L’estate è oramai alle porte, la febbrile stagione cinematografica è come sempre pronta a prendersi una pausa in vista delle vacanze, e agli spettatori non resta che rispolverare e rivedere qualche pellicola del passato, entrata a pieno diritto tra i capolavori della settima arte. Il quesito allora sorge spontaneo, e cioè, secondo voi quale genere filmico può appassionare come nessun altro qualsiasi cinefilo degno di questo nome? Beh, la risposta è più che ovvia, l’horror vince su tutti, complice il caldo soffocante, che vi induce a mitigarlo con una bibita rinfrescante da assaporare davanti alla tv, proprio mentre magari state guardando una scena che paralizza i vostri nervi, la voglia di provare emozioni forti a tarda notte, e diciamola tutta, il vostro irrefrenabile gusto per le storie di paura, capaci di tenervi svegli meglio della marca di caffè più pregiata.

Allora, siete pronti a scoprire quali sono i dieci film horror più inquietanti di tutti i tempi? Premesso che è una classifica soggettiva e non esaustiva, in quanto ognuno di noi ha in mente innumerevoli titoli differenti, è comunque interessante valutarli con attenzione, dal momento che alcuni di questi sono considerati delle vere e proprie “perle” del cinema tenebroso, soprattutto sotto l’aspetto psicologico, quindi in grado con la sola potenza delle immagini e dei comportamenti devianti dei personaggi, di turbare profondamente l’animo umano. Partendo dalla decima posizione, mi sembrava azzeccato inserire “La Maschera di Cera” del regista catalano Jaume Collet-Serra, lungometraggio del 2005 con la partecipazione tra gli altri di Chad Michael Murray (One Tree Hill) e Jared Padalecki (Supernatural), remake del proverbiale film omonimo con il grande attore inglese Vincent Price del 1953. La vicenda è incentrata su un gruppo di ragazzi che partono per andare a vedere una partita di football, e che poi per ironia della sorte, finiscono nella desolata cittadina di Ambrose, dove spicca uno splendido quanto terrificante museo delle cere, a sua volta attorniato dallo spettrale silenzio di case e negozi, preludio funesto a tutto quello che presto succederà alla giovane comitiva, prigioniera di due fratelli gemelli assassini, uno completamente folle ma dall’aspetto affabile, l’altro orribilmente sfigurato ma dal geniale quanto discutibile talento artistico. Sangue e cera scorreranno a fiumi sino al meraviglioso finale, duello infuocato tra il bene e il male.

In settima posizione invece, ecco comparire il truculento e decisamente disturbante “The Texas Chainsaw Massacre” o più comunemente conosciuto come “Non aprite quella porta”, datato 1974, del regista Tobe Hooper. Qui, l’inquietudine e la pazzia allo stato puro, risiedono nelle assurde abitudini culinarie della famiglia Sawyer, all’interno della quale si distingue per la sua ferocia e insensata voglia di uccidere, un uomo soprannominato “Leatherface”, interpretato dall’attore Gunnar Hansen, personaggio horror divenuto famoso per essersi cucito sul viso una maschera di pelle umana, per indossare un grembiule da macellaio, e per terrorizzare con la sua motosega non solo i cinque giovani che gli capiteranno a tiro, e con i quali si trastullerà, ma anche tutti coloro che lo conobbero per la prima volta sul grande e piccolo schermo, e che rimasero sconvolti dalla sua totale assenza di pietà per le vite che barbaramente toglieva. In onore di questo film, nel 2003, per mano di Marcus Nispel, venne girato un buon remake con Jessica Biel.

Proseguendo la scalata in classifica, è la volta della celebre pellicola “Carrie – Lo sguardo di Satana” (1976) di Brian De Palma. La storia, basata sul romanzo del grande scrittore americano Stephen King, è quella della timida ed ingenua adolescente Carrie White, incarnata dalla bravissima Sissy Spacek, alle prese con i tipici problemi sentimentali, sociali e comportamentali della sua età. Dopo un’esistenza da reclusa in casa, causa una madre morbosamente religiosa e bigotta, alla ragazza viene offerta un’opportunità di riscatto, partecipando al ballo del liceo. In questa occasione però, la malvagità delle compagne di scuola, di una in particolare, desiderosa di metterla in ridicolo di fronte a tutti gli studenti e ai professori, scatenerà la sua furia distruttiva, in quanto Carrie scoprirà di avere poteri paranormali incontrollabili, con i quali si vendicherà dei soprusi subìti.

Infine, eccoci giunti sul podio, decretando come vincitore della medaglia di bronzo il kubrickiano “Shining” (1980), con Jack Nicholson, Shelley Duvall e il piccolo Danny Lloyd, che nel film interpreta Danny Torrance, il bambino con il dono della “luccicanza”, cioè dotato di percezioni extrasensoriali, che si riveleranno molto utili dentro l’agghiacciante Overlook Hotel, dove suo padre Jack ha deciso di stabilirsi sia per scrivere il suo nuovo libro, sia per svolgervi le sue mansioni di custode. L’albergo però nasconde una vicenda orribile, una tragica mattanza che finirà per far perdere completamente il senno al personaggio di Nicholson, mettendo in pericolo di vita la moglie Wendy e lo stesso Danny. Un ottimo horror psicologico consegnato alla gloriosa storia del cinema, che lascia poi il campo al film “The Omen – Il presagio” (1976) di Richard Donner, vincitore della medaglia d’argento, e a “L’esorcista” (1973) di William Friedkin, trionfatore della top ten.

Qui sotto eccovi la classifica completa, accompagnata dalle memorabili sequenze di alcune di queste pellicole:

1) L’esorcista (William Friedkin, 1973)

2) The Omen – Il presagio (Richard Donner, 1976)

3) Shining (Stanley Kubrick, 1980)

4) Suspiria (Dario Argento, 1977)

5) Carrie – Lo sguardo di Satana (Brian De Palma, 1976)

6) Misery non deve morire (Rob Reiner, 1990)

7) The Texas Chainsaw Massacre – Non aprite quella porta (Tobe Hooper, 1974)

8) Le colline hanno gli occhi (Wes Craven, 1977)

9) The Ring (Gore Verbinski, 2002)

10) House of Wax – La maschera di cera (Jaume Collet-Serra, 2005)

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