#BESOCIAL

Per chi ha seguito negli anni la saga di Harry Potter, Percy Jackson sembra quasi uno scherzo della natura, o della volontà di Hollywood di sfruttare un filone d’oro. Le analogie tra la saga di Percy e quella di Harry sono moltissime: tre ragazzi (due maschi e una ragazza) scoprono di essere speciali, in quanto figli degli dei della mitologia greca. Con un approccio molto più easy e più ironico rispetto ad Harry, i tre dovranno combattere di volta in volta contro diversi nemici, e contro dei loro compagni passati al “lato oscuro”.

Anche questi semidei, come i maghetti di Hogwarts, hanno un luogo dove studiare e imparare a controllare i loro poteri, una specie di rifugio nel bosco protetto da una barriera magica. Manco a dirlo, i nemici faranno di tutto per cercare di entrare nel Campo e distruggere la barriera. Come Harry, Percy è un po’ uno sfigatello: non è di sicuro il più forte né il più apprezzato nel campo, preferisce rimanere sullo sfondo mentre a prendersi la gloria sono gli altri suoi compagni. Innamoratissimo di Annabeth, non ha il coraggio di dichiararsi. Gli mancano solo degli occhiali.

Percy-Jackson-e-il-Mare-dei-Mostri

E nell’ultimo capitolo, Il mare dei mostri, udite udite, c’è anche una profezia che riguarda Percy – ma non è proprio sicuro che riguardi lui. Rispetto ad Harry Potter, Percy risulta però una macchietta, un personaggio poco realistico. Se più o meno le prove da affrontare sono le stesse per Harry e per Percy, è tutto il contorno del mondo magico che è carente. Ci sono gli dei e tutti i personaggi del mito, ma sembra quasi di guardare una parodia di ciò che si è studiato a scuola.

Guardando il film in sala, però, si nota come i più giovani impazziscano per questa nuova saga, il che forse è un bene per la conoscenza della mitologia classica. Forse quei ragazzi tanto entusiasti, una volta usciti dalla sala, andranno ad approfondire le storie del mito raccontate da Omero, Ovidio, Virgilio e tanti altri? È quello che speriamo. In ogni caso, l’arrivo di una saga così deludente rispetto ad Harry sembra il segno dei tempi: si cerca solo di far cassa spremendo al massimo un filone, senza inventare nulla di nuovo.

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1 COMMENTO

  1. Posto che la Rowling non ha inventato le profezie, i terzetti eroici, le barriere magiche, i lati socuri, gli adolescenti problematici e tutto quanto menzionato nell’articolo, quest’ultimo denota la totale mancanza di preparazione in tema di romanzi di formazione e di topoi del racconto fantastico, ambiti in cui questi moduli sono sempre presenti e non per questo configurano come copie le opere che se ne avvalgono.
    In realtà Percy Jackson è una serie godibile e intelligente e, anche se non paragonabile a quella di Harry Potter, ha una sua dignità letteraria, oltre che una sua orginalità.

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