11 settembre, pubblicato l’ultimo messaggio audio di un passeggero alla moglie dal volo United 175

Pochi minuti prima che il volo United 175 colpisse la Torre Sud, Brian Sweeney lasciò un messaggio alla moglie Julie. Il 9/11 Memorial & Museum conserva ancora oggi quella registrazione.

Locandina di 11 settembre, pubblicato l’ultimo messaggio audio di un passeggero alla moglie dal volo United 175
© IA \ Immagine Illustrativa \ Mister Movie

Tra le migliaia di storie personali legate all’11 settembre 2001, quella di Brian Sweeney continua a colpire per la sua semplicità.

Sweeney era a bordo del volo United Airlines 175, uno degli aerei dirottati quella mattina. Il Boeing 767 venne fatto schiantare contro la Torre Sud del World Trade Center.

Prima dell’impatto, Brian riuscì a lasciare un messaggio alla moglie, Julie Sweeney Roth.

Non era una lunga telefonata. Era un messaggio breve, registrato dal telefono disponibile sul sedile dell’aereo. Ma quelle parole sono rimaste nel tempo come una delle testimonianze più personali dell'11 settembre.

Il 9/11 Memorial & Museum conserva oggi il messaggio nella propria collezione.

Brian Sweeney era a bordo del volo United 175

Brian David Sweeney aveva 38 anni quando morì negli attentati dell’11 settembre.

Prima di lavorare nel settore della difesa, era stato pilota e istruttore della Marina degli Stati Uniti. Il suo successivo impiego presso un'azienda appaltatrice della difesa gli permetteva di lavorare prevalentemente da casa.

Brian e Julie si erano sposati a Cape Cod e avevano costruito lì la loro vita insieme.

La mattina dell’11 settembre, però, Julie non era con lui. Stava lavorando come insegnante quando venne chiamata fuori dalla classe.

A cercarla era stata la suocera, Louise, che le comunicò una notizia ancora confusa: Brian si trovava su un aereo che era stato dirottato.

Solo più tardi Julie sarebbe tornata a casa e avrebbe trovato il messaggio lasciato dal marito sulla segreteria telefonica.

Il messaggio di Brian alla moglie

Brian aveva utilizzato un telefono Airfone installato sul retro del sedile per lasciare il messaggio.

Sapeva che l'aereo era stato dirottato e che la situazione era estremamente grave.

Nel messaggio spiegò a Julie quello che stava accadendo e poi concentrò le sue parole sulla famiglia.

Le disse di amarla e di continuare a vivere. Parlò anche dei suoi genitori e invitò tutti a fare del bene e a cercare momenti di felicità.

Tra le frasi conservate dal Memoriale c'è quella in cui Brian dice alla moglie di volerle bene e di volerla vedere andare avanti.

Il messaggio si conclude con un saluto affettuoso e con la speranza di poterla richiamare.

È proprio questo elemento a rendere la registrazione ancora più dolorosa. Brian lasciò aperta la possibilità di un nuovo contatto, mentre il tempo a disposizione stava ormai terminando.

La reazione di Julie quando ascoltò la voce del marito

Quando Julie tornò a casa, trovò la registrazione sulla segreteria telefonica.

Anni dopo, raccontando quella mattina al 9/11 Memorial & Museum, spiegò quanto fosse importante per lei poter ascoltare ancora la voce di Brian.

Non si trattava soltanto di avere un'ultima testimonianza sonora del marito.

Julie disse che quella registrazione le permetteva di sapere con certezza che cosa Brian stesse pensando in quei momenti.

La sua calma, secondo il racconto di Julie, ebbe un effetto rassicurante su di lei. Il messaggio le apparve come qualcosa di profondamente coerente con il carattere dell'uomo che aveva conosciuto.

Il Memoriale riporta anche una riflessione successiva di Julie: quelle parole le diedero la forza di continuare la propria vita senza cancellare il passato.

È una distinzione importante. Andare avanti, per lei, non significava dimenticare Brian.

Chi era Brian Sweeney prima dell'11 settembre

La storia di Brian non comincia con quel messaggio.

Julie lo aveva conosciuto in un bar di Philadelphia. Secondo il suo ricordo, Brian si distingueva dagli altri uomini presenti perché indossava un berretto e una camicia di jeans.

La prima impressione fu così forte che Julie raccontò di aver detto a un'amica che quello era il tipo di uomo che avrebbe sposato.

Sette mesi dopo, i due si sposarono a Cape Cod, un luogo particolarmente importante per Brian e che sarebbe diventato anche la loro casa.

Il 9/11 Memorial lo descrive inoltre come un ex pilota e istruttore della Marina. Un altro documento del Memoriale lo identifica come veterano della Guerra del Golfo.

Questi dettagli aiutano a restituire un'immagine più completa della persona dietro quella voce registrata.

Brian non è soltanto l'uomo che lasciò un ultimo messaggio durante una tragedia.

Era un marito, un ex pilota militare e una persona con una vita costruita insieme alla donna che amava.

Cosa accadde al volo United 175

Il volo United Airlines 175 era partito da Boston diretto a Los Angeles.

L'aereo venne dirottato durante gli attentati dell'11 settembre. Alle 9:03, il Boeing 767 colpì la Torre Sud del World Trade Center.

Brian Sweeney si trovava a bordo.

Il suo nome compare oggi tra quelli delle vittime dell'11 settembre al Memoriale di New York.

La sua vicenda è quindi legata a uno dei momenti più drammatici della storia contemporanea americana. Ma ciò che ha mantenuto vivo il suo ricordo, oltre al nome inciso sul Memoriale, è anche quella registrazione privata destinata originariamente soltanto a sua moglie.

Il messaggio è conservato dal 9/11 Memorial & Museum

La registrazione di Brian fa oggi parte della collezione del 9/11 Memorial & Museum.

Il museo l'ha inserita anche nei propri percorsi dedicati alle testimonianze personali delle famiglie.

Julie stessa ha partecipato negli anni a programmi educativi del Memoriale, raccontando la propria esperienza agli studenti e parlando del marito. Il museo presenta infatti la sua storia come una testimonianza diretta di una familiare di una vittima dell'11 settembre.

La conservazione di quel messaggio ha un valore che va oltre la cronaca dell'attentato.

Le grandi ricostruzioni dell'11 settembre raccontano numeri, orari, luoghi e dinamiche. Le testimonianze come quella di Brian mostrano invece la tragedia attraverso una relazione personale.

In pochi secondi, una registrazione contiene paura, affetto e il tentativo di rassicurare una persona amata.

Le parole di Brian sono diventate una memoria dell'11 settembre

Ogni anno, in occasione dell'anniversario degli attentati, il messaggio di Brian torna a essere condiviso.

CBS News lo ha descritto come una delle testimonianze personali che continuano a circolare nel giorno della commemorazione. Il motivo è semplice: dietro il numero delle vittime c'è una quantità enorme di storie individuali, ognuna con una famiglia e una vita spezzata.

Julie, nel frattempo, si è risposata e ha avuto due figli.

Ha continuato anche a mantenere un rapporto con il Memoriale, dove ha svolto attività di volontariato.

Il suo percorso mostra una delle conseguenze più difficili da raccontare dell'11 settembre: il tempo è andato avanti, ma non ha cancellato ciò che è accaduto.

Il messaggio di Brian resta così un documento personale e familiare, ma anche una parte della memoria collettiva degli attentati.

A distanza di 25 anni, la sua voce continua a raccontare non soltanto gli ultimi momenti di un uomo su un aereo dirottato.

Racconta soprattutto il legame tra Brian e Julie.

Ed è forse questo il motivo per cui quelle parole continuano a essere ascoltate: non parlano soltanto della fine di una vita, ma di ciò che una persona voleva lasciare a chi avrebbe dovuto continuare senza di lui.

Per altre storie e approfondimenti dal mondo dell'intrattenimento e della cultura pop, continua a seguire Mister Movie.

Lascia un commento

Caricamento guida TV in corso…