Lui è tornato – Recensione in anteprima del film evento sul führer dei giorni nostri

Lui è tornato recensioneUna sera come tante altre un uomo si risveglia a terra, stordito e spaesato. Ad uno sguardo più approfondito, tuttavia, si colgono in quell’uomo i tratti distintivi di un individuo difficile da dimenticare anche a distanza di decenni: è Adolf Hitler!

Così comincia Lui è tornato, il film evento dedicato al fürer campione d’incassi nel 2015 in Germania. Tratto dall’omonimo libro di Timur Vermes, la storia racconta il risveglio di Hitler ai giorni nostri, proprio in corrispondenza del bunker da lui utilizzato durante il Terzo Reich. Come reagirebbe il dittatore tedesco di fronte alla società moderna, ai media e alle nuove tecnologie? E poi, come reagirebbero i cittadini? Il film prova a dare una risposta a queste domande senza giustificare né l’uno né l’altro. Parte del film è rappresentato da video girati di nascosto, con Oliver Masucci nei panni di Hitler impegnato a passeggiare tra la gente come se niente fosse. Molti si fermano a chiacchierare con lui, vogliono scattare delle foto, scambiano opinioni in merito ai temi più attuali (immigrazione, apatia politica, tasso di natalità, disoccupazione…), trattandolo spesso come una rock star. Questi video fanno da collante alle due storie parallele che si sviluppano nel film: quella di Adolf Hitler, improvvisamente catapultato negli anni Duemila, e quella di Fabian Sawatzki, un aspirante giornalista che vede in lui l’unico modo per essere riassunto dall’emittente My Tv. All’interno della stessa emittente, poi, non mancano gli spunti: rivalità, fame di successo, il potere dell’auditel.

Oliver Masucci e Fabian Busch in una scena del film

L’incontro tra Hitler e Sawatzki è casuale: quest’ultimo è stato appena licenziato e la somiglianza di quell’uomo al vero Hitler (Sawatzki non sospetta certo che si tratti dell’originale!) gli sembrano l’occasione giusta per riscattarsi. Inizia così il loro viaggio in giro per la Germania, i cui video vengono caricati su YouTube e raccolgono più di un milione di visualizzazioni in pochissimo tempo. A metà tra star del web e Cancelliere, Hitler raggiunge ben presto anche il pubblico televisivo. Allo show in tv seguono molte ospitate nei vari talk show nazionali, un libro che si rivela un best seller e ovviamente un film. La conquista di Hitler ricalca ciò che il führer era stato capace di fare il secolo scorso, sebbene gli scenari siano decisamente più pacifici.

Il clima dell’intera pellicola trasuda buona satira. I modi burberi e duri di Hitler attecchiscono perché sanno fare leva su alcuni bisogni latenti dell’individuo moderno. Masucci, poi, è perfettamente calato nella parte: i tratti del viso, le movenze, la risata e persino il rapporto con la pittura e i cani. Il film-documentario ha nella qualità il suo maggior pregio. Un unico appunto per la lentezza di alcuni passaggi, che appesantiscono un po’ il risultato finale. La conclusione, tuttavia, è un egregio riscatto: se da una parte si riesce a bagnare di realismo una trama basata su un’improbabile risurrezione, dall’altra si riesce a restituire uno specchio veritiero del cittadino moderno. La lezione data dal Nazismo è stata davvero appresa? La società ha imparato dai propri errori e oggi saprebbe come confrontarsi con un nuovo führer? Lui è tornato fornisce una sentenza senza dubbio plausibile.

Il film passa per le sale italiane solamente per tre giorni, il 26-27-28 aprile 2016 grazie a Nexo Digital. Ecco il trailer ufficiale e una gallery che mostra alcune scene del film:

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