Shadow of The Colossus : il film in anteprima

Josh Trank parla di Shadows of the Colossus

Che si sia favorevoli o contrari, l’industria del cinema, in special modo negli ultimi anni, ha cercato di suggere nuova linfa vitale da adattamenti cinematografici di libri, fumetti e, ovviamente, videogiochi. Nell’era del digitale e del 3D non c’è da stupirsi se molti lungometraggi fanno un uso massiccio del blue screen e di altre diavolerie moderne per girare blockbusters visivamente efficaci ma spesso, purtroppo, poveri di contenuti.

Nella lunga lista di videogame-film, chiamiamoli così, dobbiamo ricordare certamente i due “Mortal Kombat”, uno del ’95 e uno del ’97 (un terzo è attualmente in lavorazione) e “DOA – Dead or Alive” del 2006 ma anche produzioni più serie come “Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo”, “Silent Hill” (2006), l’interminabile serie dedicata a “Resident Evil” (diciamolo, degli ultimi tre se ne poteva anche fare a meno…) e l’attesissimo “Assassin’s Creed”.

A questa lunga lista si aggiungerà presto l’adattamento cinematografico di un altro videogioco, “Shadow of the Colossus”.

Shadow of the Colossus : il film

A dirigere la pellicola sarà l’emergente Josh Trank che dopo aver fatto il botto con “Chronicle” (2011), è il regista da tenere d’occhio. A lui è stato affidato il reboot FOX dei Fantastici Quattro e anche il film Sony dedicato al linguacciuto villain Venom.

“Shadow of the Colossus” (2006) è ambientato in un mondo arido e desolato, dalla fauna impoverita e parla di un giovane di nome Wander che, in sella al suo fedele destriero Argo, parte per riuscire a salvare una principessa di nome Mono. Fin qui niente di nuovo se non il fatto che la fanciulla in questione è già spirata e l’obbiettivo del giovane è quello di riportarla in vita. L’unico modo per ricondurre l’anima smarrita di Mono fino al suo corpo mortale è uccidere i 16 Colossi che rappresentano le incarnazione degli idoli presenti nel Sacrario del Culto, dove Wander ha portato l’amata.

La storia è certamente affascinante e conduce ad un finale inaspettato. Sarà interessante vedere la trasposizione cinematografica di un videogioco dalle atmosfere tanto mistiche e, come valore aggiunto, c’è da dire che Josh Trank non solo è un giovane regista promettente ma anche un grande fan del videogioco in questione e del suo predecessore, “ICO”, come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista rilasciata ad Edge-Online:

Non posso parlarne [del film], ma posso dire una cosa: ho preso ‘ICO’ appena è uscito e ho amato molto quel gioco. Quando ho letto che [il Team ICO] ne stava creando uno nuovo sapevo che avrei amato anche quello. Un paio di anni dopo, ricordo di aver letto sulla rivista Variety che era stato opzionato [per farne un film]. Avrò avuto 22 anni o giù di lì e mi sono detto ‘Oh mio Dio, se qualcuno lo farà, dovrò in qualche modo essere coinvolto e assicurami che venga fatto nel modo giusto’. […]

Per quanto riguarda l’influenza che lo stile narrativo dei videogames sta avendo sui film di Hollywood, ecco cosa ne pensa il regista:

Penso che ci sia una certa aridità creativa ad Hollywood in questo momento, perché molti dei giovani che vogliono entrarci e diventare futuri grandi registi sono tutti nell’industria dei videogiochi. Penso che se l’industria dei videogiochi fosse stata ciò che è adesso negli anni ’80, molti dei grandi registi della Amblin [Entertainment] e di gente dell’ambiente avrebbero avuto a che fare anch’essi con i giochi.

Il vero problema quando si parla di film ispirati a questo tipo di media è l’impostazione narrativa. Molti prodotti destinati alle piattaforme videoludiche sono visivamente d’impatto e coinvolgono i giocatori con battaglie mozzafiato e intriganti fasi platform ma spesso si basano su trame povere. Per un film vale il discorso opposto, non bastano gli affetti speciali.

“Shadow of the Colossus” non ha una trama articolata e questo potrebbe essere un bene e un male. Un bene perché lascia ampio spazio creativo agli sceneggiatori per ampliare la storia, articolarla e via dicendo, un male perché si potrebbe cadere nella trappola del ‘bello da vedere e… basta’ ovvero affidare il successo della pellicola a scenari digitali mozzafiato e a lunghe battaglie senza approfondirne i contenuti.

Speriamo che il motto del gioco induca Josh Trank a non scendere a compromessi.

“Some Mountains are scaled, others are slain”  

(“Alcune montagne vanno scalate, altre vanno uccise”)