L’attesa è finita per i fan di una delle coppie comiche più amate del cinema d’azione: Rush Hour 4 si farà. Dopo anni di speculazioni e ostacoli legali e produttivi, il sequel che vedrà il ritorno di Jackie Chan e Chris Tucker è ora in fase di sviluppo attivo. Ma dietro questa resurrezione c’è un intreccio di politica e affari hollywoodiani decisamente inaspettato.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il via libera è arrivato grazie a un intervento esterno di alto profilo: l’ex presidente Donald Trump, il cui ruolo è stato fondamentale nel convincere Paramount a spingere per la realizzazione del progetto.
Il Complesso Accordo di Distribuzione che Rende Possibile Rush Hour 4
La produzione di un quarto capitolo di Rush Hour presenta una curiosità legale non indifferente: i diritti del franchise non appartengono a Paramount. Tutte le pellicole precedenti sono state distribuite da New Line Cinema, sussidiaria di Warner Bros. Discovery (WBD).
Inizialmente, l’ipotesi era che Paramount avrebbe ottenuto i diritti solo se avesse vinto la gara per l’acquisizione di WBD. Tuttavia, un aggiornamento recente ha confermato che Rush Hour 4 è in lavorazione presso Paramount a prescindere dall’esito della vendita.
Questo è stato reso possibile grazie a un accordo di distribuzione stipulato tra Paramount e Warner Bros.: la casa produttrice originale riceverà una “commissione di distribuzione a doppia cifra percentuale” per consentire a Paramount di realizzare il film. La produzione è già in moto, con Tarak Ben Ammar che si sta occupando di assicurare i finanziamenti necessari per dare il via alle riprese.
Le Controversie: Il Ruolo di Trump e il Ritorno di Brett Ratner
Dietro la decisione di Paramount di procedere con l’operazione c’è stata l’insistenza di Donald Trump a nome del regista storico del franchise, Brett Ratner. Ratner, che ha diretto i primi tre film, era considerato il maggiore ostacolo alla realizzazione del sequel.
Nel 2017, infatti, in pieno movimento Me Too, Ratner era stato accusato di violenza sessuale da diverse donne, portando Warner Bros. a interrompere immediatamente ogni collaborazione. Da quel momento, un Rush Hour 4 con Ratner era diventato un “nonstarter” per gli studio.
L’approvazione politica di Trump nei confronti di Ratner, che aveva recentemente diretto il documentario Melania (in uscita a gennaio 2026), sembra aver influenzato la decisione di Paramount. L’intervento dell’ex presidente perorando la causa di Ratner ha quindi contribuito a spingere Paramount verso la produzione del nuovo capitolo, nonostante le passate polemiche che circondano il regista.
Un Successo Global da Oltre 245 Milioni di Dollari
Il franchise di Rush Hour ha debuttato nel 1998, incassando ben 245 milioni di dollari in tutto il mondo. La saga è incentrata sulle dinamiche tra l’ispettore capo Lee (Chan), un poliziotto di Hong Kong, e il Detective James Carter (Tucker), un agente di Los Angeles noto per la sua parlantina veloce.
I due formano un’accoppiata improbabile ma incredibilmente efficace. Il successo del primo film ha portato rapidamente ai sequel Rush Hour 2 (2001) e Rush Hour 3 (2007). Ora, con Rush Hour 4 ufficialmente in cantiere, l’industria si prepara a vedere come questa controversa produzione prenderà forma sul grande schermo.
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