Pasolini in mostra a Lecce: l’ispirazione tra cinema e arte

L’eclettico Pier Paolo Pasolini è omaggiato da una modesta ma significativa esposizione all’interno del castello leccese di Carlo V, fino al 2 Novembre 2014. Il percorso si snoda in tre sale in cui sono esposti alcuni disegni dell’artista (da citare il ritratto di Maria Callas dipinto con matita, petali di rosa e spumante) per proseguire con fotogrammi…

pier paolo pasolini lecceL’eclettico Pier Paolo Pasolini è omaggiato da una modesta ma significativa esposizione all’interno del castello leccese di Carlo V, fino al 2 Novembre 2014. Il percorso si snoda in tre sale in cui sono esposti alcuni disegni dell’artista (da citare il ritratto di Maria Callas dipinto con matita, petali di rosa e spumante) per proseguire con fotogrammi tratti dai suoi film ed un breve documentario che riassume il senso della mostra.
Il fulcro e la bellezza dell’esposizione è la messa in relazione di inquadrature tratte dai suoi capolavori cinematografici con celebri quadri rinascimentali. Pasolini mai nascose di ispirarsi ad artisti come Piero della Francesca, Pontormo, Michelangelo, Giotto o Mantegna per la creazione dei suoi mondi, ma è sorprendente la fedeltà che emerge dall’accostamento, ad esempio, della scena tratta da Decameron (1971) con il Giudizio Universale di Giotto. Inquadratura, luci, colori e costumi sono un’evidente citazione dell’affresco. Così come la figura di Ettore in Mamma Roma (1962) ricorda molto il Cristo Morto di Mantegna, mentre la deposizione dalla croce del film Ricotta (1963) è uguale alla Deposizione di Rosso Fiorentino, seppur riadattata nel formato orizzontale cinematografico.

pier paolo pasolini lecce
Il rapporto di Pier Paolo Pasolini con l’arte della pittura rinascimentale può essere riassunto dalla sua citazione:

“Non riesco a concepire immagini, paesaggi, composizioni di figure al di fuori di questa mia iniziale passione pittorica […] che ha l’uomo come centro di ogni prospettiva. Quindi, quando le mie immagini sono in movimento, sono in movimento un po’ come se l’obiettivo si muovesse su loro come sopra un quadro; concepisco sempre il fondo come il fondo di un quadro, come uno scenario, e per questo lo aggredisco sempre frontalmente.”

Dunque la mostra, seppur limitata ad un esiguo materiale, risulta essere un’ottima occasione per riflettere sulla genialità del lavoro di Pier Paolo Pasolini come regista e amante dell’arte nella sua totalità.

A cura di Alessia Scacchi.

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