proprio posto nel mondo o decide che è ora di mettere la testa a posto, tuttavia la base da cui partono le vicende è molto simile. Le situazioni e i problemi saranno poi diversi rispetto al precedente e vi assicuro che Ciccia Amy sarà originale, sempre una donna forte e sicura di sé e delle sue assurde convinzioni.

Si parla di un sequel per questo film e l’unico membro del cast sicuro di ritornare è proprio Rebel Wilson: non so se sia opportuno dedicarsi ad un altro film sulle Bellas ma so che uscito dalla sala in cui ho visto Pitch Perfect 2 continuavo a pensare che vorrei un’amica come Ciccia Amy perché sono sicuro che non mi annoierei. Mai. Pitch Perfect 2 è quindi un film leggero, senza dubbio divertente, con musiche conosciute e che vi ritroverete a canticchiare in sala. Il film uscirà nelle sale il 28 maggio.

Ecco l’ultima esibizione delle Barden Bellas nel primo film: in questo sequel le coreografie e le canzoni sono ancora più stupefacenti!

#BESOCIAL