Justin Baldoni ha recentemente aggiornato la sua causa contro Blake Lively, aggiungendo nuove affermazioni che coinvolgono il New York Times e il marito dell’attrice, Ryan Reynolds. Secondo i suoi avvocati, il celebre quotidiano avrebbe avuto accesso alla denuncia di Lively ben 11 giorni prima della pubblicazione dell’articolo del 21 dicembre intitolato “We Can Bury Anyone: Inside a Hollywood Smear Machine”, che accusava Baldoni di aver orchestrato una campagna diffamatoria contro l’attrice.
Per Ryan Reynolds accuse di “bullismo” in “Deadpool e Wolverine”
Baldoni ha inoltre dichiarato che Ryan Reynolds lo starebbe “bullizzando” attraverso un personaggio nel prossimo film “Deadpool & Wolverine”. Queste nuove rivelazioni sono state presentate venerdì in una denuncia aggiornata di 224 pagine, accompagnata da un sito web contenente la cronologia dettagliata degli eventi e documenti accessibili al pubblico.
Il ruolo del New York Times nella controversia
Secondo i legali di Baldoni, il New York Times avrebbe lavorato alla storia già dal 31 ottobre e avrebbe ottenuto una copia della denuncia per i diritti civili di Lively ben prima della sua pubblicazione ufficiale. Il team dell’attore sostiene che i metadati dimostrino questa teoria, mentre il Times nega le accuse, affermando che la datazione è il risultato di un errore del software di Google.
In particolare, la causa sostiene che un video correlato all’articolo sarebbe stato prodotto già il 12 dicembre, ovvero nove giorni prima dell’uscita del pezzo. Inoltre, Baldoni e il suo team sarebbero stati contattati dal giornale solo il 20 dicembre per un commento, ricevendo una scadenza molto breve per rispondere prima della pubblicazione avvenuta il giorno successivo.
Se si dimostrasse che il giornale e il team di Lively hanno avuto contatti non ufficiali prima della denuncia pubblica, ciò potrebbe compromettere la difesa del quotidiano e dell’attrice nella battaglia legale in corso.
Ryan Reynolds e il personaggio di “Nicepool”
Un altro elemento chiave della denuncia riguarda Ryan Reynolds, che secondo Baldoni avrebbe utilizzato il suo prossimo film per attaccarlo pubblicamente. Nella pellicola “Deadpool & Wolverine”, il personaggio di Nicepool, una variante di Deadpool interpretata dallo stesso Reynolds, sarebbe una parodia di Baldoni.
Nicepool viene descritto come una femminista “radicale”, con un arco narrativo che si conclude con la sua morte per mano di Ladypool, doppiata da Blake Lively. Un momento del film particolarmente discusso vede Nicepool commentare l’aspetto di Ladypool dicendo: “Oh mio Dio, aspetta di vedere Ladypool. È stupenda. Ha appena avuto un bambino e [tu] non puoi nemmeno dirlo”.
Questa frase, secondo Baldoni, sarebbe un riferimento alle sue presunte osservazioni sul corpo di Blake Lively durante le riprese del film “It Ends With Us”. A rendere la satira ancora più evidente, nella scena successiva Deadpool lo rimprovera, mentre Nicepool si giustifica affermando: “Va bene. Mi identifico come femminista”.
Baldoni sostiene che questa battuta sia un attacco alla sua immagine pubblica, considerando che nel 2017 aveva tenuto un TED Talk sul significato della mascolinità moderna e nel 2018 aveva pubblicato un saggio sul suo ruolo di padre femminista.
Ulteriori riferimenti nel film Marvel?
Un altro dettaglio della denuncia fa riferimento a una scena in cui il personaggio di Cassandra Nova, interpretato da Emma Corrin, infila una mano nella testa di Deadpool mentre quest’ultimo esclama: “Ho bisogno di un coordinatore dell’intimità!”.
Questo potrebbe essere un riferimento alle accuse mosse da Lively contro Baldoni, secondo cui l’attore avrebbe improvvisato scene di intimità senza il supporto di un coordinatore dell’intimità. Baldoni, nella sua causa contro il New York Times, afferma invece che Lively si sarebbe rifiutata di lavorare con il coordinatore per coreografare le scene di sesso del film.
L’evoluzione del caso
Le riprese di “Deadpool & Wolverine” si sono concluse nel giugno 2024, cinque mesi dopo un incontro tra Lively, Reynolds e Baldoni per discutere le accuse di molestie sul set. Al momento, il team legale di Lively non ha rilasciato commenti sulle nuove accuse.
La prima udienza in tribunale è fissata per lunedì. Nel frattempo, il team di Lively ha chiesto al giudice di impedire a Baldoni di pubblicare ulteriori prove online, sostenendo che la diffusione di documenti attraverso il sito web potrebbe influenzare la giuria. Tuttavia, il sito attualmente ospita solo documenti già pubblicamente disponibili su piattaforme legali come CourtListener.
Questa battaglia legale tra star di Hollywood e grandi testate giornalistiche continua a evolversi e promette ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.
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