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nocturnal-animals-recensioneDopo aver imboccato la via del cinema dirigendo A Single Man, presentato proprio a Venezia sette anni fa e che valse la Coppa Volpi a Colin Firth, Tom Ford torna al Lido con Nocturnal Animals.

Il film procede su due binari paralleli: Susan (Amy Adams) è una borghese dalla cui agiatezza non riesce ormai più a ricavare felicità a causa di una vita privata che cade a pezzi. In questo momento burrascoso della sua vita, in cui tutto le sembra vacuo, la donna riceve un libro intitolato proprio Nocturnal Animals, scritto dall’ex marito e a lei dedicato.

Susan si immerge così nella lettura del testo e scopre una storia di violenza, rimpianti e redenzione. Con un espediente ampiamente sperimentato, si dipana così il secondo racconto, presentatoci così come appare agli occhi di Susan mentre questa lo legge. Tony (Jake Gyllenhaal), la moglie (Isla Fisher) e la figlia adolescente (Ellie Bamber) partono per un viaggio in macchina, ma mentre si trovano lungo una desolata strada del Texas, incrociano il loro cammino con un gruppo di ragazzi locali dalle sinistre intenzioni. La gita di piacere si trasforma presto in un inferno.

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L’abilità di Tom Ford, che ha adattato per l’occasione il romanzo Tony & Susan di Austin Wright, è quella di intrecciare questi due livelli narrativi componendo una singola unità emotiva. Il thriller texano non si distinguerebbe da molti altri titoli già visti se non condividesse questo legame emotivo con la cornice e viceversa.

QUI LA CONFERENZA STAMPA CON IL REGISTA E IL CAST DI NOCTURNAL ANIMALS

La vita di Susan, in fin dei conti costellata di superficialità e rimpianti, si riflette nella tragica vicenda di Tony e nel tentativo da parte dell’uomo di guadagnare, per quanto possibile, la redenzione. A livello visivo, Ford costruisce due realtà in netto contrasto fra loro: quella algida ed emotivamente asettica di Susan, calata in una metropoli affollata e alienante, illustrata attraverso movimenti di macchina fluidi; quella calda e sporca del racconto interno, in cui scorrono sangue, violenza e ingiustizie, rafforzati da una messa in scena e un montaggio più asciutti.

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Forte del suo singolare gusto estetico (sarà difficile uscire dal cinema senza ripensare alla suggestiva sequenza d’apertura in cui i contrasti fra convenzione ed essenza tendono a sparire) e con interpretazioni eccellenti da parte dell’intero cast, compresi gli attori secondari tra cui uno spaventoso Aaron Taylor-Johnson e un ruvido Michael Shannon, Nocturnal Animals permette a Tom Ford di ripetersi dopo la promettente opera prima. Lo stilista riscopertosi regista dipinge un affresco in cui più che mai le scelte della vita hanno conseguenze: ci promettiamo di non cambiare mai, di attenerci ai nostri giovanili idealismi; crescendo tuttavia, la realtà ci riporta giù e, magari non nell’immediato ma certamente nel lungo periodo, la mancanza di fiducia in noi stessi e in chi ci sta attorno ci presenterà un conto salato.

Nocturnal Animals è in concorso a Venezia 73.

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