Tomas Milian al Festival di Roma: “Sarò ancora er Monnezza”

PRESENTAZIONE MINISERIE TV  "C'ERA LA MALAVITA" Presente al Festival di Roma per ritirare il prestigioso premio alla carriera Marc’Aurelio Acting Award, Tomas Milian, dall’alto della saggezza dei suoi 81 anni,  si è presentato all’incontro con la stampa con tanta voglia di raccontare e raccontarsi, ripercorrendo le tappe della propria vita privata e professionale.

L’attore cubano, naturalizzato statunitense e ormai cittadino italiano dal 1969, ha raggiunto il successo nel nostro Paese alternando due ruoli contrapposti: quello di  Nico Giraldi, ispettore di polizia dai modi poco garbati e con una storia alle spalle negli ambienti malavitosi e quello, forse ancor più noto, di Sergio Marazzi detto er Monnezza, un ladruncolo romano con una particolare avversione per la violenza.

Pur avendo impersonificato personaggi che spesso ci hanno fatto ridere, la sua vita non è sempre stata facile; nonostante la provenienza da un ambiente alto borghese, Tomas è stato un ragazzo ribelle ed infelice e la sua prima giovinezza è stata caratterizzata dagli scontri col padre,  generale cubano arrestato dopo il colpo di Stato di Fulgencio Batista, e dal successivo suicidio dell’uomo davanti ai suoi occhi.

Questo evento, che Tomas ha ammesso (quasi vergognandosene) di aver vissuto più come una liberazione che come una tragedia, porterà il giovane a trasferirsi in America, inaugurando la sua carriera con l’ingresso all’Actor Studio di New York.

Ma è in Italia, ed in particolare a Roma,  che l’attore ha trovato e ancora trova la sua dimensione ideale: definendo la Capitale “la città che mi ha restituito tutto quello che gli ho dato“, Milian ha dichiarato, commuovendosi,  che il calore e l’accoglienza che questa città continua a mostrargli lo ha ispirato a pensare ad un nuovo film sul Monnezza. In questo successivo capitolo, però, a interpretare le vesti del giovane bandito sarebbe il figlioccio Mathias, mentre lui rivestirebbe il ruolo del padre.

Una grande dimostrazione di affetto e fedeltà verso il nostro Paese, quindi, da parte di uno dei pilastri della nostra cinematografia che, andando contro corrente rispetto alle tendenze attuali, ha preferito noi alla tanto bramata America; a questo proposito, l’attore ha concluso, mostrando tutta la sua ironia ed umiltà: “d’altra parte a Miami, dove vivo, quando dico che sono un attore mi prendono per matto”.

Ancora nessuna conferma per quanto riguarda l’inizio delle riprese del nuovo film, ma solo una certezza assoluta obbligatoria per l’attore: girare la pellicola nella sua Roma.

Articolo di Virginia Campione

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