torino film festival 2019

Giunti alla terza giornata del Torino Film Festival si conclude anche l’esperienza 2019 di Mister Movie, che si preparerà in queste ore a salutare la Mole, carichi per l’anno prossimo.

Torino Film Festival: i film da vedere

Un programma più che ricco quello odierno, che vi lascio visionare qui di seguito al link, pronto per tutte le restanti giornate. Ormai inoltrata ieri sera la fase Horror, i film da vedere sono davvero tantissimi.

Cominciamo da DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA che sarà proiettato al cinema Massimo alle 19:15. Petrunija assiste, come tutti, alla cerimonia in cui il pope getta una croce di legno nel fiume e i maschi si tuffano per recuperarla garantendosi un anno di fortuna e prosperità. Quando decide di lanciarsi nelle gelide acque riemergendo con la croce tra le mani, non sa ancora che sta iniziando una lotta per sovvertire le convenzioni della società patriarcale in cui vive. Una protagonista travolgente per una commedia al femminile straordinariamente contemporanea che riflette sulla forza e la possibilità del gesto simbolico.

Per una piacevole serata, alle 20:00 al cinema Reposi troviamo BLOOD QUANTUM. I salmoni appena pescati ricominciano a guizzare; un cane soppresso dal padrone torna ad abbaiare. E le persone morte si alzano e camminano. Aggressive. Zombie. Gli unici immuni sono i Mi’kmaq, abitanti di una riserva indiana canadese, immersi nei loro problemi quotidiani. Finché i “bianchi” in fuga non cominciano a premere sui loro confini e i non morti arrivano a frotte. Jeff Barnaby (nato in una riserva Mi’kmaq del Quebec) rilegge l’Apocalisse zombie dall’ottica del suo popolo e dà nuova linfa al tema.

Finiamo con BEATS, al cinema Massimo ore 22:10, la proiezione sarà preceduta dalla consegna del Premio Hamilton a Brian Welsh. La musica è il propellente, la benzina distillata per questo travolgente coming-of-age. Da uno spettacolo teatrale, ma non è cinema teatrale. Scozia 1994, due giovani amici per la pelle, quasi “fratelli”, sperano di riscattare le loro noiose esistenze grazie alla rave revolution. In un bel bianco e nero, un film sulle trasformazioni, accelerate e vorticose, del costume e delle abitudini musicali. Un film politico e non nostalgico. Contro il laburista Tony Blair e il partito conservatore. Colpiti e affondati dai battiti.

#BESOCIAL