Dopo averci terrorizzato con Barbarian e mentre l’industria attende Weapons, il regista Zach Cregger si prepara ad affrontare una delle saghe horror più amate e complesse di sempre: Resident Evil. La notizia del suo ingaggio per il reboot ha elettrizzato i fan, soprattutto quelli che hanno sempre desiderato un adattamento fedele all’atmosfera e alla struttura dei titoli originali.
E a quanto pare, Cregger è pronto a esaudire i loro desideri, puntando tutto sulla fonte primaria: i videogiochi stessi. Il suo approccio è talmente radicale da aver già suscitato grande curiosità sul potenziale risultato finale.
La sorprendente confessione: Mai visti i film di Milla Jovovich
Durante un’intervista rilasciata al podcast Crew Call di Deadline, Cregger ha fatto una confessione che è contemporaneamente shockante e rassicurante per i puristi della saga. Quando gli è stato chiesto se la visione dei precedenti film di Resident Evil lo avesse ispirato a modificare qualcosa, la sua risposta è stata netta: “Non ho mai visto un film di Resident Evil”.
Il regista ha subito chiarito che la sua conoscenza della saga è profonda, ma proviene esclusivamente dal mondo ludico. Cregger ha infatti ammesso di aver giocato ai titoli “religiosamente” e di sentirsi “intimamente familiare con Resident Evil come franchise di gioco”. Questo distacco dalle pellicole precedenti lo solleva dal dover confrontare il suo lavoro con ciò che le vecchie versioni abbiano “fatto o non fatto bene”.
Ritmo e Pacing: Tradurre l’Orrore Cinematico dei Videogiochi
Cregger ha spiegato che i giochi di Resident Evil sono per lui “inerentemente cinematici”, lodandone in particolare la struttura e il pacing. Il regista è convinto che il vero potenziale non sia mai stato sfruttato a pieno sul grande schermo.
Ciò che lo entusiasma di più è la possibilità di portare al cinema la tonalità specifica della serie, in particolare quel “slow creeping dread”, ossia la lenta e strisciante angoscia che pervade l’esperienza di gioco. È proprio su questo senso di paura prolungata che vuole costruire la sua versione.
Il regista è anche ansioso di sperimentare la fusione tra meccaniche videoludiche e storytelling narrativo. “L’idea di poter realizzare una struttura da videogioco in un film narrativo… non riesco a credere che non sia ancora successo”, ha dichiarato, evidenziando la sua volontà di innovare la formula di adattamento.
Un onore per il franchise globale
Ricordiamo che il franchise di Resident Evil è nato negli anni Novanta come gioco per PlayStation, espandendosi poi in ogni angolo del mondo. La prima saga cinematografica live-action è arrivata solo nel 2002, con Milla Jovovich e Michelle Rodriguez, concludendosi nel 2017 con Resident Evil: The Final Chapter.
Cregger ha definito la saga “così vasta e così rispettata a livello globale”, sentendo un grande “onore” nell’assumersi la responsabilità del reboot. Il regista ha concluso l’aggiornamento ribadendo il suo grande entusiasmo per il progetto.
Non vediamo l’ora di scoprire come Cregger riuscirà a tradurre la suspense “inerente” dei giochi in un film che sia all’altezza della nostalgia dei fan. Continuate a seguire Mister Movie per tutti gli aggiornamenti, le analisi e gli approfondimenti sul nuovo Resident Evil e sul futuro dell’horror.