irrational-man-recensione

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Avvicinarsi ad un film di Woody Allen significa quasi sempre immergersi in una storia popolata da personaggi particolari, con un vissuto intenso e molte cose da dire. Irrational Man non costituisce un’eccezione. La coppia di protagonisti è infatti formata da Jill (Emma Stone), una studentessa motivata e curiosa di buona famiglia ma desiderosa di andare a fondo anche nelle questioni apparentemente più semplici, e dal suo nuovo professore di filosofia (interpretato da Joaquin Phoenix). Con una pessima reputazione e un’evidente dipendenza dall’alcol, il professor Abe Lucas è apprezzato dai colleghi (tra cui l’affascinante Rita, interpretata da Parker Posey) solamente per le sue idee innovative e alcune pubblicazioni fatte durante la carriera accademica. Eppure a renderlo davvero speciale sono le sue esperienze personali: ha viaggiato molto, ha vissuto alcune catastrofi naturali, ha perso un amico in guerra. Nel suo piccolo ha cercato di dare una mano ma, sopraffatto dagli eventi, ha abbandonato ogni speranza e crede che qualsiasi azione sia inutile. La sua filosofia è molto teorica ma poi, nei fatti, non prova alcuna gioia per la vita.

Tra Jill ed Abe nasce subito una bella amicizia: i due si ritrovano a chiacchierare per ore, causando la gelosia del fidanzato Roy (Jamie Blackley). L’apatia e la disillusione di Abe contrastano con le speranze e l’ardore giovanile di Jill, eppure i due sembrano capirsi alla perfezione nonostante le differenze. La ragazza arriva ad accusare Abe di “barcollare nella disperazione”, descrivendo alla perfezione il suo stato d’animo. È un evento casuale e inaspettato a rompere lo status quo delle cose, ovvero una conversazione ascoltata accidentalmente in un bar. Una donna racconta ad alcuni amici un’ingiustizia causata dall’arroganza di un giudice corrotto. Ma se quell’uomo morisse? A questa domanda il professore si sveglia dal suo torpore, ricomincia a vivere, a pensare, ad amare.

Irrational Man, recensione in anteprima del nuovo film di Woody Allen

Nelle battute iniziali del film, Abe cita Kant: “l’uomo si fa delle domande a cui però la mente non ha risposte. Perché allora se le fa?” Dove la filosofia non arriva, sarà la “razionalità” a porre rimedio. Ma le idee di Abe sono davvero così razionali come crede? Il suo nuovo scopo nella vita è molto più pratico di quello a cui si è dedicato fino a quel momento e ciò lo fa sentire vivo per la prima volta. Dove cominciano le sue risposte inizia anche la sua evoluzione di uomo. Un’evoluzione in cui lo spettatore si immedesima, pur consapevole del fatto che in realtà, di razionale, ci sia veramente poco.

Il sarcasmo e i ritmi serrati del primo Woody Allen sono ben lontani, eppure è proprio questo a rendere Irrational Man un film adatto a tutti. Di certo non ci si annoia né ci si lasciano sfuggire le riflessioni del regista in merito alla sua cruda visione del mondo. Da apprezzare i paesaggi nei quali si immergono i personaggi: immensi giardini, scogliere a picco sul mare e persino un ristorante che sembra uscito direttamente da Midnight in Paris. Ogni scelta appare coerente con le altre e contribuisce alla creazione di un prodotto gradevole e al tempo stesso fuori dagli schemi. Phoenix e Stone risultano perfettamente nella parte, merito anche di ruoli che non si allontanano affatto dall’immagine che i due danno di sé anche fuori dal set.

Irrational Man (QUI il trailer italiano) arriverà nelle nostre sale il 16 dicembre.

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